domenica 31 marzo 2013

Giornata a Skansen

Oggi prima "vera" giornata di primavera: sole splendente, 4-5 gradi, quale migliore occasione di passare la giornata a Skansen, il museo all'aperto sull'isola di Djurgården.

Era un po' che non ci andavamo e osservare Sofia che guardava dal vivo i vari animali è stato uno spettacolo nello spettacolo, dall'espressione affascinata mentre guardava le foche e le renne a quella quasi timorosa alla vista del lupo e degli orsi, passando dalla partecipazione completa all'interno di Lill-Skansen, lo Skansen dei piccoli, rifatto a nuovo e disegnato proprio a misura di bambino (in certi posti da adulto non ci si entra proprio fisicamente). Sia Eleonora che Sofia si sono mostrate anche abbastanza interessate alla visita ad alcuni degli edifici storici come la scuola (del 1910) e la casa rurale, dove ci è stato spiegato come vivevano i contadini nel 1920 e dove le bimbe si sono messe a giocare con gli stessi rudimentali giocattoli usati dai bambini quasi un secolo fa. Sono bastate due figure di legno intagliato a mo' di bambole e sono entrate nel loro mondo della fantasia. Aggiungi poi attività come il giro in pony, venir pitturate in viso come un gatto e il laboratorio di figure di Pasqua in marzapane ed ecco che questa sera entrambe le bimbe sono andate a nanna al primo colpo quasi di spontanea volontà e tutte sorridenti.

Decisamente da rifarci un giro quest'estate, anche perché una giornata non basta proprio.

sabato 30 marzo 2013

Caccia alle uova

La caccia continua
Sofia guida
Quì ce n'è uno!
Fra le tradizioni pasquali c'è anche quella della caccia alle uova ripiene di dolcetti. La tradizione vuole che vengano nascoste le uova e che poi ci sia una mappa per trovarle. Se la mappa la disegna mamma Anette, che ha praticato per tanti anni l'orientamento, la caccia è facile visto che sia la mappa che i nascondigli sono precisi. Se la faccio io la caccia può diventare un po' più complicata ed emozionante visto che a volte creo mappe non proprio fedeli e quindi sbaglio a segnare dove sono le uova. 

C'è anche lo spazzolino!
La voglia di fare la caccia e poi godersi il bottino dev'esser stata molta visto che alle 05:45 del mattino Eleonora era già sveglia. È però stata rimandata a letto con la spiegazione che mamm..ehm, il coniglio di Pasqua non aveva ancora fatto tappa nel nostro giardino. Alle 7 del mattino entrambe le bimbe erano di nuovo sveglie e quindi dopo pochi minuti è iniziata la caccia al bottino, che è stata molto ricco vista anche la presenza dei nonni che hanno provveduto sia a portare delle uova ripiene di dolcetti (comprese un paio per me e Anette) che due sorpresine: due provvidenziali spazzolini da denti!

venerdì 29 marzo 2013

Imparare una tradizione


Per Pasqua ci sono venuti a trovare nonna Eivor, nonno Bosse e gatto Simon (segno che si fermeranno qualche giorno). Nonna Eivor ha deciso di fare lo sciroppo di lamponi e rabarbaro, ed Eleonora, visto che ne è una golosa consumatrice, ha deciso di imparare ricetta e procedimento (che è semplicissimo: si fanno bollire il rabarbaro e i lamponi, poi si colano e filtrano, si aggiunge lo zucchero al filtrato, lo si fa bollire ed ecco uno sciroppo concentrato pronto da diluire e bere).
I quasi due litri e mezzo di sciroppo imbottigliato daranno una decina di litri di squisito nettare. Vediamo quanto dureranno...

giovedì 28 marzo 2013

Ogni scusa è buona

A Pasqua in Svezia fa la sua comparsa Påskkärringen, la "befana di Pasqua". Tradizione vuole che i baambini si vestano come lei e, tipo Halloween, vadano di casa in casa a chiedere dolcetti.

Visto che per le bimbe ogni scusa per mangiare dolci è buona ecco che oggi pomeriggio Eleonora e Sofia prima hanno disegnato un po' di biglietti di auguri di Pasqua e poi, in compagnia di alcuni bambini vicini di casa, hanno fatto il giro delle case del vicinato a dare biglietti di auguri e collezionare dolcetti.

