Domani si parte per la settimana bianca (sportlov). Quest'anno, per la prima volta, anziché sospendere le lezioni durante una sola settimana, la scuola ci ha dato la possibilità di scegliere fra la settimana 9 e la 10; così mentre alcuni hanno fatto vacanza settimana scorsa Eleonora ha fatto lezione.
Vista l'esperienza positiva precedente, e visto che entrambi non avevamo ancora prenotato nulla, ripeteremo l'esperimento sociale e condivideremo un piccolo chalet con la famiglia di amici che abita nella nostra stessa via. Gli stessi di Capodanno.
L'abitazione è un po' più piccola di quella della volta scorsa.
Se continuiamo di questo passo mi sa che prima o poi condivideremo una barca a vela...
I Post sino alla prima settimana di febbraio 2011 sono relativi al mio congedo parentale. Poi ci sono tutti quelli della normale vita di un papà italiano in Svezia fra famiglia e carriera.
sabato 28 febbraio 2015
venerdì 27 febbraio 2015
Piccole pietre miliari
Sofia è tornata a casa dopo quattro giorni dai nonni.
Ha un dente da latte che le balla. Il primo. Un incisivo inferiore.
Anche Eleonora è tornata. Da scuola. Da sola. Per la prima volta con le chiavi di casa, mentre sia io che Anette eravamo al lavoro.
La decisione l'ha presa Anette questa mattina. Io ero già uscito, e sapeva che sarei tornato tardi. Mentre stava per uscire per accompagnare Eleonora a scuola Eleonora le ha chiesto se avesse potuto prenderla un po' prima del solito. Anette le ha risposto che purtroppo aveva una riunione nel tardo pomeriggio; poi ha colto la palla al balzo, le ha dato le proprie chiavi e le ha detto che avrebbe potuto uscire prima dal doposcuola. Da sola. Eleonora era raggiante!
Adesso dobbiamo farle il suo mazzo di chiavi.
Ha un dente da latte che le balla. Il primo. Un incisivo inferiore.
Anche Eleonora è tornata. Da scuola. Da sola. Per la prima volta con le chiavi di casa, mentre sia io che Anette eravamo al lavoro.
La decisione l'ha presa Anette questa mattina. Io ero già uscito, e sapeva che sarei tornato tardi. Mentre stava per uscire per accompagnare Eleonora a scuola Eleonora le ha chiesto se avesse potuto prenderla un po' prima del solito. Anette le ha risposto che purtroppo aveva una riunione nel tardo pomeriggio; poi ha colto la palla al balzo, le ha dato le proprie chiavi e le ha detto che avrebbe potuto uscire prima dal doposcuola. Da sola. Eleonora era raggiante!
Adesso dobbiamo farle il suo mazzo di chiavi.
giovedì 26 febbraio 2015
Rosso, nero o viola?
Sofia è ancora dai nonni, tornerà domani.
Oggi era il turno di Anette di esser quella che alle sei e qualche cosa era già in strada verso l'aeroporto.
Io, al momento di uscire dall'ufficio, ho deciso di chiamare Eleonora e chiederle se avesse voglia di fare da sola la strada per casa, cosa che la rende sempre contenta.
Una volta arrivata a casa era raggiante. Non so se fosse per il fatto che questa settimana ci siamo visti proprio poco, se per la fiducia di farla venire a casa da sola, o una combinazione di queste e altre cose, ma una volta arrivata a casa mi ha detto di sedermi sul divano, che aveva di raccontarmi un sacco di cose, ma che prima voleva farmi un caffè.
Le piace farmelo con la macchinetta con le capsule. Mi ha chiesto quale colore volessi.
Ho pensato che prima o poi le insegnerò a farlo con la moka. Però non gliel'ho detto. Invece mi sono proprio goduto quello che mi ha fatto lei, e nel frattempo ci siamo raccontati di tutto e di più.
Oggi era il turno di Anette di esser quella che alle sei e qualche cosa era già in strada verso l'aeroporto.
Io, al momento di uscire dall'ufficio, ho deciso di chiamare Eleonora e chiederle se avesse voglia di fare da sola la strada per casa, cosa che la rende sempre contenta.
