domenica 12 dicembre 2010

Così vicini, così lontani

Mi sembra strano scrivere dal computer di nonno Bosse (siamo venuti qui ieri sera) mentre il primo ministro sta per tenere una conferenza stampa sull'attacco terroristico avvenuto a Stoccolma. Siamo a soli 60km da dove è successo eppure quel mondo sembra così lontano. Nel bosco, con Eleonora che scia, regna la pace.

È però inevitabile chiedersi se ne parleranno all'asilo. A cinque anni i bambini sentono tutto e chiedono spiegazioni. Una notizia alla radio, un commento ascoltato di sfuggita sull'autobus, una discussione a cena. Tutte occasioni che spesso suscitano interesse. Eleonora di solito chiede almeno due o tre "perché" di approfondimento prima di iniziare ad esser soddisfatta della risposta. E non si pensi di poterla condire via facilmente. Spesso ritorna sull'argomento anche qualche giorno dopo se la risposta non è stata soddisfacente o se altri bambini hanno ricevuto risposte diverse. Penso quindi che Anette ed io dovremo prepararci una risposta.

Domani è Santa Lucia, che con la sua corona di candele porta la luce nel buio. Speriamo sia l'inizio di tempi migliori!

sabato 11 dicembre 2010

Si continua a festeggiare

Ieri sera sono venuti qui nonna Eivor e nonno Bosse sia per stare con le bimbe mentre Anette ed io siamo andati a cena da amici, sia per festeggiare il compleanno di Sofia. Questa mattina quindi tutti a coccolare Sofia che questa volta ha mostrato di gradire il regalo (un ippopotamo di peluche) più della carta! Ancora di più ha apprezzato la torta soffice ai mirtilli fatta da nonna Eivor con i mirtilli raccolti nel bosco dietro casa sua. Credo ci vorranno un paio di giorni a lavar via ogni traccia di blu di mirtillo presente su Sofia visto che è riuscita ad approfittare di un attimo di distrazione per allungarsi dal seggiolone e mangiarne una manciata!

Da buona sorella maggiore Eleonora ha aiutato Sofia a spegnere la candelina, previa assicurazione che la seconda fetta sarebbe andata a lei.

Una cosa mi chiedo: come ha fatto Sofia ad imparare di già che appena fatta una foto la si può vedere sul display della macchina fotografica? Perché la sua reazione automatica dopo il flash è stata quella di voler vedere la foto!

venerdì 10 dicembre 2010

Scoperto il mistero del venerdì

Venerdì mattina con Sofia all'asilo aperto della Chiesa Svedese. Mi sono chiesto spesso come mai il venerdì ci siano sempre più bambini. Immaginavo che fosse per la moglie del prete che canta benissimo (il venerdì alle 10.30 è il momento delle sue canzoni per bambini), ma mi chiedevo dove fossero quei genitori e quei bambini durante il resto della settimana. Scoperto il mistero: metà dei genitori presenti lavora l'80%, quindi molti scelgono di stare a casa proprio il venerdì, così fanno il fine settimana lungo. Perciò dal lunedì al giovedì i bambini vanno all'asilo "normale" ed i papà o le mamme lavorano normalmente, ed il venerdì tutti a casa.

Inoltre oggi ho scoperto che Sofia inizia a sviluppare i propri gusti anche per quanto riguarda le canzoni. Per quanto riguarda il cibo è chiarissima quando vuole o non vuole qualcosa. È capace di sbracciarsi come uno di quelli che dirigono gli aerei sulle piste per far capire che qualcosa non è di suo gradimento, ed allo stesso modo sa indicare chiaramente quando vuole qualcosa e continua imperterrita sino a che non la ottiene. Per quanto riguarda le canzoni oggi ho notato che durante certe saltellava, batteva le mani e gorgogliava mentre durante altre proprio si ammutoliva facendo la faccia di chi non vede l'ora che la canzoncina finisca.
Speriamo passi ancora un po' di tempo prima che abbia opinioni decise sul come la vesto al mattino.

giovedì 9 dicembre 2010

Che abbia visto le foto?

Ho trovato delle foto di Eleonora quando aveva appena compiuto un anno. Camminava già. Sofia invece non lo fa ancora, ma credo che abbia visto anche lei le foto e non voglia esser da meno della sorella maggiore visto che è tutta la sera che si attacca a qualsiasi cosa per tirarsi su e che vuole essere tenuta mentre fa i suoi passetti traballanti.

È affascinante guardare le foto di Eleonora quando aveva la stessa età di Sofia adesso: sono così simili per certi versi, ma anche così diverse.

Stasera, complice il fatto che mamma Anette è ad un corso di aggiornamento fuori sede, io e le bimbe abbiamo guardato "Trilli - Missione salvataggio" due volte di fila! Abbiamo dovuto vederlo una seconda volta perché durante la prima Eleonora ha saltellato per tutta la sala fingendo di essere una fata, e quindi del film ha visto pochino. Sofia inizialmente ha dimostrato interesse per le fatine brillanti, ma già dalla metà della prima proiezione ha dato segni di cedimento ed alla seconda volta della sigla iniziale ha iniziato a dormire di gusto. Eleonora ha già negoziato di poter dormire con me data l'assenza della mamma. Mi sa che mi aspetta un'altra notte con entrambe le bimbe nel lettone!

mercoledì 8 dicembre 2010

15 minuti di celebrità

Forse è solo un'illusione, autoconvincimento, ma mi sembra che i giorni passati a Milano abbiano ulteriormente rinforzato il rapporto con Sofia. Ci pensavo questa mattina mentre giocavamo. Gli sguardi, gli abbracci, la comunicazione tramite gesti e suoni che diventeranno parole, tutto sembra più intenso. Eppure siamo stati via solo 5-6 giorni. Certo, quasi il 2% della sua vita pensa l'ingegnere, ma sempre "solo" cinque giorni. O forse sono tanti? In effetti leggevo qualche giorno fa che ci sono studi che asseriscono che bastano 15 minuti al giorno dedicati dal genitore al bambino per farne persone con più sicurezza in se stessi, per creare un legame solido. 15 minuti senza distrazioni, senza televisione, in cui il bambino sente di avere tutta, ma proprio tutta, l'attenzione del genitore. È quando si smette di dire "brava, che bel disegno" ed invece ci si siede e si chiede alla bambina cos'abbia disegnato, e ad ogni risposta si fa un'altra domanda, con interesse genuino.

Non so se sia un risultato dei giorni a Milano con me ma senza la mamma, o se sarebbe successo lo stesso, ma oggi mentre facevo vedere a Sofia un libro con gli animali per la prima volta non ha cercato di prendermelo per mangiarne le pagine, ma invece mi ascoltava, incuriosita, forse divertita da questo papà che scandiva i nomi degli animali e ne imitava il verso. Mi guardavano incuriositi anche gli altri genitori, svedesi, che cercavano di insegnare ai proprio bimbi che, a differenza di quello che il papà italiano insegnava alla propria bimba, il cane non fa "bau" ma "voff" ed il maiale dice "nöff nöff". Che parlino svedese anche gli animali qui?

martedì 7 dicembre 2010

11 papà ed una mamma

11 papà ed una mamma, sono i genitori che c'erano stamattina all'"asilo aperto". Dicembre sembra essere un mese tipico per i papà per prendere alcuni dei propri giorni di congedo parentale.
All'asilo aperto il fatto che manchino poco più di due settimane a Natale si poteva intuire dal cestino con i pepparkakor (biscotti allo zenzero) e dal fatto che la mezz'ora delle canzoncine è stata tutta dedicata a canzoncine natalizie. Sofia, nell'ordine, ha: cercato di mangiarsi un babbo Natale, aperto un pacchetto che in realtà doveva essere una decorazione e lasciato impronte al biscotto allo zenzero per metà asilo...

Io però oggi le concedo di tutto perché sia lei che Eleonora ieri sono state due angeli nonostante le 5 ore di attesa in aeroporto. Arrivati a Malpensa alle 14 dovevamo partire alle 15.40, invece...siamo decollati alle 19!
Ho quindi potuto scoprire che nessuno dei tre bagni vicini alle porte d'imbarco D15 ha un fasciatoio. Per fortuna che avevo con me un tappetino di plastica ripiegabile che ho potuto usare per cambiare Sofia.

Sofia è stata contentissima di rivedere la mamma, tanto che in aeroporto non la mollava più e si è dovuta sedere di fianco a lei durante il tragitto in macchina verso casa. Eleonora ha invece passato il viaggio a raccontare tutte le cose belle che aveva fatto.

Questa mattina (temperatura meno 6) appena arrivati all'asilo di Eleonora le hanno detto di mettersi la pettorina catarinfrangente che sarebbero andati al parco a giocare nella neve. Lei mi ha guardato e mi ha chiesto quando torniamo in Italia!

lunedì 6 dicembre 2010

Sofia 1 anno!

Oggi Sofia compie un anno!
Si festeggia in due nazioni visto che oggi pomeriggio si torna in Svezia. Milano è coperta da una spolverata di neve, forse per far sembrare meno "traumatico" il ritorno. Sarà interessante vedere la reazione di Sofia in aeroporto alla vista di mamma Anette. Ieri quando ne ha sentito la voce al telefono si è lanciata in supersorrisi.

Vedo che siamo ancora nel periodo in cui dei regali apprezza più il pacchetto del contenuto, e ciò mi fa prevedere un Natale come fu il primo di Eleonora, con tutti a commentare il regalo e lei a giocare con la carta ed il nastro.

Questa mattina nonna Marghe ha scoperto a spese del suo dito che a Sofia sono spuntati un paio di molari.

I tentativi di Sofia di tirarsi in piedi da sola senza appoggi sono sempre più persistenti, ma alla fine sono contento che non abbia fatto il primo passo quando la mamma non poteva vederlo (io mi ricordo ancora con emozione il pomeriggio in cui Eleonora camminò per la prima volta). In realtà ero molto diviso. Mi sarebbe piaciuto se avesse fatto il primo passo in Italia, a casa dei nonni, ma mi sarebbe dispiaciuto se Anette si fosse persa l'evento.

Il nuovo divertimento di Sofia consiste nel tirare giù ad uno ad uno i cd di nonno Carlo dallo scaffale e poi di cercare di impilarli per poi far cadere la torre. Le insegno a fare come i boscaioli canadesi e gridare "timber!!!"?

domenica 5 dicembre 2010

Ho scoperto perché i bambini italiani sono così dolci

Dev'essere lo zucchero, che è presente praticamente ovunque tranne che in certi omogeneizzati di frutta.
Insomma, è praticamente impossibile trovare una merenda allo yogurt senza zucchero aggiunto o dei biscotti senza zucchero.
In Svezia credo che l'ondata antizucchero sia passata qualche lustro fa ed ha influenzato tutto il mercato, da McDonald's che propone persino un Happy Meal con solo cose "sane" (cosa possibile anche in Italia, ma non negli Stati Uniti) alle pappe ed agli omogeneizzati per l'infanzia.
La nuova tendenza, da qualche anno, è quella del cibo da agricoltura biologica, spesso prodotto nelle vicinanze per limitare l'impatto sull'ambiente, con il minimo di conservanti, senza coloranti (artificiali) e con, se presenti, aromi naturali anziché artificiali.
Moda? Mania? Vedremo. Sofia ed Eleonora sembrano apprezzare in ugual maniera sia le merende con che quelle senza zucchero. Grandi differenze fra loro ed i loro coetanei italiani non posso dire di vederne. Comunque su una cosa Eleonora e Sofia sono concordi: nulla batte i gelati ed i sorbetti italiani :-)

sabato 4 dicembre 2010

Milano 3

La serata Disney è andata benissimo per entrambi i versi, sia per quanto Eleonora si sia divertita (sotto lo sguardo affascinato di nonno Carlo che ha riso più per Eleonora che per Topolino) sia perché Sofia è rimasta a casa con nonna Marghe e la testimonianza di zia Daniela è stata che nonna e nipotina si sono coccolate a vicenda. Mentre io e nonno Carlo ci godevamo Eleonora che cantava le canzoni dei Little Einstein e faceva il ballettopolo, nonna Marghe e zia Dani saziavano Sofia a canederli ed asiago d.o.p.
Sofia deve proprio sentirsi a casa perché ha dormito alla grande svegliandosi una volta sola.