Al ritorno a casa Sofia ha detto che non era proprio soddisfatta visto che il cesto per i dolcetti non era pieno (e per fortuna - penso io - visto che era enorme), ma che comunque era contenta lo stesso.

mercoledì 27 marzo 2013

Primi calci di Sofia


Mamma Anette oggi era in viaggio per lavoro, e visto che mercoledì per noi vuole dire allenamento di calcio all'aperto ho deciso di fare un esperimento e portare anche Sofia. La cosa è andata benissimo. Solo in un paio di occasioni ha voluto tutta la mia attenzione, per il resto del tempo si è divertita a giocare a calcio con altri bambini presenti all'allenamento delle sorelle. Quando alla fine le ho chiesto come fosse andata mi ha detto "vinta una, persa una". Non ho visto porte e reti e l'ho vista giocare con almeno tre bambini diversi, per cui non sono sicuro cosa intentesse, però ha poi aggiunto che si è proprio divertita.
Fra due anni inizierà la squadra per quelle della sua età. Chissà se mamma Anette ha voglia di fare l'allenatrice.

martedì 26 marzo 2013

Cosa si tiene?

Risultato della giornata di Sofia all'asilo: un pollo rosso fatto con il cartone del latte e tanta carta crespa di vari colori (bellino davvero) e un pulcino di carta alto una spanna con tanto di occhi incollati e zampette che a giudicare dai contorni sono state ritagliate da Sofia.

Risultato del doposcuola di Eleonora: un pulcino fatto con il rotolo di cartone della carta igienica e una pallina gialla più tre tonnellate di disegni e biglietti di auguri vari.

Da qualche giorno le attività creative all'asilo e al doposcuola sono a senso unico con tema pasquale. Alcune delle cose e dei disegni sono proprio carini. Altre fanno sorgere spontanea la domanda "non bisogna tenere tutto, vero?"...che in realtà vuol dire, ma quante cose vanno veramente tenute, e sino a quando? Si mette tutto in una scatola in soffitta che viene consegnata alle bimbe al loro diciottesimo compleanno o quando andranno via di casa? Che fra cosine di Natale, S. Valentino, festa della mamma, festa del papà, Pasqua e compagnia bella moltiplicato per due bimbe qui presto altro che scatola, servirà un baule...

Nota: Anette ha ancora alcune cose che fece all'asilo, io ho ancora un paio di cose fatte alle elementari

lunedì 25 marzo 2013

Sette anni in un'oretta

Uno dei compiti a casa della settimana che Eleonora ha ricevuto è lo scrivere un pensierino dal titolo "Quando ero piccola". Per cercare un po' di ispirazione quindi sono saltate fuori le foto (anche perché una andava allegata al compito) di Eleonora, da quelle scattate in sala parto ad oggi. Ci abbiamo messo un'oretta abbondante a vederle tutte, fra i "ma ti ricordi questa?" e i "ma qui dov'eravamo?" miei e di Anette e le mille domande e i commenti di Eleonora che, a differenza mia e di Anette, si ricordava persino il nome della classe dell'asilo di dove abitavamo prima e che ha cambiato quando aveva poco più di tre anni.
Come riavvolgere un film e poi vederlo a velocità doppia, sette anni di foto e di ricordi. Altro che "attimo fuggente", a volte il tempo sembra proprio schizzar via alla velocità della luce.

domenica 24 marzo 2013

La genitorialità e la matematica: due sbagli = un giusto?

 Sofia ieri è andata a far la spesa con mamma Anette e nonna Eivor. Fra le altre cose hanno comprato due pacchi di biscotti. Al momento di fare merenda voleva aprire una delle confezioni, ma visto che ce n'era una già aperta le ho detto che prima avremmo finito quella. La sua reazione è stata quella di impuntarsi per averne uno dalla nuova confezione. Sono quei momenti fra "periodo no", sfida di conquista e puro capriccio nei quali diventa intrattabile mischiando pianto da tragedia greca e arrabbiatura (quella che le fa assumere la classica espressione imbronciata che fa scoppiare a ridere il resto della famiglia e arrabbiare di più lei).