Una volta arrivata a casa era raggiante. Non so se fosse per il fatto che questa settimana ci siamo visti proprio poco, se per la fiducia di farla venire a casa da sola, o una combinazione di queste e altre cose, ma una volta arrivata a casa mi ha detto di sedermi sul divano, che aveva di raccontarmi un sacco di cose, ma che prima voleva farmi un caffè.
Le piace farmelo con la macchinetta con le capsule. Mi ha chiesto quale colore volessi.
Ho pensato che prima o poi le insegnerò a farlo con la moka. Però non gliel'ho detto. Invece mi sono proprio goduto quello che mi ha fatto lei, e nel frattempo ci siamo raccontati di tutto e di più.
mercoledì 25 febbraio 2015
Educazione sessuale, la tv svedese la fa così
Se sei un re puoi abitare in un castello, se non lo sei abiti magari in una casetta modesta, se sei uno spermatozoo abiti in un testicolo, ma se sei un ovulo abiti in un ovaia... Inizia così il cartone animato del programma Bacillakuten della tv di stato svedese SVT che sul canale per bambini Barnkanalen ha affrontato il tema del come nascono i bambini.
È uno dei programmi preferiti di Eleonora e Sofia.
L'accostamento "nuotatori durante la gara di nuoto" e "spermatozoi" mi farà guardare le gare di triathlon con occhi nuovi...
martedì 24 febbraio 2015
Un po' di qua un po' di là
Io in Polonia. Sofia da nonna Eivor e nonno Bosse. A casa Anette ed Eleonora. In questi giorni siamo una famiglia un po' sparsa.
lunedì 23 febbraio 2015
Piccole donne crescono
La notizia è arrivata oggi pomeriggio, sia a me che ad Anette, via sms e tramite posta elettronica. Un messaggio che in sostanza diceva: "Il comune offre a Sofia un posto nella scuola elementare che avevate indicato, si prega di confermare la scelta al link allegato." E poi c'era il link.
Mancano poco più di cinque mesi.
Da agosto Sofia inizierà le elementari.
Quella stessa Sofia che quando ho iniziato a scrivere questo blog ancora non sapeva camminare e non andava ancora all'asilo.
Mi sembra ieri.
Mancano poco più di cinque mesi.
Da agosto Sofia inizierà le elementari.
Quella stessa Sofia che quando ho iniziato a scrivere questo blog ancora non sapeva camminare e non andava ancora all'asilo.
Mi sembra ieri.
domenica 22 febbraio 2015
Meglio un principe o del marzapane?
A Eleonora che stava baciando una ranocchia di marzapane: "La baci così diventa un principe?"
Risposta: "Bleah! E che me ne faccio?"
Risposta: "Bleah! E che me ne faccio?"
sabato 21 febbraio 2015
Mello
Per Eleonora e Sofia è un appuntamento imperdibile, una mini festa. Di solito ci si inventa sempre qualcosa, dal guardarlo con degli amici a qualche snack particolare. Questa sera toccherà alla fonduta di frutta, marshmallow e mini meringhe (da pucciare nel cioccolato fuso). Inoltre alle bimbe piace sempre vestirsi un po' da dive.
venerdì 20 febbraio 2015
Ha cambiato idea
Eleonora è al terzo giorno di febbre.
Il primo giorno è stata contenta di stare a casa. Riposo, libri, tablet: una pacchia.
Il secondo giorno ha iniziato ad annoiarsi. Leggere, guardare film, giocare, tutte cose divertenti, ma iniziavano a mancarle l'azione e gli amici.
Questa sera a cena lo ha comunicato ufficialmente. Ha detto: "Basta, non mi piace essere ammalata".
Conoscendo la sua forza di volontà non mi sorprenderei se si autoguarisse...
Il primo giorno è stata contenta di stare a casa. Riposo, libri, tablet: una pacchia.
Il secondo giorno ha iniziato ad annoiarsi. Leggere, guardare film, giocare, tutte cose divertenti, ma iniziavano a mancarle l'azione e gli amici.
Questa sera a cena lo ha comunicato ufficialmente. Ha detto: "Basta, non mi piace essere ammalata".