Oggi nonna Marghe è persino riuscita a far addormentare Sofia durante una piccola festicciola organizzata per Eleonora ed alcuni suoi amichetti italiani. Per me è stato veramente un piacere vedere Eleonora giocare in italiano con Gaia, Letizia, Simone e Daniele. Nonostante qualche piccolo errore sta veramente crescendo bilingue, e ieri abbiamo fatto incetta di libri e film in italiano. La lettura della fiaba della buonanotte in italiano oramai è quasi un nostro momento speciale ed io aspetto impaziente di poter leggere per entrambe le bimbe senza che Sofia cerchi di prendermi il libro per mangiarlo!

PS: Consiglio per le giornate uggiose milanesi: le giostre di viale Cermenate angolo via Montegani. Al chiuso, aperte tutto l'anno, economiche (quattro euro per otto corse) soprattutto perché il sorriso dei bimbi ad ogni giro di giostra è veramente impagabile. DS

venerdì 3 dicembre 2010

Milano 2

Secondo giorno a Milano. Shopping con nonna Marghe e zia Daniela. Eleonora si sta rivelando "pericolosissimi" tratti da futura shopaholic: ha monopolizzato il camerino e sfilato con di tutto di più, commentandosi ogni volta. Nonna Marghe osservava fra lo stupita ed il divertita.

Sia Sofia che Eleonora mostrano apprezzamento per il cappuccino dei baristi meneghini. Altro vantaggio del papà in congedo. Entri al bar con due bimbe e chiedi un po' di latte schiumato con una spolverata di cacao e subito i baristi iniziano a coccolarti le bimbe :-)

Meno facile è invece il muoversi con i mezzi pubblici. Viziati dalla metropolitana e dagli autobus di Stoccolma abbiamo sofferto le difficoltà di accesso. Niente rampe e barriere architettoniche che ti fanno pensare a quanto debba essere difficile girare per Milano per chi è in sedia a rotelle. Splendide invece le infrastrutture del centro commerciale "Fiordaliso", compresi il fasciatoio in zona "unisex" ed i servizi per i bambini con i sanitari ad altezza di bimbo!

E questa sera grazie a nonno Carlo ci aspettano Topolino & Company! Eleonora ha saltellato di gioia per tutta la casa quando ha scoperto che il nonno le aveva preso i biglietti per lo spettacolo del quale aveva appena visto la pubblicità in televisione (altra grande differenza rispetto alla Svezia, lì non è permessa la pubblicità televisiva per i bambini e quindi sia la tv di stato (public service del tutto senza pubblicità) sia ad esempio Disney Channel non trasmettono pubblicità diretta ai bimbi). Generosamente il nonno ha preso, oltre ad un biglietto per se, anche uno per me, quindi Pooh, Tigro, Manny & Co. arriviamo!! (Lo ammetto, sono un fan di Manny Tuttofare ed ho ribattezzato i miei attrezzi come i suoi...).

giovedì 2 dicembre 2010

Milano!

E così siamo dai nonni. Questa mattina visita dai bisnonni (cioè dai genitori di nonna Marghe). Entrambe le bimbe sono state affettuosissime. Anche con nonno Carlo e nonna Marghe le bimbe sono veramente affettuose. Mi fa molto piacere vedere che nonostante la distanza ci sia un legame forte.

Il viaggio ieri è andato benissimo! Sofia si è addormentata sia durante il decollo che l'atterraggio, ed durante il resto del volo è stata buonissima. Eleonora è stata addirittura esemplare, nonostante il papà (o dovrei dire "babbo") smemorato avesse dimenticato sia il lettore di dvd che i pastelli colorati! Si è persino presa cura di un bimbo di tre anni facendolo giocare. Devo poi dire che viaggiare come papà solo con due bimbe ha i suoi vantaggi: tutti si sono dimostrati molto disponibili, da quelli della sicurezza in aeroporto al personale di bordo, complici forse anche i sorrisi di Sofia che flirtava con tutti mandando baci ed offrendo il suo ciuccio. Sofia è persino riuscita a passare per il metal detector gattonando mentre io ed Eleonora mettevamo giacche e bagagli sul nastro della macchina a raggi-x! Devo quindi aggiungere a quelli già scoperti un ulteriore motivo per usufruire del congedo parentale: la gente ti sorride praticamente sempre!

mercoledì 1 dicembre 2010

Con te partirò...

Anzi con voi, Eleonora e Sofia.
Eleonora questa mattina era contentissima. Sofia non ha idea di cosa l'aspetti.
Fra poco si va in aeroporto.
Cinque giorni senza la mamma.
Avrò preso tutto? Andrà tutto bene? Sentiranno, soprattutto Sofia, la mancanza di mamma Anette?
Mi autoconvinco. Ma no, dai, in fondo cosa vuoi che sia. Inoltre a Milano nevica. Sembrerà di essere in Svezia. E poi sono solo tre ore d'aereo, più una in aeroporto...


martedì 30 novembre 2010

Una valigia per due bambine

Dunque, sperando che il tempo sia clemente e che si possa partire (la compagnia aerea mi ha mandato un sms avvisandomi che i voli da/per Malpensa potrebbero venir cancellati), ecco lo stretto indispensabile per un soggiorno di 5-6 giorni a Milano con Sofia ed Eleonora:
- pannolini
- salviettine umidificate
- pomata per gli arrossamenti cutanei
- mini tappetino tipo fasciatoio per cambiare Sofia
- confezione di gröt (semolino per la colazione)
- confezione di välling (semolino solubile per la nanna e la notte)
- biberon
- borraccina
- pigiami per Sofia e per Eleonora
- body e vestitini per Sofia
- vestiti per Eleonora
- babbucce per Sofia
- scarpe + scarponcini per Eleonora
- spazzolini da denti
- dentifricio per bambini
- ciucci
- lettore dvd per il viaggio (più alcuni dvd)
- fumetti per il viaggio
- mangiare e bere per il viaggio
- passeggino
- Gatto Rosa (peluche preferito di Eleonora)
- giocattolo per Sofia

Dimentico qualcosa?

lunedì 29 novembre 2010

Aiuto mi si è ristretta la bimba

Visita di controllo dei 12 mesi di Sofia. Dall'ultima volta è cresciuta in altezza secondo le aspettative ed è ora 79 cm, ma il peso ha un po' "stagnato". Cosa non inusuale secondo la pediatra, e colpa, secondo lei, dei raffreddori e del fatto che la crescita brucia calorie alla grande. Il papà in congedo parentale però si sente un pochino in colpa: "Le avrò dato troppo poco da mangiare?", "la vestirò troppo leggera per i -8 di questi giorni?".
La pediatra mi ha consigliato di aggiungere un paio di cucchiani d'olio al pasto per aumentare le calorie ingerite, quindi vai con l'EVO umbro da agricoltura biologica regalatoci dai nonni. Fra un paio di giorni poi ci penserà la cucina di nonna Marghe ad aiutarci a tornare al peso forma ideale. Nonna Marghe, prepara il tuo vitello tonnato che lo fai meglio di Vissani!

PS: EVO, per i neofiti della cucina, sta per Extra Vergine d'Oliva. DS.

domenica 28 novembre 2010

Party party - ovvero come intrattenere 12 bambini di 5 anni

Con un po' di ritardo oggi c'è stata la festa dei 5 anni di Eleonora. Ha invitato tutto il suo gruppo dell'asilo, e quasi tutti hanno accettato. Risultato: 12 bambini da intrattenere per due ore. L'inizio è stato tranquillo. Via via che arrivavano i bimbi gli è stata data una decorazione per l'albero di Natale da dipingere con colori e brillantini vari, e così la prima mezz'oretta è passata. Via via che finivano però si poteva notare l'energia, quindi tutti a saltare su un paio di materassi strategicamente piazzati in camera di Eleonora prima di passare al gelato-inferno! Cinque gusti di gelato, quattro topping (granella di zucchero, granella di cioccolato, minimeringhe e cuoricini di zucchero) e due salse (caramello e cioccolato) più un po' di panna montata e via! ogni bambino ha potuto comporre il gelato che voleva. Dopo la canonica torta con candeline e canzoncina è stata la volta della caccia al tesoro. Sapientemente guidati dal sottoscritto in versione semipiratesca, tutti alla caccia dei 10 indizi precedentemente nascosti per la casa - compreso quello che richiedeva di chiamare un numero di telefono per sentire dov'era nascosto il telefonino con appiccicato uno degli ultimi indizi. Alla fine il tesoro! Ad ogni bimbo il suo sacchetto con dolcetti ed un regalino.
E poi vai con la disco! Dagli ABBA ai Queen, dai successi dell'ultimo Eurovision Song Contest a quelli dell'ultima hit-parade. Se si potesse incamerare l'energia dei bambini ci saremmo liberati dalla schiavitù del petrolio.
Tutti i genitori sono venuti a riprendersi i bambini (anche se un paio di bimbe proprio non volevano andarsene) e quindi ora è tornata la tranquillità. E fuori continua a fioccare.

sabato 27 novembre 2010

Rosso bianco e verde

No, non mi riferisco ai colori della bandiera italiana, ma a quelli che sta assumendo la casa visto che oggi, primo fine settimana dell'avvento, la stiamo decorando ed addobbando come da tradizione. Mamma Anette, con il multitasking tipico delle donne, sta preparando i suoi buonissimi scones e sta dando le indicazioni principali affinché la tradizione svedese venga seguita alla perfezione, nonostante i tentativi del marito italiano di sabotarla (involontariamente). Eleonora e Sofia chiaramente aiutano. Eleonora sceglie le luci, i candelabri e le stelle adatti ad ogni finestra. Sofia cerca di divincolarsi (rosicchiandole) dalle luminarie nelle quali è riuscita ad intrappolarsi dopo aver cercato di mangiare un paio di gnomi. Che abbia fame? Vado sul sicuro: le do un paio di biscottini allo zenzero!

venerdì 26 novembre 2010

Sofia ed i biscotti allo zenzero

Tre giorni consecutivi di neve e la prima domenica dell'avvento alle porte hanno portato un clima prenatalizio. E se si aspetta domenica per mettere un lume ad ogni finestra ed adornare la casa in stile natalizio, si può comunque cominciare prima con i dolcetti di Santa Lucia allo zafferano (qui la ricetta di quelli di Alessandro "renna in cucina"), il glögg (una specie di vin brulé, alcoolico e non, aromatizzato) ed i pepparkakor, ossia i biscotti allo zenzero.
Ecco quindi che mentre preparavo una merenda ho appoggiato i biscotti allo zenzero sul tavolo senza pensare che Sofia oramai può tirarsi in piedi e raggiungere nuovi posti. Sono passati solo pochi secondi, il tempo di mettere il glögg nel microonde per scaldarlo un po' ed ecco che i biscotti erano spariti, ed ecco sul pavimento una Sofia intenta a sgranocchiarseli di gusto!

Adesso vado a prendere Eleonora all'asilo e porto con me la slitta. Adora farsi trascinare a casa!

PS: Visto che grazie a noi ingegneri adesso con il telefonino si fanno anche le foto e si possono pubblicare in tempo reale ecco Eleonora dopo l'asilo. Visibile uno degli svantaggi della Svezia d'inverno: alla quattro del pomeriggio fa già buio, e le giornate continueranno ad accorciarsi sino al solstizio d'inverno. In quel periodo Stoccolma presenta dei tramonti splendidi...se non fosse che avvengono prima delle tre del pomeriggio. DS

giovedì 25 novembre 2010

Il pericolo è il mio mestiere

Fra una settimana le bimbe ed io ci sveglieremo a casa dei nonni a Milano, cosa che a Eleonora piace molto visto che, detto da lei, può fare colazione all'italiana (con i biscotti), guardare un po' più di televisione (con la "scusa" dell'italiano), e venir coccolata dai nonni.

In effetti mi domando come me la caverò. Sinora non sono mai stato solo con le bimbe così tanto. La cosa più "difficile" è stata portare Eleonora in piscina ed impedire che anche Sofia andasse a fare la sauna con lei. Mi sa che quest'esperienza mi aiuterà a sviluppare ulteriormente quelle capacità tipo la multiattività ed il prendere decisioni rapidamente che già lo stare a casa con Sofia richiede (capisco perché certe aziende svedesi abbiano annunci di lavoro indirizzati principalmente a genitori e speciamente a mamme che tornino a lavorare dopo il congedo parentale).