Visto che in quei momenti ragionare a volte è un'impresa, e che l'ultima cosa che volevo in quel momento era avere una bimba arrabbiata, intrattabile e in lacrime ho fatto finta di assecondarla, ho fatto un po' di rumore con il pacchetto vecchio dei biscotti nella credenza e le ho dato uno dei biscotti di quella confezione facendole credere di averne preso uno dei nuovi. Lei contenta se n'è andata a giocare con Eleonora, e io ho pensato che:
- dico sempre alle bimbe che non si dicono le bugie, ma in questo caso le ho raccontato la frottola che il biscotto era uno di quelli appena comprati
- mi riprometto spesso di non essere un genitore curling che cerca di spazzare via dalla strada delle mie figlie le difficoltà, ma in questo caso ai suoi occhi l'ho assecondata e non ho scelto ad esempio la via del "o prendi un biscotto dalla confezione aperta o niente" (in quel momento non avevo proprio voglia di gestire il suo capriccio)

Nonna Eivor, che aveva osservato tutta la scenetta, mi ha però sorriso e fatto l'occhiolino, e io mi sono chiesto se, come in matematica quando il prodotto di due numeri negativi è uno positivo, due "sbagli" possono comunque essere visti come una cosa positiva.

sabato 23 marzo 2013

Vivere il quadrifoglio


La mia definizione di "quadrifoglio della felicità" è quella di trovare il giusto equilibrio fra il tempo con tutta la famiglia, quello da solo con le bimbe, quello da solo e quello io e Anette senza le bimbe. Giovedì sera ero fuori a cena e a ballare con i colleghi. Ieri sera io e Anette abbiamo lasciato le bimbe a nonna Eivor e nonno Bosse per goderci da soli una serata di gala. Oggi giornata con la famiglia, suoceri compresi, ad adornare come da tradizione la casa per la Pasqua che si avvicina, e fra un paio di settimane fine settimana lungo in Italia da solo con le bimbe. Sarà autosuggestione, ma mi sembra che quando c'è l'equilibrio fra questi momenti ci siano molta serenità ed energia che, fra le varie cose, mi aiutano a essere un buon genitore.

venerdì 22 marzo 2013

Una normale mattina?

A volte mi chiedo se sia normale che al mattino la colazione si svolga con due figlie che ballano, una usando lo spazzolino come microfono, l'altra ancora in camicia da notte, ma con indosso gli occhiali da sole perché fanno rockstar.

Comunque dà una carica di energia che dura almeno sino a pranzo!

giovedì 21 marzo 2013

Viva l'onestà

Chiaccherata con Sofia andando all'asilo.
"Sofia, ma tu sei ubbidiente o monella?"
"Monella"
"Ah, sei un po' monella?"
"No, non poco... tanto!"

mercoledì 20 marzo 2013

Priorità settenni

Tornando dagli allenamenti questa sera Eleonora mi ha raccontato che un bambino a scuola le ha confessato che lei gli piace.

Lei gli ha risposto: "Grazie, ma adesso voglio andare a giocare a calcio con le mie amiche".

Devo allenarmi

Devo allenarmi, devo trovare un antidoto... quando Sofia mi abbraccia e mi dice "sei il mio miglior miglior papà" mi sciolgo e le concedo ad esempio un dolcetto in più o di vedere più cartoni animati di quando stabilito. La cosa non va bene. Devo imparare a resistere.

martedì 19 marzo 2013

Non festa del papà...ma il regalo c'è!

Il 19 marzo quì in Svezia non è la festa del papà, che cade invece la seconda domenica di novembre. Io però un bel regalo l'ho ricevuto lo stesso. Mentre guardavo i compiti di Eleonora ho scoperto che fra gli esercizi di svedese aveva da svolgere un temino: descrivere una persona della famiglia. Lei ha scelto "Min pappa"/Mio papà.

Mio papà si chiama Stefano. Gli piace stare con noi in famiglia. Di solito ci piace stare insieme. Mio papà è sempre contento quando viene a prendermi (a scuola). Lui è molto forte. Io lo amo.

Il tutto completato da un disegno con noi due.

Per ancora un po' di anni quì niente voti a scuola, ma il mio 10 e lode non glielo toglie nessuno!

lunedì 18 marzo 2013

Promemoria che è (ancora) una bambina

Ieri sera io ed Eleonora abbiamo iniziato a chiaccherare con la scusa dei suoi compiti di italiano e ci siamo inoltrati in discorsi "seri". Parlavamo, e la vedevo grande. Ha una sensibilità che la fa sembrare molto matura.