Conoscendo la sua forza di volontà non mi sorprenderei se si autoguarisse...
giovedì 19 febbraio 2015
Piccole Donne
Questa mattina è stata a casa Anette con Eleonora che è ancora leggermente febbricitante.
Ci siamo dai il cambio all'ora di pranzo. Anette questa sera tornerà tardi.
A metà pomeriggio sono andato a prendere Sofia all'asilo. Le ho detto che più tardi sarei andato a prendere nonna Eivor che domani ci darà man forte con Eleonora.
Io: "Sofia, vuoi venire con me a prendere la nonna che oggi arriva con la corriera?"
Risposta: "No papà, è meglio che stia a casa. Qualcuno deve fare da baby sitter a Eleonora".
Nota: Quando io e nonna Eivor siamo entrati in casa, erano le 20:01, Sofia si era già addormentata sul divano...
Ci siamo dai il cambio all'ora di pranzo. Anette questa sera tornerà tardi.
A metà pomeriggio sono andato a prendere Sofia all'asilo. Le ho detto che più tardi sarei andato a prendere nonna Eivor che domani ci darà man forte con Eleonora.
Io: "Sofia, vuoi venire con me a prendere la nonna che oggi arriva con la corriera?"
Risposta: "No papà, è meglio che stia a casa. Qualcuno deve fare da baby sitter a Eleonora".
Nota: Quando io e nonna Eivor siamo entrati in casa, erano le 20:01, Sofia si era già addormentata sul divano...
mercoledì 18 febbraio 2015
Come diceva il titolo di un libro qualche anno fa...
Lunedì è stato il turno di Sofia. Nel primo pomeriggio del quale poi arrivò a casa anche Anette, che si infilò subito nel lettone.
Martedì sera poi è iniziato il turno di Eleonora, che è arrivata a casa da scuola con 38,5 di febbre.
È stata a casa oggi, ma non è ancora sfebbrata,anzi.
Io?
Io, speriamo che me la cavo...
Martedì sera poi è iniziato il turno di Eleonora, che è arrivata a casa da scuola con 38,5 di febbre.
È stata a casa oggi, ma non è ancora sfebbrata,anzi.
Io?
Io, speriamo che me la cavo...
martedì 17 febbraio 2015
Bimba premurosa e previdente
Questa sera sarà una vicina di casa ad accompagnare a danza Sofia (assieme a sua figlia).
Questa mattina dopo aver lasciato Sofia all'asilo mi sono ricordato di non aver detto nulla al personale.
Ho quindi chiamato:
"Buongiorno, sono Stefano, volevo dire che questo pomeriggio..."
"...sarà la vicina che verrà a prendere Sofia, si grazie, Sofia ce lo ha comunicato." ha finito la frase, sorridendo, la maestra.
Questa mattina dopo aver lasciato Sofia all'asilo mi sono ricordato di non aver detto nulla al personale.
Ho quindi chiamato:
"Buongiorno, sono Stefano, volevo dire che questo pomeriggio..."
"...sarà la vicina che verrà a prendere Sofia, si grazie, Sofia ce lo ha comunicato." ha finito la frase, sorridendo, la maestra.
lunedì 16 febbraio 2015
"Vobba"
In svedese l'indennita per stare a casa con i bambini per curarli, VAB, ha creato il neologismo "att vabba", cioè il verbo che indica che si è a casa a curare un bimbo. Noi italiani che abitiamo qui abbiamo adottato e trasformato il neologismo nella forma italiana "vabbare", quindi è normale per un italiano che abita in Svezia declinare il verbo come se fosse un verbo italiano. Io oggi ho vabbato e un collega mi ha detto che lui domani vabberà.
In svedese lavorare si dice "arbeta" o anche "jobba" (pron. iobba).
Unendo "vabba" e "jobba", nel linguaggio comune è stata creato il verbo "vobba", per indicare il cercare di lavorare quando si è a casa a curare un bambino.
Io oggi ho un po' vabbato e un po' vobbato, cioè, dopo aver giocato con Sofia e letto con lei un libro, mentre lei si sparava tre-quattro episodi in fila di "Sofia la prima" io ho risposto a un po' di e-mail. Poi è seguito questo dialogo.