La prima attività a casa dei nonni sarà quella di eliminare i pericoli principali per Sofia, cosa che si fa facilmente lasciandola gattonare liberamente e seguendola. Ha la facoltà di recarsi direttamente dove ci sono pericoli reconditi. Anette ed io abbiamo persino pensato di usare Sofia come consulente nelle case dei nostri amici che aspettano il primo figlio. La lasciamo gironzolare per la casa ed indichiamo tutte le precauzioni da prendere (contenuto dei cassetti più in basso e relativo blocco, prese elettriche, fili scoperti, suppellettili su davanzali,...). Mi sa che prima o poi la faccio stampare la maglietta per Sofia con "Il pericolo è il mio mestiere!".

mercoledì 24 novembre 2010

Sofia e la neve

Oggi Sofia ha scoperto la neve.
Tornati dalla passeggiata l'ho lasciata nel passeggino mentre aprivo la porta di casa. In quel momento stava nevicando ed alcuni fiocchi si sono posati sul sacco a pelo del suo passeggino e sul suo viso. Lei ha reagito affascinata, ed io, ancora più affascinato dalla scena, mi sono soffermato a guardarla mentre con il viso cercava il prossimo fiocco di neve per farselo cadere sulle guance, sul nasino e, chiaramente, in bocca.
Appena entrati in casa l'ho messa sul pavimento e lei si è diretta verso quel po' di neve che si era staccata dai miei scarponcini. Non volendo farla giocare con la neve sporca gliene ho presa un po' dal giardino e poi mi sono soffermato a guardarla giocare con questa cosa affascinante, fredda, che le si scioglieva in mano. Nei suoi occhi un misto di affascinamento, curiosità, stupore, anche perplessità, ma soprattutto quella gioia che spesso si vede solo negli occhi dei bambini che scoprono il mondo, ma che sentivo anche nei miei occhi.

martedì 23 novembre 2010

121 e 23,5

121 e 23,5 sono rispettivamente l'altezza ed il peso di Eleonora alla visita di controllo dei 5 anni, che ha compreso anche il richiamo delle vaccinazioni (per la quale ha voluto essere in braccio a me e tenere la mano di Sofia che proprio non voleva saperne visto che era attratta dal lego sparso sul pavimento dello studio della pediatra) ed il controllo della vista, più domande e test sullo sviluppo del suo linguaggio e della capacità motoria. È la visita che segna anche il passaggio di testimone dal primo pediatra a quello che sarà il pediatra della scuola e che seguirà il suo sviluppo psico-fisico per i prossimi nove anni (sempre che non traslochiamo).
All'asilo invece stanno lavorando sull'"io", ed uno dei momenti prevede l'autoritratto. Ecco come si vede Eleonora. Da papà orgoglioso dico che la somiglianza c'è!
(Notare il dettaglio che sul vestito dell'autoritratto ha disegnato anche le barbabambine...).


lunedì 22 novembre 2010

Alla scoperta di un nuovo asilo

Fra un paio di mesi Sofia dovrebbe iniziare all'asilo. Oggi quindi Sofia, Anette ed io abbiamo siamo andati a visitare quello che il comune ci ha comunicato sarà il suo asilo. Svariate differenze rispetto a quello di Eleonora, ma prima impressione molto buona! Ottima l'impressione data dalle maestre: preparate, sorridenti, disponibili, apprezzate dai bambini (si capisce dall'atteggiamento dei bambini ogni volta che entravamo in una stanza nuova). Non usano un metodo specifico (tipo Montessori, Reggio, ecc.), ma mischiano prendendo "il meglio" dai vari metodi. Inoltre i gruppi di bambini non sono formati per età, bensì hanno creato gruppi misti (anche se certe attività vengono svolte riunendo i bambini coetanei).
Nonostante il comune stabilisca per tutti i 12 mesi orari di apertura molto ampi (dalle 6:30 alle 18:00, se lasci prima delle 7:30 viene data la colazione ai bambini) l'idea è di non superare le 8 ore al giorno, quindi Anette ed io prevediamo già di passare il Natale a risolvere il tetris delle nostre agende (chi lascia, chi prende, baby sitter un paio di giorni alla settimana?). Ringraziamo le nostre aziende per l'orario flessibile e lo stato per il fatto che il 50% del costo della babysitter sia deducibile dalle tasse.
Girando fra le varie stanze dell'asilo abbiamo poi scoperto il figlio dei nostri vicini di casa. Mi sa che qualche pomeriggio faccio una torta e mi autoinvito a prendere un caffè da loro per tempestarli di domande sul come loro figlio si trovi all'asilo. Faccio la torta di mele o il tiramisù?

domenica 21 novembre 2010

Lo "scontro" delle civiltà

Mentre do da mangiare a Sofia ripenso alle tecniche d'imboccamento, ad alcuni dei commenti ricevuti, e mi rendo conto che sembrano esistere due scuole di pensiero: quella svedese, capitanata da Anna Wahlgren (http://www.annawahlgren.com/index.php), che nel suo libro, presente in praticamente ogni famiglia svedese, promuove la routine ed i ritmi fissi comprese porzioni di cibo sufficienti ("... likaväl som fasta och tillräckliga måltider..."), e quella italiana, quasi di ispirazione Montessoriana, per la quale è il bambino che decide se e cosa mangiare, quando dormire, eccetera.
Per la mamma svedese è quindi più che accettabile ricorrere a piccoli espedienti vari affinché il bimbo mangi un minimo ad ogni pasto (ad orari prestabiliti), cosa che molte mamme italiane sembrano invece aborrire. Anette ed io ci siamo ripromessi di insegnare alle bimbe entrambe le lingue (svedese ed italiano) e trasmettere entrambe le culture, senza però forzare nulla, ma anzi lasciando a loro la possibilità di scegliere e mischiare per potersi creare una propria identità. Aspetto con ansia di diventare nonno per vedere quale scuola di pensiero sceglieranno per quanto riguarda l'imboccamento dei propri figli!

Nota domenicale: questa mattina all'allenamento di calcio di Eleonora c'era solo un allenatore e quindi ho avuto l'opportunità di diventare "vice-mister" ed aiutare ad allenare. Divertentissimo!

sabato 20 novembre 2010

Tecniche d'imboccamento

Mi è capitato qualche volta di preparare da mangiare per Sofia qualcosa che poi non è risultato tanto gradito quanto la volta prima. Ci sono infatti alcuni piatti che a volte divora, e a volte ci si mette di più a farglieli mangiare. Ecco un po' di tecniche che ho sviluppato per cercare di farle mangiare tutto (che di solito consiste in un piatto principale ed uno di frutta) quando ad esempio si è in viaggio o in giro e non ci sono alternative:
- Tecnica "indoramento della pillola": riempire prima il cucchiaino con quello che questa volta piace meno e poi pucciarlo in quello che piace sempre sino a ricoprirlo. Funziona spesso, anche se Sofia sembra aver sviluppato una tecnica per dividere in bocca quello che piace da quello che non piace e sputare fuori solo quest'ultimo.
- Tecnica "prima il dovere poi il piacere": alternare un cucchiaino del mangiare meno gradito con uno di quello più apprezzato. Funziona quasi sempre anche se qualche volta bisogna ricorrere ad "un dovere due piaceri".
- Tecnica "trompe l'oeil" (ossia "imbroglia l'occhio"): farle vedere qualcosa che le piace, ma imboccarla con ciò che questa volta viene mangiato con meno gradimento. Funziona di solito per un paio di cucchiaiate, poi va alternato ad un'altra tecnica. Svantaggio improbabile: Che cresca pensando che le banane possono avere il sapore di lasagne.
- Tecnica "distrai ed imbocca": combinazione di tecniche di distrazione tipo "l'areoplanino" o "imbocca la bambola" per poi improvvisamente imboccare Sofia. Ha funzionato qualche volta, ma è anche la tecnica che ha generato le macchie più variegate sui miei maglioni...

Chissà quali altre tecniche funzionano?

venerdì 19 novembre 2010

No kids, no party?

Ora di colazione, Sofia sta divorando le ultime cialde fatte da mamma Anette ieri sera per festeggiare Eleonora (tradizione di famiglia, chi compie gli anni ha sempre diritto di decidere cosa si mangi per cena, quindi ieri sera cialde con marmellata di prugne - del nostro giardino - e marmellata di fragole).

Gli "effetti collaterali" di come Sofia mangi di gusto (gridolini di gioia, risate di Eleonora, qualche pezzettino di cialda sul pavimento) mi fanno pensare alla scelta recente di qualche locale italiano di classificarsi come "no kids" e creare zone rigorosamente senza bambini. Capisco la scelta, e posso anche condividerla. Mi piacerebbe però che fosse affiancata da locali "yes kids" ai quali mi permetto di suggerire quattro livelli:
  • yes kids base: Almeno un fasciatoio a muro (piegati non occupano praticamente spazio) e qualche seggiolone ("Antilop", quello di plastica dell'IKEA presente in qualsiasi ristorante svedese, costa 15 € ed occupa poco spazio visto che è impilabile)
  • yes kids argento: Fasciatoio sia nel bagno delle donne che in quello degli uomini (sono stufo di venir fotografato con il telefonino dalle mamme italiane tutte le volte che entro in un bagno delle donne per cambiare il pannolino a Sofia)
  • yes kids oro: Fornetto a microonde per scaldare le pappe
  • yes kids platino: angolo giochi per i bimbi o set blocco e matitine per tenere occupati e far divertire i bimbi
Chiaramente, come genitore mi impegno ad essere responsabile, visto che in fondo i bambini non fanno altro che rispecchiare noi genitori.

giovedì 18 novembre 2010

Tanti Auguri Eleonora!

5 Anni!
Svegliata con colazione a letto con la classica "prinsesstårta" (la torta della principessa), regali e bacetti sbauscetti dalla sorellina. Può una giornata iniziare in un modo migliore?
All'asilo la aspettano la foto sulla porta, la coroncina della festeggiata e la canzoncina di auguri da parte di tutti i bambini. Sarà per questo che non l'ho mai vista vestirsi così veloce?
Tanti Auguri!

(...ed io ho imparato a mettere lo smalto sulle unghie ad una bambina)

Foto Katja Elmén: http://www.zinq.se/

mercoledì 17 novembre 2010

Così piccola e fragile

Mattinata all'asilo aperto, Sofia gioca, gattona, si tira su, vede un giocattolo che le interessa, va per prenderlo e...patapumfete! La caduta non è violenta, ma lei sbatte il nasino e, complice il ciuccio in bocca, ecco che da un piccolissimo taglietto sotto il naso esce un pochino di sangue. Nei suoi occhi un po' di spavento, poi l'attimo di apnea quasi a prender la rincorsa e poi ecco lo sfogo del pianto. Io la prendo in braccio. I suoi occhi cercano i miei; attimi in cui cerca di leggere nel mio viso come deve comportarsi. L'ho imparai con Eleonora. Sorridi e lei si sentirà tranquilla. Preoccupati ed il pianto crescerà. Mentre le sorrido mi sdraio su uno dei divanetti, mettendomela sul petto. Lei si tranquillizza, con la mano prima mi carezza il viso, poi cerca la mia bocca. Lo fa spesso quando vuole essere rassicurata, mette la manina in bocca di chi la tiene in braccio, quasi a voler ricreare una specie di cordone ombelicale.
Dopo qualche minuto sul divanetto è tornata la calma, accompagnata dalla voglia di stare  accoccolata sul mio petto, e dopo qualche altro minuto si è addormentata. Allungo il braccio e prendo il giornale.
Con Eleonora uno dei miei passatempi preferiti era farla dormire sul mio petto mentre risolvevo i sudoku, quasi ad allenare insieme cervello e cuore (perché riscalda troppo il cuore sentirsela e vedersela così rilassata e sicura sul proprio petto). Con Sofia cambio. Passo ai cruciverba. In svedese però.

martedì 16 novembre 2010

Non ci posso credere!