Questa mattina mentre faceva colazione le è caduto uno dei denti da latte. "Giusto...ha ancora i denti da latte" ho pensato. Un promemoria che a sette anni e quattro mesi esatti oggi, per quanto a volte la veda grande, per quanto mi rendo conto che sta crescendo, il fatto è che è ancora una bambina. Da genitore è bene ricordarselo.

domenica 17 marzo 2013

Pillola di saggezza dal corso allenatori

Oggi corso allenatori. La lezione di oggi era sulla leadership.
A un certo punto siamo entrati nel momento dedicato a come lavorare con i bambini.
L'istruttore ha detto che rispetto ad altre parti del corso questa era riassumibile in una frase, che ha scritto sulla lavagna: "Det du gör talar så högt att det du säger inte hörs" - Ciò che fai parla così forte che quello che dici non si sente.

Come genitore questa frase potrebbe diventare un mio mantra.

sabato 16 marzo 2013

Come guadagnarsi un cliente

Questa mattina tutta la famiglia è andata a incontrare Loredana Lipperini, di passaggio qui a Stoccolma per presentare il suo ultimo libro nel quale, mi ha raccontato, c'è un po' anche di questo blog.

Sulla strada del ritorno l'attenzione di Eleonora e di Sofia è stata catturata da alcune cartoline in vendita da Bok och Bild, una libreria che c'è a Drottninggatan da quasi una trentina d'anni. Eleonora ha voluto prendere una cartolina, al costo di una corona (circa 10 centesimi di euro). Sofia, chiaramente, non ha voluto essere da meno. Eleonora si è poi messa in coda perché voleva pagare da sola. Sofia, naturalmente, ha voluto anche lei far da sola e si è messa bella in coda dietro Eleonora, con in mano la sua cartolina e la sua monetina.

Giunto il loro turno il negoziante, che le aveva viste in coda e aveva capito benissimo che erano sorelle, le ha trattate entrambe da clienti individuali e le ha servite una alla volta, facendosi consegnare la cartolina e la moneta, battendo lo scontrino e mettendo la cartolina in un sacchettino prima con Eleonora e poi con Sofia, nonostante l'incasso totale irrisorio di sole due corone.

A me questa cosa è piaciuta tantissimo.

venerdì 15 marzo 2013

Piccole Gekko crescono

Eleonora ha aperto il suo salvadanaio e contato tutte le monete. Poi ha chiesto quattro corone. Quindi ha scritto su un biglietto:

Io ho 500 corone

Ho bisogno di 500 corone

Così ho 1000 corone

Così sono ricca

giovedì 14 marzo 2013

Una bambina che cresce

Oggi sono andato a prendere Eleonora a scuola. Sulla strada del ritorno incrociamo una bambina, ad occhio e croce un paio di anni più grande. Appena vede Eleonora la chiama e le va incontro. Alla maniera tipica svedese si danno un abbraccio (qui i baci sulle guance sono molto rari, fra amici è molto più comune l'abbraccio, che ha un senso particolare, significa "benvenuto/a nel mio spazio personale"). Due chiacchere, Eleonora mi presenta, e poi via verso casa. Mentre camminiamo le chiedo dell'amica. Mi racconta di lei e di come si sono conosciute, e mentre mi parla mi rendo conto che oltre alle sue compagne di squadra, ai vicini di casa, ai compagni di classe ed agli amici in Italia lei ha anche amici che non conosco. Un altro segno che sta crescendo.

mercoledì 13 marzo 2013

Io, nonna Eivor e le bimbe

Sofia praticamente sfebbrata, ma un giorno in più a casa non fa certo male.

Anette sempre al suo corso.

Nonno Bosse invece aveva un paio di impegni, per cui i nonni si sono dati il cambio. E così sono ho la suocera in casa, che è una manna. Durante il pomeriggio con Sofia hanno fatto il pane e dei dolcetti, e mentre io ed Eleonora eravamo agli allenamenti ha preparato le cialde da mangiare con la panna e con la marmellata di lamponi del suo giardino.

Una volta a letto le bimbe poi ha preparato per se e per me la semla (il dolce di carnevale con panna e pasta di mandorle) che ci siamo gustati con una tazza di tè e chiaccherando alla grande. Non sono certo uno di quelli che si può lamentare della suocera.