Io: "Sofia, come va? La gola?"
Sofia: "Bene. Tutto bene".
Io: "Ah, perché sai, altrimenti quando uno ha la gola infiammata si può lenire il fastidio con del gelato".
Sofia, forzando dei colpi di tosse: "Sai" *tosse* "a pensarci bene" *tosse* *tosse* "la gola" *tosse* "mi fa ancora un po' male" *tosse*
In svedese lavorare si dice "arbeta" o anche "jobba" (pron. iobba).
Unendo "vabba" e "jobba", nel linguaggio comune è stata creato il verbo "vobba", per indicare il cercare di lavorare quando si è a casa a curare un bambino.
Io oggi ho un po' vabbato e un po' vobbato, cioè, dopo aver giocato con Sofia e letto con lei un libro, mentre lei si sparava tre-quattro episodi in fila di "Sofia la prima" io ho risposto a un po' di e-mail. Poi è seguito questo dialogo.
Io: "Sofia, come va? La gola?"
Sofia: "Bene. Tutto bene".
Io: "Ah, perché sai, altrimenti quando uno ha la gola infiammata si può lenire il fastidio con del gelato".
Sofia, forzando dei colpi di tosse: "Sai" *tosse* "a pensarci bene" *tosse* *tosse* "la gola" *tosse* "mi fa ancora un po' male" *tosse*
domenica 15 febbraio 2015
Una piccola baritono
Causa un piccolo male di stagione Sofia ha da ieri sera una voce da baritono. È abbastanza strano vedere la solita bimba, ma sentire uscire dalla sua bocca una voce roca e di qualche ottava inferiore al solito. Ricorda quasi Vasco Rossi.
VAB, vård av barn (cura del bambino) è l'indennità che viene data a chi lavora e deve stare a casa dal lavoro per prendersi cura del proprio figlio. Corrisponde all'80% dello stipendio sino a ca. 3700 euro lordi al mese. Molti datori di lavoro poi hanno regole per, ad esempio, coprire la stessa percentuale (o anche più elevata) anche per stipendi superiori.
Febbraio in svedese si dice februari. Visto che è statisticamente il mese in cui il numero di pagamenti di VAB è il più alto dell'anno, il mese viene anche chiamato vabruari.
Domani alimenteremo la statistica.
PS: VAB vale sino ai 12 anni. Dai 12 ai 16 anni per avere l'indennità è necessario che il medico certifichi che c'era bisogno che il genitore rimanesse a casa/accompagnasse il figlio a fare la visita medica. Sino ai 12 anni il certificato medico è necessario solo se si sta a casa per più di otto giorni di fila.
L'indennità copre anche porzioni di giornata lavorativa, vale per al massimo 120 giorni all'anno e può essere trasferita a terzi (se ad esempio nessuno dei genitori può stare a casa, ma può farlo la zia, il nonno o il vicino che però così facendo perdono la giornata lavorativa).
VAB, vård av barn (cura del bambino) è l'indennità che viene data a chi lavora e deve stare a casa dal lavoro per prendersi cura del proprio figlio. Corrisponde all'80% dello stipendio sino a ca. 3700 euro lordi al mese. Molti datori di lavoro poi hanno regole per, ad esempio, coprire la stessa percentuale (o anche più elevata) anche per stipendi superiori.
Febbraio in svedese si dice februari. Visto che è statisticamente il mese in cui il numero di pagamenti di VAB è il più alto dell'anno, il mese viene anche chiamato vabruari.
Domani alimenteremo la statistica.
PS: VAB vale sino ai 12 anni. Dai 12 ai 16 anni per avere l'indennità è necessario che il medico certifichi che c'era bisogno che il genitore rimanesse a casa/accompagnasse il figlio a fare la visita medica. Sino ai 12 anni il certificato medico è necessario solo se si sta a casa per più di otto giorni di fila.