Oggi è successa una cosa incredibile. Ho cambiato il pannolino a Sofia e mi sono messo a giocare con lei per un po', poi mi sono messo a prepararle la merenda. Ho quindi sentito che andava verso il fasciatoio, ma non ci ho fatto troppo caso. Poi mi sono girato e voilà, eccotela lì che arriva in cucina gattonando e trascinando con se un pannolino nuovo. La tiro su e...era da cambiare! Non riesco a credere che si sia veramente accorta di aver bisogno di un nuovo pannolino, credo più ad un caso. Molto divertente però.

lunedì 15 novembre 2010

Piccole soddisfazioni

C'è qualcosa di speciale nel realizzare che stai insegnando qualcosa a tua figlia, una gioia legata al fatto di sentire che stai facendo parte di quello per cui sei al mondo.
Sofia è superraffreddata (si potrebbe aprire una parentesi per discutere come il nome "raffreddore" sia fuorviante poiché non è colpa del freddo, visto che il raffreddore è un virus, ma forse è meglio rimandare la discussione ad un'altra volta...) e quindi il naso le cola come una fontanella. Oggi ho quindi cercato di vedere se riuscivo ad insegnarle a soffiare con il naso per liberarlo dal moccio.
Ai primi due tentativi mi ha guardato basita, chiedendosi probabilmente perché mai le chiudessi dolcemente il nasino con un fazzolettino mentre le dicevo quella parola nuova, "soffia".
Poi piano piano ha iniziato a capire che non era un nuovo gioco, anche se ha trovato molto divertente quando io le facevo vedere cosa avrei voluto che facesse.
Al decimo tentativo (e terzo fazzolettino) le cose hanno iniziato a migliorare, e dopo qualche ulteriore tentativo ha capito.
Adesso è fatta! Basta prenderle il naso con il fazzolettino e dire la parola magica che lei soffia, con un sorriso che credo sia dovuto al fatto che adesso possiamo dedicarci ad altro (o forse pensa "guarda che brava che ho insegnato a papà a farmi soffiare il naso"...).

domenica 14 novembre 2010

Primo allenamento al chiuso

Vista la stagione gli allenamenti di calcio di Eleonora sono stati spostati al chiuso ed alla domenica mattina dalle 9 alle 10. Morra cinese con mamma Anette per chi sta a casa con Sofia e chi accompagna Eleonora.
"Ma ho vinto o perso" mi chiedo mentre allaccio i parastinchi ad Eleonora (miglior investimento dell'anno vista l'energia che le bambine mettono nel cercare di colpire la palla in quella che sembra più una mischia di rugby che una partitella di calcio).

A bordo campo una percentuale simile di mamme e papà quasi tutti, compreso il sottoscritto, con il tazzone termico di caffé. La regola è che si può incitare, ma non dare indicazioni (per non mettere le bambine in difficoltà se dovessero arrivare indicazioni diverse dall'allenatore e dal genitore). Le bambine sembrano essersi autodivise in squadre a seconda dell'acconciatura: codini contro trecce e capelli corti contro code di cavallo.

Durante una pausa l'allenatrice parla dello spirito di squadra con il risultato che durante la partitella successiva dopo un goal alcune bambine hanno esultato per il goal fatto dall'amichetta nonostante fosse nella squadra "avversaria" ed altre hanno prima festeggiato la propria rete e poi consolato quelle che hanno subito il goal!

E dopo il duro allenamento andiamo a prendere Anette e Sofia e via per un brunch con cialde e frittelle!

sabato 13 novembre 2010

Per il ristorante elegante meglio aspettare ancora un po'...

Sabato, tutti a casa, giornata ideale per sperimentare. Vai quindi con la forchetta (di plastica).
Sul vassoio del seggiolone alcuni pezzetti di wurstel e la forchetta. Prendo la forchetta, e faccio vedere a Sofia come infilo un pezzetto di wurstel e porto la forchetta alla bocca. Poi metto un altro pezzettino di wurstel sulla forchetta. Sofia prende la forchetta...la rigira...sgranocchia la parte senza il wurstel, poi guarda il pezzettino di wurstel attaccato alla forchetta...sorriso...con l'altra mano toglie il pezzo di wurstel dalla forchetta e se lo mette in bocca!

venerdì 12 novembre 2010

Parmigiano - Prosciutto affumicato in sauna : 1-0

Sofia sembra essere sempre più conscia del fatto di avvicinarsi al compimento del primo anno, cosa che si nota nei gusti alimentari. Oramai mostra sempre meno interesse per gli omogeneizzati e sempre più per il cibo che mangiamo noi. Da qualche giorno mostra molto interesse per il Falukorv, una salsiccia svedese che deve il suo nome alla città di Falun nel Dalarna. Ne è ghiottissima.
Ho deciso quindi di vedere se mostra preferenze per certi cibi rispetto ad altri. Vai quindi con il tabellone modello play-off di champions league e via agli scontri diretti: polpette contro maccheroni, wurstel contro strolghino e così via. In finale sono arrivati un classico svedese ed uno italiano: il prosciutto affumicato in sauna ed il Parmigiano Reggiano. Posti l'uno di fianco all'altro sul vassoio del seggiolone Sofia non ha esitato, nonostante il vincitore avesse lo svantaggio di essere dal lato sinistro. La mano destra è passata sopra il prosciutto affumicato ed ha afferrato il Parmigiano per portarlo alla bocca e gustarselo con piacere!

Nota 1. Ringraziamo il nonno Carlo per la megaforma di parmigiano da 1/8 portataci l'ultima volta che è stato qui che ancora mi chiedo come non gli abbiano fatto pagare un biglietto aereo a parte

Nota 2. L'interesse per il cibo, per fortuna, vale anche per quanto riguarda frutta e verdura, quindi adesso vai con le barchette di mele e gli origami di carote per entrambe le bimbe.

giovedì 11 novembre 2010

Fra Sofia, Eleonora ed "Il Profeta" di Kahlil Gibran

Adoro la passeggiata mattutina del portare Eleonora all'asilo con Sofia nel passeggino. Eleonora è una chiaccherona come me e spesso vengono fuori discussioni interessanti e divertenti. Oggi mi parlava di quando sarà lei ad essere mamma, e mentre la ascoltavo e guardavo Sofia mi è venuto in mente il brano che nonna Marghe ha letto durante il battesimo di Sofia:

I vostri figli non sono vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, e, benché vivano con voi, ciò non di meno non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, perché essi hanno i loro, di pensieri.
Potete custodire i loro corpi ma non le loro anime, perché le loro anime abitano la casa del futuro, che neppure in sogno potete visitare.
Potrete cercare di essere simili a loro, ma non potrete farli simili a voi, perché la vita procede e non si attarda mai sopra il passato.

Voi siete gli archi da cui i figli come frecce vive sono scoccati avanti.
L' Arciere vede il bersaglio sulla linea dell'infinito, e con la forza vi tende, perché le frecce vadano rapide e lontane.
E che il vostro tendervi nella mano dell'Arciere avvenga nella gioia; Perché, come ama le frecce che volano, così ama l'arco che sta fermo.

La gioia non si discute...è lo "stare fermo" che mi fa pensare. Si fa presto a dire di essere un arco che sta fermo, ma la realtà che ci sono tantissimi dubbi, che, come cantava uno splendido Gaber, non si può insegnare ai bambini la nostra morale, che la "verità" non è così unica. Tanto sarebbe sbagliato il cadere negli stereotipi e vestire le bimbe sempre di rosa, tanto sarebbe ugualmente sbagliato impedire loro di vestirsi da principesse, cosa che Eleonora adora. In questi giorni stiamo costruendo una casa per le sue bambole ed è bellissimo vederla nel seminterrato lavorare con il traforo con su sia le cuffie antirumore da falegname che le pantofoline rosa di Hello Kitty.
L'arco che sta fermo...ma i dubbi sono molti (insegnarle ad evitare gli scontri o a vincerli?), le incertezze (le dico di no troppo? troppo poco?), i timori (e se vuol diventare una velina o fare la cubista?).
Ricordo che quando sono nate sia Anette che io, appena partorite le bimbe, speravamo uscisse anche un manuale d'istruzioni...niente da fare, taglia il cordone ombelicale e via. Eccoti la bimba, complimenti adesso sei genitore.
Possono, come tante tessere di un mosaico, essere le incertezze quelle che danno luogo alla fermezza?

mercoledì 10 novembre 2010

Quanto amore c'è

Tre del pomeriggio, Sofia ed io andiamo a prendere Eleonora all'asilo, la quale mi racconta che una delle sue amichette oggi è molto triste. Appena usciti passiamo davanti alle vetrate dell'asilo ed Eleonora vede l'amichetta triste ancora dentro, allora alita sul vetro che si appanna e ci disegna un cuore. L'amichetta lo vede e fa un sorriso che splende più del sole che oramai qui sta quasi tramondando. A volte basta così poco per far felice qualcun'altro!

Sofia Houdini e la mezza stagione

Come si suol dire "non esistono più le mezze stagioni", ed infatti è già arrivata la seconda nevicata nonostante si sia solo ad un terzo di novembre. E non è arrivata una semplice spolverata come un paio di settimane fa, questa è proprio neve che rimarrà per qualche giorno.
Con la neve e l'inverno anticipato è arrivato anche un po' di freddo e così ho scoperto che Sofia ha un'idiosincrasia per guanti e berretto. Proprio non li tollera. Le metti un bel berretto visto che c'è -4 e lei se lo toglie e lo tiene in mano per farti giocare a bandiera.
Ecco che i due genitori ingegneri hanno un'idea: guanti monodito lunghi sino al gomito e con doppia chiusura cerniera più velcro.
Stamattina ho quindi provveduto a metterle guanti e berretto per poi metterla nel sacco a pelo dentro il passeggino. Così siamo partiti per portare Eleonora all'asilo. Mentre andavamo ho notato che dentro al sacco a pelo (dove fra l'altro Sofia è legata al passeggino con bretelle e cintura) succedevano strani movimenti...insomma, non abbiamo nemmeno fatto in tempo ad arrivare all'asilo (meno di 10 minuti) che dal sacco a pelo ecco sporgere una manina, senza guanto, che toglie il cappello e lo innalza con un sorriso di vittoria! Chissà se esistono guanti spray...

martedì 9 novembre 2010

Questo è un piccolo balzo per l'umanità, ma un grande passo per una bambina

Parafrasando il primo uomo sulla luna, penso ai primi passi che Sofia sta cercando di muovere. Adesso ogni occasione è buona per appoggiarsi a qualcosa, tirarsi su e muoversi a tentoni: divani, mobili, sedie, anche i pantaloni se uno le sta in piedi vicino. Da un giorno con l'altro sembra essere nato in Sofia l'interesse per passare dal gattonamento ad essere "bimba erectus". Piccoli "passi", incerti e traballanti.
La sorella, gentilemente, aiuta.

Unico problema: quando io ho applaudito ha applaudito anche Eleonora...a quel punto nessuno teneva Sofia, che ha iniziato a basculare per cadere di sedere. Si ringrazia la Libero per l'imbottitura dei pannolini!

lunedì 8 novembre 2010

Così piccola, così grande

Mattina dedicata al colloquio quadrimestrale con la maestra d'asilo di Eleonora. Un'ora tonda tonda. Uno sguardo indietro, a come va e com'è andata dall'ultimo colloquio, ed uno avanti. Caspita, da gennaio iniziano già le attività di preparazione alla scuola. Alcune maestre verranno a parlare con i bambini, poi toccherà ai bambini visitare la scuola dove inizieranno, infine le maestre della prima elementare riceveranno la documentazione dall'asilo per formare le classi e prepararsi agli "alunni" che riceveranno. Ufficialmente Eleonora ha ancora quattro anni (fa i cinque fra 10 giorni), ma siamo già qui a parlare di scuola elementare. Certo che passa proprio veloce il tempo...anche per Sofia. Fra quattro settimane esatte compie un anno!

domenica 7 novembre 2010

E Sofia incontrò il gatto

Sabato e domenica da nonno Bo e nonna Eivor nella campagna svedese. - 5 e sole splendente, il classico clima per cui la mamma svedese imbacucca la bimba e poi la lascia dormire nel passeggino all'aria aperta.
Dicono che faccia bene alla salute...sarà quello che Darwin chiamava "survival of the fittest", sopravvive chi sa adeguarsi meglio.

La cosa più bella del fine settimana è stato l'incontro fra Sofia e Simon, il gatto dei nonni. Appena si sono visti hanno "gattonato" entrambi verso l'un l'altro. Si sono studiati con curiosità e fascino, poi Sofia ha preso l'iniziativa. Nell'ordine ha prima smanacciato Simon nel tentativo di accarezzarlo, poi lo ha agguantato e stropicciato un po'. Lui, con quell'istinto che hanno i gatti quando capiscono di essere di fronte ad un cucciolo d'uomo, l'ha lasciata fare per un po'. E proprio mentre stava per andarsene è arrivata Eleonora che lo ha sollevato e portato via per pettinarlo e spazzolarlo insieme alle bambole. Lui, pacifico, non ha protestato. Doppia razione di fegatini!

sabato 6 novembre 2010

Sfogliando (anzi cliccando) fra i ricordi

Mi sembrava di ricordare che anche Eleonora avesse avuto una passione per gattonare sulle scale prima ancora di saper camminare. Stessa attrazione, stesso sguardo biricchino. Adesso ne ho la prova. Ho ritrovato una foto fatta nel vecchio appartamento quando Eleonora (foto sopra) aveva circa un anno ed eccola a confronto con una di Sofia fatta in questi giorni (foto sotto).
Negli occhi e nella risata di Sofia gli stessi sentimenti che esprimeva Eleonora: la sfida, la soddisfazione del raggiungimento dell'obiettivo, la consapevolezza che da una parte mamma e papà non vogliono che tu vada sulle scale, ma dall'altra sono lì protettivi e contenti, sorridenti e pronti a prenderti.
Certo che se segue le orme della sorella nelle monellate siamo fritti...

venerdì 5 novembre 2010

Scenetta mattutina

Sofia, soave e con il ciuccio in bocca, è in braccio alla mamma che ha in mano un altro ciuccio.
Io dico a Sofia "mi dai il ciuccio?". Lei mi guarda, ci pensa...poi prende il ciuccio in mano alla mamma e mi da quello mentre a mo' di Lisa Simpson continua a godersi quello che ha in bocca.

giovedì 4 novembre 2010

Devo chiamare l'accademia dei premi Nobel...

