sabato 11 aprile 2020

Orienteering e pic-nic a debita distanza

L'unica delle attività sportive che ancora riusciamo a fare è l'orientamento. Meno di 50 iscritti, come richiesto dalla legge, e partenze scaglionate per mantenere la distanza, cosa che nei boschi svedesi è molto facile.

L'allenamento tecnico di oggi era a pochi chilometri da casa dei genitori di Anette, che stanno bene, ma sono in età a rischio avendo più di 70 anni, e che non incontriamo da oltre un mese.

Abbiamo così deciso di incontrarci facendo un picnic all'aperto post allenamento, mantenendo sempre la debita distanza. Incontrarsi fuori mantenendo un paio di metri è la nuova normalità, e comunque c'è preoccupazione lo stesso, un senso di responsabilità, un dovuto timore.

7 commenti:

  1. Ciao Stefano, ma è vero, o è la solita stampa italiana, che c'è stato un mea culpa del premier svedese e che è stato dichiarato che gli ultra 80 Enni e i 60/70 enni con patologie pregresse positivi al covid potrebbero essere non curati in caso di posti che scarseggiano in terapia intensiva? ( E che i posti sono solo 300 in tutto e 79 ad oggi disponibili?) Ho amici che prendono d'esempio la Svezia come fallimento del contenimento del covid basato sulla responsabilità dei cittadini ma volevo avere notizie certe per ribattere. Un saluto
    Giulia

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    1. Stefano (Fefo)12 aprile 2020 15:02

      Sia io che mia moglie siamo rimasti un po' basiti leggendo articoli come quello del Fatto Quotidiano su un ipotetico mea culpa di Löfven, che non c'è stato. Il primo ministro ha detto che l'errore negli anni passati è stato il ridurre troppo i posti di riserva per le emergenze (Svezia penultima in Europa davanti solo al Portogallo). Ha detto inoltre che se non verranno rispettate le raccomandazioni potrebbe richiedere manovre più stringenti.
      Le altre frasi sono state travisate e stravolte, decontestualizzate e montate.

      Ho cercato di fare un po' chiarezza qui:
      http://italians.corriere.it/2020/04/09/lettera-qui-svezia-vi-racconto-cosa-succede/

      C'è poi il blog di Alessandro Maccari
      https://rondine.fi/2020/04/il-caso-svezia-tra-agenzie-statali-e-lezioni-di-democrazia/

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    2. Stefano (Fefo)12 aprile 2020 17:06

      A proposito di "chi salvare", la SIAARTI ha le stesse procedure.
      E per i posti disponibili in ICU la Svezia è per il momento lontana dal doverle usare.

      https://www.siaarti.it/News/comunicato%20raccomandazioni%20di%20etica%20clinica%20siaarti.aspx

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    3. Grazie!io ho letto queste cose su Repubblica, ad esempio. Ora so come rispondere a tono!

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  2. Il senso di responsabilità è quello che il governo italiano non riconosce ai cittadini che così sono, citando mio padre, "condannati innocenti agli arresti domiciliari".
    Qui in UK abbiamo diritto a un'oretta di sport all'aperto ogni giorno e possiamo muoverci in compagnia di familiari conviventi. Molti si adeguano, alcuni scalchignano (è italiano o dialetto?) ma le città sono vuote, quando non addirittura deserte.
    Non so cosa sia giusto fare, ma la soluzione italiana non mi sembra priva di difetti.
    Stay safe...

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    1. Infatti sono tutti a spasso per le strade secondarie di Firenze.

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  3. credo che in svezia il distanziamento sociale sia stato più semplice...

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