L'indennità copre anche porzioni di giornata lavorativa, vale per al massimo 120 giorni all'anno e può essere trasferita a terzi (se ad esempio nessuno dei genitori può stare a casa, ma può farlo la zia, il nonno o il vicino che però così facendo perdono la giornata lavorativa).
sabato 14 febbraio 2015
Come ragiona Sofia

Al momento di buttare via la gomma da masticare Sofia si è trovata di fronte al dilemma di dove buttarla: nella pattumiera degli umidi o in quella indifferenziata? Ad alta voce ha iniziato a riflettere: "Dunque...nel sacchettino del composto si mettono le cose che mangio... ma la cicca non si mangia, si mastica e poi si butta via, allora deve essere indifferenziata!"Ragionamento interessante. Risposta esatta!
PS: Per San Valentino qui è stata una giornata di cuori ovunque, dai bigliettini che Eleonora e Sofia hanno fatto per tutti, alle mele, alle decorazioni che nonna Eivor ha fatto su ogni semla (il dolce tipico del martedì grasso, con panna e pasta di mandorle).
venerdì 13 febbraio 2015
Un bel film da uno splendido libro
Astrid Lindgren lo ha scritto nel 1973, che è anche l'anno in cui è nata Anette.
Eleonora lo sta leggendo a scuola in svedese e a casa in italiano.
Tomas Alfredsson, che ha diretto "Lasciami entrare", ne sta facendo una nuova versione cinematografica.
Questa sera tutta la famiglia ne ha guardato la splendida versione diretta nel 1977 da Olle Hellbom.
Abbiamo riso, pianto, ci siamo abbracciati sul divano, abbiamo parlato con Eleonora di temi difficili.
I fratelli Cuordileone è proprio uno splendido racconto,
Eleonora lo sta leggendo a scuola in svedese e a casa in italiano.
Tomas Alfredsson, che ha diretto "Lasciami entrare", ne sta facendo una nuova versione cinematografica.
Questa sera tutta la famiglia ne ha guardato la splendida versione diretta nel 1977 da Olle Hellbom.
Abbiamo riso, pianto, ci siamo abbracciati sul divano, abbiamo parlato con Eleonora di temi difficili.
I fratelli Cuordileone è proprio uno splendido racconto,
giovedì 12 febbraio 2015
Consigli internazionali
Da qualche mese le bimbe mostrano di apprezzare quello che è diventato un piatto preferito funziona sempre: la pastina. Stelline, midolline, anellini, non fa differenza. È proprio il caso di dire che "tutto fa brodo".
Questa sera ho chiesto loro cosa volessero, e non mi sono sorpreso quando hanno risposto all'unisono "pastina".
Mentre andavo in cucina è suonato il telefono, era zia Dani dall'Italia. Mentre parlavo con lei ho visto che era finita la pastina. "Beh, che problema c'è?" - mi ha detto flemmatica - "hai degli spaghettini tipo capelli d'angelo? Li spezzetti e il problema è risolto!".
Genio!
È stato un successone.
Questa sera ho chiesto loro cosa volessero, e non mi sono sorpreso quando hanno risposto all'unisono "pastina".
Mentre andavo in cucina è suonato il telefono, era zia Dani dall'Italia. Mentre parlavo con lei ho visto che era finita la pastina. "Beh, che problema c'è?" - mi ha detto flemmatica - "hai degli spaghettini tipo capelli d'angelo? Li spezzetti e il problema è risolto!".
Genio!
È stato un successone.
mercoledì 11 febbraio 2015
Carpe diem
Questa sera entrambe le bimbe volevano un genitore presente durante l'attività, così Anette ha seguito Sofia a calcio e io sono andato con Eleonora a danza (dove di solito viene lasciata da sola e poi passata a prendere).
Mi ero portato un libro, su Garibaldi, scritto da uno svedese, che è sempre interessante leggere come ci vedono gli altri. Invece a un certo punto Eleonora ha chiesto alla maestra se potevo assistere alla lezione. Quella che doveva essere un'ora "tutta per me" è diventato, nella prima mezz'ora (sono dovuto uscire quando hanno iniziato a fare le prove dello spettacolo), un momento in cui Eleonora ha mostrato con una luce negli occhi particolare di apprezzare il fatto che non solo fossi presente, ma fossi esclusivamente concentrato su di lei. Niente libro, telefonino, tablet. Niente foto. Niente essere guardata attraverso uno schermo o un obiettivo. Ogni tanto si girava a guardarmi, e il fatto di vedere che la stavo guardando anche io faceva sì ogni volta che sorridesse.