Credo di aver bisogno di qualche luminare della fisica.
All'epoca del Politecnico credevo di aver imparato una cosa chiamata "Primo principio della termodinamica", cioè quello che nel linguaggio comune dice che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Prove empiriche con Sofia sembrano negare questo principio. Come si spiega altrimenti che dopo aver mangiato un vasetto di omogeneizzati da 200 grammi aumenta di peso di circa 150 grammi, ma nel pannolino mi fa trovare una sorpresina di almeno altri 150 grammi?

mercoledì 3 novembre 2010

Prima parola di Sofia

Mi ricordo ancora che la prima parola (a parte mamma e papà) di Eleonora fu "acqua". Ero così contento che la prima parola fosse stata in italiano che, in preda alla gioia, iniziai a voler mandare sms a tutti mentre mia moglie, pragmaticamente, mi invitava a farlo dopo che le avessi dato da bere, perché evidentemente Eleonora aveva sete.

Da due-tre settimane Sofia ha iniziato a mostrare di capire alcune semplici parole e frasi tipo "apri la bocca", "mi dai il ciuccio?" e "bacio" (al quale risponde alternando boccheggiamenti da pesciolina a sbauscettate). Oggi è arrivata la sua prima parola mentre eravamo al lavoro dalla mamma. Uno svedesissimo "tack" (grazie) scandito perfettamente che ha sorpreso sia me che la mia miglior metà. Chissà se diventerà una superchiaccherona come Eleonora (che in fondo ha solo preso dal papà)?

martedì 2 novembre 2010

La parità secondo Eleonora

Già un anno fa Eleonora, che aveva appena compiuto quattro anni, mi fece rimanere di sasso mentre l'accompagnavo all'asilo, raccontandomi che un giorno si sarebbe sposata con Timoteo ed avrebbero avuto dei bambini cosicché io sarei diventato nonno.
Oggi mi ha chiesto di aiutarla a scrivere una lettera. A mo' di Totò e Peppino, lei detta ed io scrivo.
Eleonora quindi inizia "Caro Francesco" (adesso è lui il preferito) "mi vuoi sposare?" Al che io rimango di sasso e le dico che no, non si fa così, che è il maschio che deve chiedere alla donna di sposarlo.
E lei "ma le femmine possono fare tutto quello che fanno i maschi!"

Hmmm...preparo le partecipazioni e compro i confetti?

Giornata uggiosa (metereologicamente)

Oggi giornata nuvolosa, con un filo di nebbia che mi fa quasi provare la sensazione delle mattine autunnali di Milano. Qualche minuto di gioco tutti insieme poi mamma Anette è andata al lavoro, lasciando dietro di se piccole tracce di affetto che portano sorrisi (tipo il caffè pronto quando scendo in cucina e il passeggino tirato fuori dal ripostiglio e pronto in giardino, piccole attenzioni che fanno gioiosa anche l'eventuale monotona quotidianità).
Mentre imbocco Sofia, che continua a volermi rendere partecipe di quanto sia buona la sua colazione, Eleonora sfoglia un catalogo di giocattoli arrivato con la posta di ieri. Niente bunga bunga, il catalogo sembra tener conto delle pari opportunità: sia la pubblicità della chitarra elettrica che quella del microscopio hanno una bambina come protagonista, ed almeno un paio delle pagine con le bambole raffigurano un bambino ed una bambina che giocano insieme a mamma, papà e bebè. Arrivata alla pagina dei giochi per i più piccoli Eleonora si premura di farla vedere a Sofia e di dirle che l'aiuterà lei a disegnare la lista per Babbo Natale (visto che non sa ancora scrivere ha deciso che farà dei disegni). Sofia guarda interessata poi decide di prendere il catalogo e metterlo in bocca. Eleonora, premurosamente, glielo toglie. Non so se per non farle mangiare la carta o perché ci tenga al catalogo...

lunedì 1 novembre 2010

Un nuovo gioco

Con la colazione di oggi Sofia ha iniziato un nuovo gioco (che ha ripreso anche a pranzo): mordere il cucchiaino e tenerlo fermo fra i denti mentre la imbocco. Io devo quindi fare finta di tirare come un disperato, al che lei apre la bocca per lasciare il cucchiaino ed incomincia a ridere. La scenetta si ripete ad ogni imboccata, con il risultato che a momenti portiamo in ritardo Eleonora all'asilo.

domenica 31 ottobre 2010

Buon Halloween

Eleonora è pronta per "dolcetto o scherzetto"!

Ad un quarto del congedo

Ultimo giorno di ottobre, e così se ne va i primo mese di congedo parentale.
Qualche rifessione: stare a casa è splendido, sia per il legame che si crea con Sofia, nonché con il resto della famiglia, sia perché scopro aspetti della mia persona che raramente utilizzo in altre situazioni. In quest'ottica le due settimane che l'Unione Europea vuole proporre per tutti i padri sono un passo nella giusta direzione, ma mi sembrano proprio pochine. Inoltre devo dire che un fattore importante in questo periodo è il supporto che ricevo da mia moglie. Ad esempio stanotte ha preso lei Sofia per permettermi di dormire indisturbato. Credo le chiederò di scrivere qualche post, per rendere visibile ed indelebile la sua presenza qui nel virtuale visto che nel reale lei è fondamentale nel rendere quest'esperienza così speciale.

Mentre scrivo Sofia dal seggiolone ride e vuole offrirmi un po' del suo biscotto (la parte non masticata questa volta, per fortuna). Il primo mese è passato velocissimo e sento che voglio godermi ogni momento dei tre che rimangono!

sabato 30 ottobre 2010

Piccolo dilemma

Sofia si sta rivelando una bambina generosa. Aveva già iniziato a mostrare i tratti di questa caratteristica offrendo il ciuccio sia a me che a mamma Anette e Eleonora (a volte però se lo riprende subito e si mette a ridere di gusto). Adesso ha deciso di condividere generosamente il cibo quando lo reputa buono. Problema: se lo toglie dalla bocca per fartelo assaggiare. Tu inizi ad imboccarla e lei mangia, mostrando con chiari sorrisi se il mangiare è di suo gusto (e con altrettante smorfie e pernacchie se non lo è). Da un paio di giorni, dopo qualche boccone, si toglie letteralmente il cibo di bocca per offrirtelo, accompagnando il tutto con un sorriso splendente. Devo insegnarle che non si fa così e quindi insegnarle che non sempre è bene essere generosi?

venerdì 29 ottobre 2010

Fritto misto...ed una nota sui colori allo yogurt

Grazie alla vivacità ed alla socievolezza di Sofia ho potuto farmi un'idea di chi sono i papà in congedo parentale qui a Stoccolma, cosa ci accomuna a cosa ci distingue. Sì perché Sofia appena vede un altro bambino o un'altra bambina parte e va. A volte sono carezze, a volte schiaffazzi, ma in ogni caso nel seguirla si riesce ad attaccare bottone con l'altro genitore e a conoscerlo un po'.
Dunque...età: tutta la scala dai 27 ai 43 anni; chi al primo bambino chi al quarto, dallo sposato al convivente (c'è anche una coppia di ragazzi italiani che hanno una splendida bimba con una coppia di ragazze dell'est e la bimba fa una settimana dagli uni ed una dalle altre, il tutto "legalmente"); a giudicare dagli orologi che vanno dal plasticone al breitling e all'hublot copriamo anche i vari livelli economici; nazionalità: oltre agli svedesi ho incontrato inglesi, canadesi, tedeschi, polacchi, greci e serbi (quindi una piccola ONU); il look va dal fighetto al palestrato al supertatuato che su un braccio tante lapidi quanti sono quelli che ha massacrato giocando a hockey e su quell'altro ha nomi e date di nascita delle sue due bimbe. Anche il livello d'istruzione varia fra quello che non ha finito il liceo al docente universitario plurilaureato...insomma un fritto misto con il quale però c'è complicità: ci unisce il fatto di essere uomini ed avere la fortuna di vivere in una società che ci stimola e sostiene ad essere padri.

PS Nota sui colori allo yogurt. Si fanno semplicemente mischiando allo yogurt dei coloranti per alimenti come questi http://stores.ebay.it/Arcobaleno-Party/INGREDIENTI-E-COLORANTI-/_i.html?_fsub=393965012&_sid=647229932&_trksid=p4634.c0.m322  DS

giovedì 28 ottobre 2010

Un'immagine dice più di mille parole

Oggi all'asilo aperto c'era la possibilità di dipingere (con i colori allo yogurt) e quindi vai con Sofia artista!
Superata la non banalissima operazione di metterle il grembiule eccola seduta sul seggiolone davanti ad un foglio bianco con un po' di vernice blu ed un po' di vernice rossa. Dopo qualche istante di titubanza PAM! la prima manata...poi PAM! la seconda, e poi via con gesti alla "dai la cera - togli la cera" di karatekidiana memoria (ma si può dire karatekidiano?).
Sofia affascinata! Ad ogni movimento della mano la carta si colora. E quando una mano passa dov'è passata l'altra compare un nuovo colore (il viola).
Poi la scoperta finale...il colori si possono mangiare!!
Visto che non riuscirei mai a descrivere a parole il risultato meglio mostrarlo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Quei 16 gradini

Quelli che ci sono fra i primo ed il secondo piano. Sofia se li è fatti tutti. Prima è partita gattonando, poi si è appoggiata al secondo gradino per alzarsi, poi una volta "in piedi" ha fatto una risatina per essere sicura che io la vedessi, e solo quando ne è stata sicura ha iniziato la scalata.
Se li è fatti tutti, uno ad uno (con me dietro pronto a prenderla nel caso scivolasse, ma non c'è n'è stato bisogno), ed una volta passato il cancelletto le si leggeva la soddisfazione negli occhi (forse perché papà e mamma applaudivano come degli invasati fra l'emozione e lo sconcerto).

Lo scorso fine settimana un'altra scala mi aveva messo alla prova. Quella mobile della metropolitana. Lunghissima. Piena di gente. Appena saliti, mentre io tenevo il passeggino, Eleonora mi chiede di poter salire i gradini camminando. Tonfo al cuore, ma acconsento a patto che mi aspetti stando ferma appena arriva su. Lei sorride ed inizia a salire, infiltrandosi fra la gente. Dopo pochi secondi non la vedo più...passano i secondi, io salgo al ritmo della scala mobile tenendo stretto il manubrio del passeggino e guardando in alto verso la fine della scala mobile...ancora pochi metri...finalmente arrivo in cima: Eleonora è lì, sorridente, di fianco all'arrivo della scala mobile...e già penso alla prima sera quando vorrà uscire da sola.

martedì 26 ottobre 2010

Faccio l'accento svedese?

Oggi pausa dal congedo per seguire un corso legato alla mia nuova funzione lavorativa. Mamma Anette ha preso il testimone. Appena tornato a casa ho salutato e Sofia si è praticamente divincolata dall'abbraccio della mamma per venirmi a salutare, gattonando ad una velocità mai vista.
È bastato un giorno di lavoro per realizzare quale privilegio sia il poter essere in congedo parentale, specialmente alle condizioni di qui.

Qui in Svezia funziona, semplificando, così: 480 giorni di congedo parentale di cui 60 riservati alla mamma e 60 al papà (che ne ha anche 10 lavorativi alla nascita del bebè). Durante i 480 giorni lo stato paga l'80% dello stipendio sino a 42.400 Euro all'anno. Molte aziende poi aggiungono la differenza per garantire sino al 90-100% dello stipendio nominale effettivo. Cosa poi ancora più importante di quanto prevede la legge è che si è spesso incoraggiati e stimolati sia dall'azienda che dalla società (famiglia, amici, conoscenti, eccetera) a prendere il congedo. Inoltre, da un paio d'anni, è stato introdotto un bonus di 10 Euro al giorno che premia i papà che prendono più congedo dei 60 giorni di diritto (con un tetto massimo che premia le coppie che dividono il congedo 50-50).

