lunedì 4 aprile 2011

Essere papà

Domenica sera, amici a casa nostra a cena, ora di andare a tavola. Eleonora inizia con un capriccio dopo l'altro: "quella è la mia sedia", "nelle tacos niente verdure", "mangio solo se seduta in braccio a te"...
Più cerco di farla ragionare più fa i capricci. Più fa i capricci meno viene la voglia di farla ragionare e più quella di imporsi. Più cerchi di importi più lei si intestardisce (credo di sapere da dove venga quest'aspetto del suo carattere...). Per un attimo dimentico quanto imparato ai corsi di negoziazione ad INSEAD - dove ti insegnano che la minaccia dev'essere appropriata alla posta in gioco e che bisogna avere il coraggio di metterla in atto - e le dico che se non si siede a mangiare bene può scordarsi i dolci nell'uovo di Pasqua (cosa che in realtà non saprei mantenere). Lei a malavoglia cede, e lamentandosi inizia a mangiare. Dopo qualche boccone il suo umore migliora. Sciocco che sono stato! Era la fame che la rendeva così intrattabile. Visto che siamo andati al cinema la sua unica sorgente di energia dopo pranzo sono stati i popcorn ed un succo di pera. Non c'era voglia di fare i capricci solo per essere capricciosa. È già successo altre volte, lei è così, ha cinque anni e non realizza ancora che il calo glicemico ha raggiunto il fondo ed incomincia a scavare. Siamo noi i genitori, gli adulti. Sono io papà che ho la responsabilità del suo sviluppo indipendentemente dal fatto che lei non capisca che ha semplicemente fame.
Mentre lei boccone dopo boccone torna ad essere l'allegra di sempre io mi sento un po' in colpa per aver perso la pacatezza. Mi sa che la lepre di Pasqua nel giardino lascerà qualche ovetto in più del solito...

PS Questa mattina in macchina mi ha fatto ridere con una delle sue domande. Mi ha chiesto se poi l'avessi ritrovata e dove fosse andata. Io le ho chiesto cosa. E lei "la pazienza, che ieri sera hai detto che avevi perso!"  DS

6 commenti:

  1. calo glicemino pure io, sono intrattabile se non mangio! Ne sa qualcosa mio marito che quando torniamo a casa dal lavoro e tocca a lui cucinare se non fa in fretta rischia che lo tratti proprio male : (

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  2. Se molti più genitori osservassero,come fai tu, i propri figli,il mondo sarebbe un posto migliore per tutti.Grazie.Daniela

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  3. Non credo che tu possa colpevolizzarti, in fin dei conti piano piano anche lei capirà che questo modo di comportarsi (calo glicemico o no) non è adeguato e imparerà a conoscersi e a esternare i suoi disagi in altro modo.
    Tenera Eleonora che chiede se hai ritrovato la pazienza :)

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  4. Paola Di Giulio4 aprile 2011 14:52

    Una giusta riflessione, Stefano, non ci avevi pensato subito forse perchè con gli ospiti a volte ci piacerebbe che tutto filasse liscio! Ma poi te ne sei accorto, è quel che conta. Ha ragione anche Marina. L'educazine è una specie di 'gruppo elettrogeno' che entra in funzione proprio quando l'istinto ci porterebbe a...fare capricci. La sua efficacia è tutta lì!
    Buon lunedì!

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  5. Io ho adottato il pensiero di Marcello Bernardi e il suo libro (Il nuovo bambino) è la mia bibbia.
    Bernardi era un pediatra e pedagogista "libertario" che propone un medello educativo antiautoritario quindi tutto spiegazioni e attento a trattare il bambino non come un adulto menomato. Quindi raccomanda di evitare minacce, rimproveri o promesse vane. Ecco credo che molta roba vada bene ragionando a mente fredda ma quando sei stanco, con mille cose per la testa, arrabbiato per i fatti tuoi, ogni tanto perdere la pazienza non può causare danni. In ogni caso l'esempio è il miglio metodo educativo.

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  6. E' la prima volta che scrivo su questo blog....innanzitutto è bellissimo ci sono capitata per caso...ti ammiro per il papà che sei...per il coraggio di esserti trasferito con due bimbe....per la voglia di raccontarti!!!
    Complimenti e grazie per le emozioni che trasmetti!!!

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