Una volta tornato nella saletta con gli altri genitori una delle mamme mi ha detto che sua figlia fra qualche mese compirà dieci anni e che quindi sì, insomma, praticamente siamo già a metà del tempo in cui abbiamo in casa i figli a tempo pieno. Forse anche meno. Meglio goderseli quanto più si può, anche perché fra poco inizieranno ad essere adolescenti.
Mi ero portato un libro, su Garibaldi, scritto da uno svedese, che è sempre interessante leggere come ci vedono gli altri. Invece a un certo punto Eleonora ha chiesto alla maestra se potevo assistere alla lezione. Quella che doveva essere un'ora "tutta per me" è diventato, nella prima mezz'ora (sono dovuto uscire quando hanno iniziato a fare le prove dello spettacolo), un momento in cui Eleonora ha mostrato con una luce negli occhi particolare di apprezzare il fatto che non solo fossi presente, ma fossi esclusivamente concentrato su di lei. Niente libro, telefonino, tablet. Niente foto. Niente essere guardata attraverso uno schermo o un obiettivo. Ogni tanto si girava a guardarmi, e il fatto di vedere che la stavo guardando anche io faceva sì ogni volta che sorridesse.
Una volta tornato nella saletta con gli altri genitori una delle mamme mi ha detto che sua figlia fra qualche mese compirà dieci anni e che quindi sì, insomma, praticamente siamo già a metà del tempo in cui abbiamo in casa i figli a tempo pieno. Forse anche meno. Meglio goderseli quanto più si può, anche perché fra poco inizieranno ad essere adolescenti.
martedì 10 febbraio 2015
Vuole crescere!
Eleonora vuole diventare grande. E si vede. È una cosa bella, affascinante, che muove molti sentimenti e sensazioni, nel cuore, nel cervello e nella pancia.
Quando può chiede di poter tornare da sola da scuola, e se non lo chiede ma le si offre la possibilità di farlo accetta molto contenta.
Ieri e oggi poi ha chiesto di poter dormire in soffitta, in quella che in futuro sarà la sua stanza.
Questa mattina era contenta come una pasqua.
Poi, a un certo punto della sera, mentre sei sul divano a scrivere di lei e della sua voglia di diventare grande, ecco che la senti scendere dalla soffitta, ti viene vicino, si appallottola come un gatto, legge quello che scrivi e ti dice: "È vero, voglio diventare grande, ma voglio anche essere piccola, mi fai un po' di coccole`". E tu molli tutto e ti dedichi a lei!
Quando può chiede di poter tornare da sola da scuola, e se non lo chiede ma le si offre la possibilità di farlo accetta molto contenta.
Ieri e oggi poi ha chiesto di poter dormire in soffitta, in quella che in futuro sarà la sua stanza.
Questa mattina era contenta come una pasqua.
Poi, a un certo punto della sera, mentre sei sul divano a scrivere di lei e della sua voglia di diventare grande, ecco che la senti scendere dalla soffitta, ti viene vicino, si appallottola come un gatto, legge quello che scrivi e ti dice: "È vero, voglio diventare grande, ma voglio anche essere piccola, mi fai un po' di coccole`". E tu molli tutto e ti dedichi a lei!
lunedì 9 febbraio 2015
Lo spalmaburro è quasi pronto
Oggi colloquio a scuola di Eleonora. Sono passato a prenderla mentre era nel laboratorio di artigianato/falegnameria. Stava facendo un coltello per spalmare il burro. Il manico ha deciso di farlo terminare con il muso di un gatto, con le orecchie appuntite, che poi decorerà con il pirografo. Quando sono entrato io stava facendo una parte del lavoro di fino per smussare una parte che l'insegnante le aveva consigliato di fare più sottile. Dovrebbe finirlo durante la prossima lezione, poi potrà portarlo a casa.
Quello che fu fatto da Anette e che usiamo regolarmente presto avrà un concorrente...
Quello che fu fatto da Anette e che usiamo regolarmente presto avrà un concorrente...
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