In realtà non sono sicuro che stia ad uno stato decidere chi e quanto debba stare a casa, ma sicuramente ben vengano i tentativi sia di eliminare le basi della discriminazione che di concedere ad entrambi i genitori di poter passare molto tempo con i propri figli, specialmente nei primi anni.

lunedì 25 ottobre 2010

Tutti dicono "I love you"

Passino gli americani, che quelli dicono "I love" per qualsiasi cosa. Però, mentre giocavo con Sofia in mezzo ad altri papà (e mamme), ho notato che tutti gli svedesi (compresa mia moglie) dicono alla propria bambina o bambino "jag älskar dig", ossia "ti amo". Ho iniziato quindi a far caso a come i genitori "stranieri" comunichino i propri sentimenti ai loro figli. Allora, la mamma cilena, in spagnolo, dice "te quiero", la brasiliana affoga il bimbo nei baci e nei "meo amorinho te amo", il papà belga dice "Ik houd van jou" e persino il tatuatissimo finlandese dice "minä rakastan sinua" alla figlioletta mentre se la coccola amorosamente. Insomma, siamo solo noi italiani a dire "ti voglio bene" e non "ti amo" ai nostri figli? Com'è che abbiamo versato fiumi d'inchiostro scrivendo "ti amo" sui nostri libri e quaderni a proposito di quella conosciuta il sabato pomeriggio in discoteca e della quale oggi non ci ricordiamo quasi più la faccia, lo abbiamo inciso su cortecce di alberi innocenti, lo abbiamo detto ad infatuazioni estive durate meno della vacanza stessa, ma non lo diciamo a quanto di più prezioso abbiamo creato? Sapete cosa vi dico care le mie Eleonora e Sofia (e anche Anette, ma a lei lo dico)? Vi amo proprio!
Ecco, caro Woody Allen, adesso ci sono anch'io fra quelli che dicono "I love you"!

domenica 24 ottobre 2010

Un nuovo gioco

Sofia ha imparato un nuovo gioco: soffiare sulla pancia della sorella! Più lo fa più Eleonora ride, più Eleonora ride più Sofia lo fa, ridendo; ed il fatto che anche io e mamma Anette ridiamo diverte Sofia ancora di più. Così continua, sempre più divertita.
Che meraviglia passare quasi un'ora della domenica sera così! :-)

Fra Stieg Larsson ed Astrid Lindgren

Domenica mattina. Eleonora e mamma Anette (che questa notte si è presa cura di Sofia e quindi è stancotta) dormono ancora. Io sono in sala da pranzo con una Sofia ipervivace. Mentre lei gioca io do un'occhiata al quotidiano in rete. Questa notte a Stoccolma ci sono stati due stupri ed un marito ha massacrato di botte la moglie. Perché? Uomini che odiano le donne?
Guardo Sofia che mordicchia il suo leoncino di peluche, lei mi guarda e ride. Dentro il mio cuore uno yin e yang di sentimenti. Gioia e dolore. Potrà mai tornare a casa sola la sera senza il timore di venir stuprata?
Adesso torno da Sofia. Via il leoncino. Le darò la bambola di pezza di Pippi Calzelunghe, buona ed altruista e con una forza sovrannaturale. Lo so che fa tutto quello che i bambini non dovrebbero fare, ma non è così che si impara a diventare autonomi?

sabato 23 ottobre 2010

Cose che non avrei mai creduto

Mattina tranquilla se non fosse per la discrepanza di opinioni con Sofia rispetto al giornale: io voglio leggerlo, lei vuole mangiarlo.
Poi con le bambine ad un incontro fra blogger dove ho conosciuto fra l'altro Serena dell'interessante "Genitori crescono" http://genitoricrescono.com/ e Silvia e Gabriele che hanno mollato tutto in Italia per trasferirsi in Svezia http://onewaytosweden.blogspot.com/ Mi sono ritrovato a parlare di omogeneizzati con una mamma. Credo che se alla fine del mio MBA mi avessero detto che qualche anno dopo avrei discorso di omogeneizzati senza che la faccenda fosse legata allo sviluppo di una strategia di marketing o all'acquisizione di una società avrei preso il mio interlocutore per folle.

Devo ammettere che sia Sofia che Eleonora sono due angeli, farsi scarrozzare da una parte all'altra della città per 3-4 ore senza protestare (l'alternativa sarebbe stata mandarle con la mamma alla chiesa svedese (l'IKEA)...di sabato...opzione impossibile).  Al ritorno ci siamo quindi fermati a prendere un bel gelato che entrambe hanno gradito. Così ho scoperto un (altro) aspetto in cui Eleonora è meglio di me. Io a quasi cinque anni non avrei mai condiviso il mio gelato con mia sorella. Eleonora sì. Non solo non si è lamentata quando ho preso un secondo cucchiaino per Sofia, dopo un po' ha persino iniziato ad imboccarla!

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a comprare il regalo di compleanno per Timoteo (il cui papà, a proposito di blog, tiene lo splendido http://larennaincucina.blogspot.com/ ) che oggi compie cinque anni (auguri!). Nel negozio ho incontrato il papà di due bambine quasi coetanee di Eleonora e mi sono fatto coinvolgere in un'altra cosa che non avrei mai creduto prima: accompagnare ad Halloween le bimbe a fare "dolcetto o scherzetto" per le case del quartiere. Ma devono travestirsi anche i papà accompagnatori?

venerdì 22 ottobre 2010

Un venerdì - Due figlie

Ho prenotato un fine settimana lungo a Milano solo io e le bimbe senza mamma Anette per i primi di dicembre. L'ho fatto quando ho realizzato che è dal giorno del parto che Anette non dorme per 3-4 notti di fila senza essere svegliata almeno un paio di volte per notte... solo adesso sto realizzando a che cosa ho scelto di andare incontro! Io e le bimbe, soli (ok, parzialmente con i nonni), per sei giorni...urge allenamento!

Oggi quindi giornata con Eleonora e Sofia.
Mattina all'asilo aperto (ma a Milano dove potrò portarle?). Una delle responsabili stava facendo fare ai bambini i dolcetti alla cannella, in men che non si dica Eleonora si è aggregata. Una volta infornati i dolcetti è venuta a cercare me e Sofia, e dopo pochi minuti mi sono ritrovato come Gulliver ricoperto non solo dalle mie bimbe, ma anche da altri bambini che Eleonora ha incitato all'urlo di "attacchiamo il mio papà!". Sono riuscito a liberarmi solo grazie alla prima sfornata di dolcetti alla cannella.

Il pomeriggio lo abbiamo passato a casa a giocare tutti e tre insieme. Mi piace vedere che Sofia ed Eleonora si divertono proprio insieme nonostante i quattro anni che le separano. Sofia si è divertita ancora di più a vedere Eleonora tirarmi addosso le prime palle di neve della stagione mentre siamo andati a buttare carta e vetro da riciclare. Fra le gite organizzate dall'asilo di Eleonora quella alle campane per il riciclaggio e le gite relative al tema "perdersi" sono state quelle che più l'hanno influenzata. Adesso in casa dirige lei le operazioni di smistamento dei rifiuti.

Considerato che siamo riusciti a far trovare la cena pronta e fumante in tavola all'arrivo della mamma dal lavoro sono più speranzoso sul mio sopravvivere ai sei giorni solo con le bimbe a Milano :-)


Nota: le gite con tema "perdersi" sono state una nel bosco ed una al centro commerciale ed ai bambini è stato insegnato come comportarsi se si dovessero perdere.

Certe notti...

Notte di quelle in cui Sofia ha dormito malissimo (e con lei anche il resto della famiglia tranne mamma Anette che è andata a dormire nella camera degli ospiti visto che oggi ha una riunione importante).
Praticamente Sofia si è svegliata ogni ora e mezza fra l'una e le sette.
La prima volta per farla riaddormentare è bastato portarmela nel lettone (dov'era venuta a dormire anche Eleonora, cosa che Sofia ha notato quando si è svegliata verso le due ed ha deciso che sarebbe stato bello giocare con la sorella...).
Quando si è risvegliata verso le quattro è stata l'ora del biberon. Scendi quindi in cucina a preparare il biberon con Sofia in braccio (operazione fatta più a memoria che a vista). Mi sono poi messo su una poltrona comodosa a cercare di farla riaddormentare, nonostante lei fosse abbastanza vispa. Mentre la coccolavo ho iniziato a pensare a tutte le mamme ed i papà che in quel momento erano svegli come me, con uno (o più) bambini i braccio a cercare di farli riaddormentare. Ho pensato a come le nostre ninne nanne si univano all'unisono in un abbraccio globale a tutti i bambini. Un abbraccio che Sofia ha sentito ed apprezzato visto che mi ha sorriso e si è riaddormentata, almeno per un po'.

Questa mattina poi la sorpresa. Ha nevicato tutta notte e sta ancora nevicando. Che Sofia sia metereopatica?

giovedì 21 ottobre 2010

Giornata interessante

Oggi la giornata ha seguito lo schema della giornata tipo:

6:45 sveglia (involontaria) causata dalla voglia di Sofia di far sapere al mondo che lei era sveglia e pronta per una nuova giornata. Iniziano le procedure colazione e vestizione.
7.55 mamma Anette esce per andare al lavoro mentre io e le bimbe stiamo finendo di fare colazione.
8.45 Io e Sofia portiamo Eleonora all'asilo, poi andiamo a fare qualche commissione e troviamo un posto per giocare e leggere (oggi lo spazio bambini della biblioteca comunale)
10.00 Spuntino (sia per Sofia che per me...)
11.30 Si torna a casa
11.45 Pranzo (oggi ho preparato una pasta con broccoli, olio di oliva e parmigiano che poi ho frullato. Lei sembra aver apprezzato).
12.30 Passeggiata con riposino. Spesso lascio dormire Sofia nel passeggino in giardino mentre io cerco di fare qualcosa in casa. Oggi c'erano 5 gradi ed un sole splendente. Imbacuccata per bene Sofia ha dormito un po' più di un'ora. NB: Mamma Anette il marzo scorso la lasciava fuori a -10...
13.45 Visto il bel tempo oggi giardinetti, altrimenti attività ludiche al chiuso.
15.00 All'asilo a prendere Eleonora. Dopo esser stato attaccato dall'uomo ragno ed esser stato salvato da due principesse con le spade queste mi portano da Eleonora che nell'atelier è alle prese con un telaio e tesse una sciarpa per Gatto Rosa
15.30 Merenda sia per Eleonora che per Sofia. (Il venerdì il rito prevede la merenda al bar.)
16.00 Attività pomeridiana per Eleonora (martedì nuoto, mercoledì calcio, giovedì danza)
17.00 A casa
18.30 Cena
Sofia è solita addormentarsi verso le 19.30, poi iniziano le operazioni per mettere a letto Eleonora che solitamente negozia fra le due e le quattro favole. Mentre le lavo i denti mi chiede se può scambiare una favola con un episodio di Peppa Pig su YouTube. Scambio veloce di sguardi con mamma Anette. Acconsentiamo.
20.45 Le bimbe dormono. Un po' ci mancano già. Un po' è piacevole il potersi rilassare.

Nota di cronaca della giornata: La proposta dell'Unione Europea di innalzare a 20 settimane la maternità pagata al 100% per tutte le mamme d'Europa e 14 giorni di paternità obbligatoria con stipendio pieno.
Ho avuto la possibilità di raccontare a Radio3, nel programma Fahrenheit, come funziona il congedo parentale in Svezia, ed inoltre di ascoltare sul tema lo scrittore Vito Bruno (autore de L'amore alla fine dell'amore. Una lettera dalla parte dei padri ) e la docente universitaria in Bocconi Alessandra Casarico. Che bello sarebbe se anche solo un papà decidesse di prendere il congedo parentale ispirato dall'aver ascoltato la trasmissione o dalla lettura del blog.

http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/archivio.cfm

Lezioni mattutine di anatomia

Ciò che entra dalla bocca può uscire dal naso.
Me lo ha appena insegnato Sofia mentre la imboccavo con la colazione e lei ha starnutito.
Ore 7.58 e devo cambiare il mio primo maglioncino della giornata... :-)

Sguardi che parlano

Questa sera erano da noi a cena i nonni materni. È bello vedere che Sofia inizia a riconoscere la "famiglia". Si vede che inizia a voler bene ad altri (fra l'altro Sofia sorride a tutti) e che si sente a suo agio anche in braccio ad altri, ma è anche evidente che preferisce stare in braccio alla mamma o a me. Però stasera si è scambiata con la nonna delle occhiate particolari. Prima è stata in braccio alla nonna. Poi è voluta venire da me e dalla mamma. Ma a quel punto ha guardato la nonna, quasi volesse scusarsi del voler stare in braccio ai genitori. Erano uno sguardo ed un sorriso tenero che volevano dire alla nonna "scusa se preferisco stare qui, ma ti voglio bene lo stesso!".
Ecco cosa mi ha insegnato oggi Sofia. Che a volte non non è nemmeno necessario saper parlare per comunicare sentimenti profondi, e come sia incredibile vedere che una creatura di dieci mesi che non è in grado di sopravvivere da sola sappia esprimere certi sentimenti.

martedì 19 ottobre 2010

Big brother vs. little sisters

In un mondo in cui taluni si preoccupano di venir guardati dal "grande fratello" (e molti altri lo guardano...) io mi sto rendendo conto che invece devo preoccuparmi delle piccole sorelle (ossia Eleonora e Sofia) visto che queste mi guardano, assorbono come delle spugne, e poi rifanno e/o ripetono.
Non importa se si tratti del bere a canna dalla bottiglia presa dal frigo o del lasciarsi andare a certe espressioni colorite quando qualcuno ti sorpassa lungo la corsia di emergenza, stai sicuro che la figlia ha visto/sentito e presto rifarà la stessa cosa. E tu non potrai dire che non si fa così, perché la risposta sarà "ma tu lo fai" (accompagnata da un sorriso disarmante).
Ancora più sconvolgente è quando l'infante di 10 mesi si espande nel letto quando dorme proprio come faccio io "stravaccandosi" nella stessa posizione, o quando fa finta di darti il ciuccio per poi togliertelo di bocca e ridere...ma certe cose sono nel DNA?

Insomma, i bambini ci guardano, apprendono da noi, ripetono i nostri comportamenti. Vale la pena di pensare due volte sul cosa trasmettiamo alla prossima generazione, direttamente ed indirettamente, in ogni cosa che facciamo e che diciamo...e non si creda che non sentono se sono in un'altra stanza, si potrebbe rimanere veramente sorpresi!

lunedì 18 ottobre 2010

Cose apprese o migliorate dall'inizio del congedo

Devo dire che sia grazie a Sofia che ai momenti in cui sono con entrambe le bimbe sto sviluppando nuove capacità come ad esempio:
- fare le cose con la mano sinistra (ad esempio tutte le operazioni sul fasciatoio mentre la destra tiene Sofia che ha gli attacchi di argento vivo, ma anche fare da mangiare con una bimba in braccio)
- fare più cose allo stesso tempo (cerca di vestire due bambine per uscire con la complicazione che una va messa nel passeggino e capisci perché le donne sanno fare il "multitasking")
- comunicare con una bimba dal vocabolario limitato a sorrisi, pianti e suoni gutturali. Certe espressioni dicono più di interi trattati...

inoltre sto imparando nuove cose del tipo:
- certe bimbe gattonano più veloci di Usain Bolt (mai perderle di vista pensando "tanto devo solo...")
- il fatto che una bimba sia alta meno di 80 cm non significa che non abbia un raggio di azione delle braccia praticamente illimitato (mai pensare "non ci arrivera mai sino a lì...")
- se hai ospiti a cena e decidi di dare la merenda alla piccolina fallo prima di aver passato l'aspirapolvere, non dopo...

PS piccola soddisfazione di oggi: dare alcune delle mie salviettine umidificate ad una mamma scandinava che ne era sprovvista e ne aveva veramente bisogno. Soddisfazione perché lei inizialmente guardava con un velo di diffidenza il papà italiano. Quando poi ha visto che nel borsello che tengo attaccato al passeggino avevo pannolini, salviettine umidificate, fazzolettini, tappetini monouso per fasciatoio, pomata contro le irritazioni cutanee nonché chiaramente un body di ricambio che non si sa mai è rimasta impressionata. DS

domenica 17 ottobre 2010

Riflessioni domenicali

La domenica è incominciata con un "tutti insieme appassionatamente" nel lettone. Fra un'Eleonora saltellante ed una Sofia bacettosbauscettante Anette ed io ci siamo chiesti quando ritorneranno le domeniche mattina di pigrottamento. Anette ha poi preparato le sue famose cialde (waffles) per la gioia di tutti, compresa Sofia la quale non sembrava risentire dell'avere solo sette dentini (tre sopra e quattro sotto stando all'impronta lasciata sul mio dito dal suo ultimo morso).

Ho poi controllato la posta elettronica e trovato una e-mail di un'amica che mi segnalava una puntata di "Presa Diretta" andata in onda recentemente su Rai3 dal titolo "Senza Donne" sul tema donne/maternità/carriera e sul come in Italia per le prime la seconda significhi spesso la fine della terza.   http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cb48e85d-a5a4-404c-97b0-716111bfe349.html

Essendo io in congedo parentale e papà di due bambine, ma anche dirigente in una società nel campo dell'energia, mi sono sia intristito che arrabbiato, perché la discriminazione è assurda. Da genitore curling che sono vorrei usare la mia pietra per infrangere il tetto di cristallo e far si che le mie figlie (ma anche mia moglie, ed in fondo tutti, sia donne che uomini) non debbano mai trovarsi difronte a qualcuno che voglia decidere per loro fra famiglia e carriera. Anche perché le due cose non sono necessariamente incompatibili. Ne parlavo proprio venerdì con la mia amica Monica, capo del personale per tutta la zona EMEA di una multinazionale dell'acciaio, che al momento lavora al 60% (ossia tre giorni alla settimana) per prendersi cura del secondogenito di sei mesi (suo marito è a casa quando lei lavora).

Ho ricevuto poi un'altra mail che mi segnalava che Loredana Lipperini ha citato su Repubblica di ieri il mio blog  http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/16/referendum-sorpresa-sui-premi-letterari.html
Ringrazio pensando a come il suo "Ancora dalla parte delle bambine" mi influenzi nell'educazione di Eleonora e Sofia.

Adesso è domenica sera. Fra poco mi metto a cercare su internet un po' di ispirazioni sul cosa fare domani con Sofia.

sabato 16 ottobre 2010

Due settimane

È finita anche la seconda settimana di congedo parentale, e stanotte è successa una cosa particolare. Sino a ieri quando Sofia si svegliava di notte, se si accorgeva che in camera c'eravamo sia io che la mamma, non c'era verso per me di farla riaddormentare, ci voleva la mamma. Infatti negli ultimi mesi l'unico modo per far sì che la mamma potesse dormire otto ore di fila era farla dormire nella camera degli ospiti.

Questa notte invece sono "bastato" io, nonostante Sofia si fosse resa conto che in camera c'eravamo sia io che mamma Anette. È bastato che la sollevassi dal lettino, me la portassi al petto e le dessi il biberon perché lei si riaddormentasse. Il tutto dopo avermi guardato e dato una specie di carezza al viso. Da notare che qualche poppata la fa ancora.

Non so se sia autosuggestione, ma voglio credere che il tempo che stiamo passando insieme abbia avuto un ruolo rilevante nel far si che Sofia si riaddormentasse così tranquilamente con me, senza bisogno della mamma.

Adesso sia io che la mamma speriamo che Sofia perda anche l'abitudine di svegliarsi alle 6:35 precise, sabati, domeniche e festivi inclusi.

venerdì 15 ottobre 2010

Sorelle

È venerdì, e venerdì vuol dire merenda da "Caffè Mezzo" dopo l'asilo. Eleonora opta per una fetta di torta al cioccolato. Sofia emette suoni che innegabilmente vogliono dire "ne voglio anch'io". Eleonora mi chiede se può fare assaggiare un po' della sua torta a Sofia, ed io acconsento. Le sorelle si guardano, si sorridono. Finita la torta Eleonora mi chiede di poter prendere in braccio Sofia. Va bene. Vederle giocare insieme è un piacere. Sono l'immagine della felicità con le loro risate. Eleonora è molto premurosa nel proprio ruolo di sorella maggiore. Ricordo quando nonna Marghe ci regalò il libro "un fratellino per Eva" http://www.imaginarium.it/productos/detalle?referencia=34007&zanpid=1428083475470304256 per prepararla al non essere più il centro delle nostre attenzioni. Come Eva nel libro, anche Eleonora chiese ai suoi compagni d'asilo che avevano fratelli e sorelle come fosse. E per fortuna tutti ne erano entusiasti.

Mentre torniamo a casa Eleonora mi dice di voler regalare Coniglione (uno dei suoi primi peluche con le orecchie lunghissime che sembrano proprio fatte per esser masticate da dentini nuovi che vogliono spuntare) a Sofia. Le chiedo se le vuole regalare anche Gatto Rosa (il suo peluche preferito che le comprai quando aveva quattro mesi). Mi dice che no, non può. Ed aggiunge "...a Gatto Rosa non piace se le mordono la coda..." 

giovedì 14 ottobre 2010

Pari opportunità

Oggi mentre ero all'"asilo aperto" mi è capitata in mano oggi una cartolina del Ministero svedese delle pari opportunità con la "lista di controllo" per un asilo che voglia essere attento a pari opportunità, diritti e responsabilità. Copio qui sotto.

1) Tutti i bambini e gli adulti vengono trattati ogni giorno in maniera positiva e come individui? Quali routine ci sono per verificarlo?
2) Ci si riferisce ai bambini come individui tramite nome proprio? (non con le parole bambino/bambina o maschio/femmina)
3) Chi sono i protagonisti delle storie e delle canzoni? Si leggono tante storie con protagoniste femmine quante con protagonisti maschi?
4) C'è un metodo per far si che tutti parlino e possano far sentire la propria opinione cosicché tutti si abituino sia a parlare che ad ascoltare?
5) Il "no" di ogni bambino vale uguale? Sia fra gli insegnanti che fra i bambini?
6) Viene fatto ruotare fra tutti i bambini il ruolo di protagonista e di comprimario? Come si esercitano a questo i bambini?
7) Tutti hanno la possibilità di esprimere i sentimenti felice, triste, arrabbiato ed impaurito?
8) La varietà di situazioni familiari che c'è nella società viene rispecchiata nel materiale didattico?
9) Vengono avvisati sia i papà che le mamme se c'è bisogno di venire a prendere il bambino in orario di lavoro?

Intanto che io leggevo Sofia giocava con una ruspa mentre un bambino dal padre supertatuato con due bicipiti grossi come le mie cosce cambiava il pannolino alla sua bambola. Mi sono sentito in pace con il mondo.

mercoledì 13 ottobre 2010

kilogrammi in più ed in meno

I kilogrammi in più, per fortuna, sono quelli di Sofia, che oggi, al controllo dei 10 mesi, misurava 77 cm per 9,690 grammi. La pediatra l'ha visitata, l'ha fatta stare in piedi (con il sostegno di una seggiola), ha verificato che sappia fare la presa "a pinzetta" e che prenda e giochi con i cubetti di lego, ha contato i dentini (il sesto è apparso in questi giorni), ha verificato schiena e fianchi e mi ha fatto un po' di domande sul suo sviluppo.

I kilogrammi in meno sono i miei. Sto macinando chilometri spingendo il passeggino e allenando le braccia e la schiena sollevandola, cosa che la fa divertire un mondo. Con i suoi sorrisi e le sue risatine mi fa da personal trainer. Più la sollevo più ride. Più ride più la sollevo. Risultato: dozzine di sollevamenti e braccia che si preparano alla stagione dello sci di fondo.

Uniforme...e medaglie

Oggi dopo aver lasciato Eleonora all'asilo sono andato allo "Spazio per bambini" con Sofia, e mentre leigattonava, iniziando una specie di socializzazione con gli altri bebè, mi sono soffermato a guardare gli altri papà in congedo parentale. Ci accomunava l'"uniforme". Partendo dal basso: scarpe comode, quasi sempre da ginnastica, fatte per macinare chilometri spingendo il passeggino; pantaloni: jeans o pantaloni multitasche dove ogni papà sa trovare tutto anche al buio (ciuccio, sonaglio, fazzoletto, salviettine umidificate, minilibro, ecc.); polo e per finire il maglioncino felpato - pratico e morbido per il viso dell'infante - dove risaltano le "medaglie". Questi distintivi possono essere macchie rinsecchite di rigurgiti, ditate di qualsiasi sostanza, moccio, tracce degli ultimi pasti e chi più ne ha più ne metta. Proprio come le onoreficenze dei soldati decorati, anche queste medaglie raccontano delle storie. Guardi una delle macchie, poi ti scambi uno sguardo con il papà di turno e sembra quasi di sentire la storia di quella macchia.

A proposito di macchie, Sofia mostrò sin dai primi mesi due facoltà: la prima quella di riconoscere le mie cravatte preferite ed agguantarle - lasciando la sua impronta - con un gesto rapidissimo mentre mi accingevo a baciarla prima di andare in ufficio, e la seconda la facoltà di macchiare la camicia o l'abito in modo indelebile quando il primo appuntamento della mattina sarebbe stata una riunione importante ed il cambiarsi avrebbe significato arrivare troppo in ritardo.

lunedì 11 ottobre 2010

Seconda settimana

È ufficiale: Sofia è un'angelo. Puoi lasciarla sola con il nonno per quasi due ore e non si lamenta. Anzi. Apprezza. Sarà perché nonno Carlo le ha dato la schiuma del suo cappuccino ed un terzo della brioche?

Oggi il sole splendeva come il suo sorriso, una di quelle giornate che ti fanno apprezzare l'autunno. Gattonando nel parco Sofia sembrava prediligere le foglie rosse rispetto a quelle gialle. L'estate scorsa ha assaggiato la sabbia di ogni spiaggia che abbiamo visitato. Adesso si è data alle foglie. Attendiamo l'inverno per la neve.

L'altalena sta diventando un passatempo preferito. Sofia se la ghigna alla grande mentre dondola. Mentre la spingo guardo con la coda dell'occhio Eleonora. Quattro anni fa spingevo lei, adesso la vedo crescere quasi a vista d'occhio e devo farmi memoria che non ha ancora cinque anni. Pensare a come passano veloci questi momenti è un ulteriore stimolo a godermi ogni istante di questo congedo parentale.

sabato 9 ottobre 2010

Sabato tranquillo

Sabato tranquillo: fiera dell'artigianato e delle leccornie locali (con tema prenatalizio) e pizzata a casa di Alessandro "renna in cucina" (http://larennaincucina.blogspot.com/) e Marie e dei loro bimbi Timoteo ed Amadeo che sono coetanei di Eleonora e Sofia. Fra Eleonora e Timoteo, entrambi 2005, c'è un mese di differenza. Amadeo e Sofia sono entrambi modelli del 2009, gennaio per Amadeo, dicembre per Sofia. Vederli giocare insieme è affascinante. Passano dall'essere pirati al giocare con le bambole, dalle macchinine ai pentolini per far finta di cucinare. Nel loro mondo non esistono giocattoli per "maschietti" o "femminucce".

Ho appena riletto "Ancora dalla parte delle bambine" di Loredana Lipperini. Lo consiglio ad ogni papà, non solo di bambine, ma anche di bambini. http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/

venerdì 8 ottobre 2010

Sono una donna non sono un'infante...

Con l'entrata dei mesi in doppia cifra sembra che Sofia si stia stancando di essere "solo" un infante e voglia diventare parte integrante della famiglia. Basta con le poppate, a tavola come tutti, e vuole partecipare alla conversazione, di qualsiasi cosa si parli. Segue concentrata ed infila i suoi ga-ga-ga in maniera precisa. Inoltre vuole assaggiare tutto quello che mangiamo noi, compreso il pollo tandoori. Il problema non è stato farglielo assaggiare, è stato farla smettere!

All'asilo di Eleonora si stanno preparando per il 24 ottobre, giorno delle nazioni unite. Disegnano bandiere, imparano canzoni in tutte le lingue e discutono la convenzione dei diritti dell'infanzia secondo l'ONU.

giovedì 7 ottobre 2010

Quarto giorno

Secondo Bruce Tuckman la formazione di un gruppo passa attraverso quattro fasi: Forming, Storming, Norming e Performing.

Sofia ed io al quarto giorno siamo già alla fase di performing. Non importa se si tratti di mangiare, cambio di pannolino, vestizione o gioco. Uno gesto e ci capiamo! Oggi ad esempio mi ha fatto capire con un gesto semplicissimo che a lei l'omogeneizzato al salmone e piselli non piace...lo ha spernacchiato sulla mia camicia.

Degna di nota oggi è la visita di nonno Carlo. Eleonora se l'è portato in camera e non ce lo ridava più. Quando poi ci è stato finalmente riconsegnato Sofia lo ha sbauscettato per bene. Come l'animale che segna il territorio, con la sua bavetta Sofia sembra aver vouto segnalare che questo è il suo nonno. Poi si è lasciata andare ai suoi migliori sorrisi. Non sa ancora dire "ti voglio bene", ma sa sicuramente dimostrarlo.

mercoledì 6 ottobre 2010

Lady gaga rising

Due cose stanno succedendo nella vita di Sofia. La prima è che ha incominciato a comunicare a versi (da cui il nome lady gaga, che è uno dei suoi suoni preferiti), la seconda è che ha iniziato ad alzarsi e cercare di fare il primo passo.

Pa-pa è il suo modo per chiamarmi. Ebbene sì, dà emozione ogni volta.
Ga è il suo modo di dire grazie quando le si dà qualcosa. La combinazione ga-ga un modo versatile di dire quasi tutto.
Un boccheggiare a mo' di pesce vuol dire "ho fame". Come la suoneria di certi telefonini parte silenziosamente, e sale rapidamente sino a raggiungere l'obiettivo.

Per alzarsi si attacca a tutto: mobili, persone, qualsiasi cosa possa fare da sostegno. Appena in piedi appare un sorriso trionale, subito seguito da uno sguardo perplesso che sembra voler dire "e adesso?".
Sembra aver imparato subito che è meglio cadere sul sedere imbottito dal pannolino piuttosto che di faccia. Grazie Darwin!

martedì 5 ottobre 2010

Secondo giorno...

Se era buona la prima, la seconda è ancora meglio.
L'inversione dei ruoli mattutini fra me e mia moglie Anette, che da ieri è tornata a lavorare, funziona. Sarà perché siamo entrambi ingegneri?
Entrambe le bimbe sembrano essersi già abituate ai nostri nuovi ruoli.

Stamattina, dopo aver lasciato Eleonora all'asilo, io e Sofia siamo andati al cosidetto "asilo aperto". È un asilo gestito dal comune dove ogni genitore rimane con i propri bimbi, aperto a tutti, basta presentarsi alle 9 del mattino. Il comune ci mette i locali e due responsabili delle attività. L'infrastruttura è molto pulita, tantissimi libri e giocattoli, una bella cucina ed un locale "fasciatoio" dove i genitori fanno a gara a chi cambia il pannolino più velocemente. Secondo me fra poco si creeranno categorie tipo "freestyle", cambio con una mano sola e cambio ad occhi bendati.

lunedì 4 ottobre 2010

Bilancio del primo giorno a casa in congedo parentale

Adesso le bambine sono entrambe a letto. Sofia dorme. Eleonora si sta facendo leggere la favola della buonanotte dalla mamma...dopo essersela già fatta leggere da me.

Bellissimo questo primo giorno con Sofia. Fra due giorni compirà 10 mesi ed ho la sensazione che i miei quattro mesi a casa voleranno. A casa. Mica troppo. Oggi dopo aver lasciato Eleonora all'asilo siamo andati al bar a fare colazione (le ho fatto assaggiare per la prima volta la schiuma del cappuccino, ed ha gradito), al centro commerciale a far a spesa, in biblioteca a "leggere" i libri con le figure accoccolati nell'angolo con cuscinoni che hanno creato apposta, ai giardinetti a prendere un po' di sole e di aria fresca, e siam passati da casa solo per il terzo cambio di pannolino per poi riuscire quasi subito per andare a prendere Eleonora all'asilo.

In borsa per domani metto: Quattro pannolini, due vasetti di omogeneizzati "pasta e broccoli" ed uno "mela e mango", dei biscotti secchi, una banana, un body di ricambio. Destinazione: l'asilo nido aperto a tutti.

Prima mattina andata bene

Va bene, la logistica del mattino può essere migliorata, ma si può dire "buona la prima". Alle 9 Eleonora era all'asilo ed io e Sofia siamo andati a fare un qualche commissione.
Ma è contro il codice della strada guidare il passeggino con una mano parlando al cellulare?

domenica 3 ottobre 2010

Si parte!

Venerdì è stato l'ultimo giorno di lavoro prima del congedo parentale. Questo fine settimana sono da solo con entrambe le bimbe (ho mandato moglie e suocera ad un fine settimana di relax visto che mia moglie riprende il lavoro domani, dopo 11 mesi). Sofia sembra quasi intuire che c'è un cambiamento nell'aria.

Di solito uno pensa all'autunno come il primo passo verso il buio dell'inverno. A me invece le giornate non ono mai sembrate così luminose. Sarà che mentre stanno cadendo le foglie è spuntato il quinto dentino?

giovedì 23 settembre 2010

Profumo

No, non l'ex ad di Unicredit. Penso al profumo di Sofia, a come sia quasi inebriante il tenersela vicina. Tenermela al petto mentre si addormenta, mentre la sua testa si adagia sulla mia spalla, scambiarsi le ultime occhiate mentre lei si addormenta, ed inspirare quel profumo che riporta la memoria alla prima volta che la presi in braccio.

lunedì 20 settembre 2010

Fra due settimane si inizia

Fra due settimane partono i quattro mesi di congedo parentale.
Questa mattina, entrato in ufficio, ho trovato nella tasca della giacca uno dei ciucci di Sofia e mi sono messo a ridere da solo!
Non mi hanno invece fatto ridere le notizie sui medici che hanno litigato in sala parto.
Io ero in sala parto entrambe le volte. Con Sofia tutto bene, parto veloce. Con Eleonora invece ricordo il momento in cui l'ostetrica decise di chiamare la dottoressa visto che le pulsazioni stavano calando. Decisione veloce, dottoressa in sala parto in meno di tre minuti, decisione di usare la "ventosa", scambio di occhiate con me per darmi fiducia, e pianto liberatorio ai primi vagiti.
Entrambe le volte ho tagliato io il cordone ombelicale. Emozionante!

lunedì 9 agosto 2010

Sofia, Otto mesi e tre giorni

Visita pediatrica: Tutto bene.
73 centimetri di lunghezza, anzi altezza, visto che appena può attaccarsi a qualche cosa si tira in piedi.
9 kg e 160 grammi di peso.
Soprannome: Vuvuzela.

venerdì 6 agosto 2010

Ma cercare un casco per infanti è da "genitore curling"?

Ricordo la prima volta che lessi dei "genitori curling" (quelli che cercano di spazzare via tutte le avversità dalla strada dei figli proprio come nelle bocce su ghiaggio). Mi dissi che io non sarei mai stato così. I bambini devono provare per imparare, e lo sbaglio e le difficoltà fanno parte del processo di apprendimento.

Sofia oggi festeggia gli otto mesi ed ha iniziato a cercare di tirarsi in piedi. Si attacca a qualsiasi cosa, si alza, sorride orgogliosa, poi si guarda intorno pensando "e adesso che faccio?". Qualcosa dice al suo istinto che dovrebbe muoversi. Lei ci prova. Oscilla, prima leggermente, poi sempre più velocemente, poi cade con un tonfo sordo sul tappeto dall'alto dei suoi 72 cm. Ed io mi chiedo se si debba metterle un caschetto, o per lo meno un cappellino spesso di lana per attutire le botte alla testa. Altro che curling...la vestirei come un giocatore di hockey su ghiaccio!

giovedì 5 agosto 2010

Pensieri sul futuro...

A volte mi capita di guardare Eleonora e Sofia e pensare a come sarà il loro futuro.

Riusciranno a fare sport senza che un presidente federale decida che, per aumentare il pubblico, le femmine lo sport debbano praticarlo in tanga disegnato sull'atleta tramite body painting? (pallavolo docet)

Ci sarà ancora chi pensa che "te la do gratis...la montatura" sia una pubblicità accettabile per un paio di occhiali, e chi decide che "la pupa e il secchione" possa essere mandato in onda?

Se vorranno far carriera, riusciranno ad entrare in un consiglio di amministrazione perché "qualificate" e non perché "quotate"?

In questo momento comunque vedo un futuro roseo. Sarà perché Eleonora combatte con la spada contro un drago immaginario dicendo "non ti preoccupare Timoteo, ti salvo io", o perché prima di combattere mi ha messo i suoi occhiali di Hello Kitty con le lenti rosa?