mercoledì 27 aprile 2011

Oggi vabbo

V.a.b. è l'acronimo di "vård av barn" (curare il bambino). Per il servizio di previdenza sociale svedese indica il rimborso che viene dato al lavoratore (sia dipendente che autonomo) quando deve perdere un giorno di lavoro per stare a casa a prendersi cura di un figlio, ad esempio quando è ammalato. Segue il principio del congedo parentale, quindi lo stato paga sino all'80% dello stipendio giornaliero sino ad una certa cifra, e poi molte aziende completano sino al 90% (o anche 100%) dello stipendio nominale. Nella lingua svedese poi l'acronimo v.a.b. è stato trasformato nel verbo att vabba. "Jag vabbar" vuol dire "sono a casa con il figlio che è ammalato". È la frase che giustifica tutto: spostare riunioni o collegarsi in teleconferenza, cancellare appuntamenti, eccetera.

Faccio quindi di att vabba un verbo italiano e scrivo che questa mattina io vabbo, visto che sono a casa con Sofia che è super raffreddata e che con i suoi 38.5 questa notte nel lettone ci ha fatto da boule dell'acqua calda. Ho avvisato al lavoro che vabbo e che quindi ad una riunione parteciperò, Sofia permettendo, passivamente per via telefonica mentre ho cancellato un pranzo di lavoro. In entrambi i casi la risposta è stata "Ok. Come sta la bambina?". Poi nel pomeriggio, visto un impegno purtroppo inderogabile, Anette vabba lei e mi darà il cambio. Per legge di Murphy oggi ci sono anche gli allenamenti di Eleonora e la prima riunione alla scuola elementare dove Eleonora inizierà ad agosto. Tipico, no?

18 commenti:

  1. Ecco un paese che facilità la maternità e la paternità. Quando io "vabbo", vinco un giorno di permesso interamente non retribuito (e devo ancora capire se maturano almeno i contributi pensionistici) ma ne ho solo 10 all'anno e solo se il figlio ha meno di 8 anni.
    Roberta

    RispondiElimina
  2. Ciao Stefano,
    ho scoperto da qualche settimana il tuo blog e sono rimasta colpita da quanto siano diversi i modi di pensare tra italiani e svedesi. Non solo delle singole persone, ma della società stessa. Si nota in molti post (ne ho letti una buona parte tra quelli in archivio!)
    Con il post di oggi mi fai davvero pensare che rimanere a vivere qui è una sfida sempre più grande. Riusciremo mai ad arrivare a qualcosa del genere anche in Italia?....
    Complimenti per il tuo modo di scrivere, continua così. Ciao.

    RispondiElimina
  3. Auguri alla tua piccola...
    Ma quanto siamo indietro noi purtroppo?
    A presto!

    RispondiElimina
  4. Il fatto che in Svezia sia stato creato addirittura un neologismo all'uopo, la dice lunga sul rispetto con cui viene trattata l'infanzia in quel paese.

    RispondiElimina
  5. mi viene da piangere...da un po' di tempo ho scoperto il tuo blog, molto carino e il tuo modo di scrivere è molto gentile e cortese, complimenti. tra l'altro gli spaccati di vita nordica ono dasvvero interessanti e scoprire quanto è dioverso il modo in cui lo stato e le aziende vi aiutino a conciliare famiglia/lavoro è davvero sorprendente, sarebbe un esempio da seguire, peccato che in italia si sia così miopi da non capire che non è obbligando un dipendente a stare incollato ad una sedia per 10 ore che si ottiene di più...che desolazione!!!

    RispondiElimina
  6. Tienici aggiornati su come sta la bimba.
    Ciao in bocca al lupo.

    RispondiElimina
  7. ciao Stefano, spero che la piccolina stia meglio!
    E' tutto affascinante: la "biondezza" delle tue bimbe, il tuo modo di scrivere, le regole e la mentalità del tuo paese di adozione!
    In realtà anche qui in Italia ci sono delle regole simili, ma non vengono applicate! e soprattutto la mentalità è diversa!
    Qualcuno sa che in italia entrambi i genitori hanno 6 mesi di aspettativa facoltativa per maternità, addirittura elevabili a 7 per il padre, qualora abbia effettuato almeno 3 mesi di astensione dal lavoro?
    un mio amico che lavora in un ente pubblico ha "osato" usufruirne...e non vi dico come veniva guardato!
    La mentalità è diversa!
    Io stessa, con 2 bimbi sotto i 2 anni che sono rientrata presto al lavoro, ma che alterno giorni in ufficio a giorni a casa per maternità, vengo guardata di traverso! e non vi dico le facce che fanno quando mi assento per la malattia dei bambini! (che almeno da me, fino ai 3 anni, x 30gg, è retribuita!)

    RispondiElimina
  8. Ho aperto una discussione su FB in merito alla diversa concezione di "diritto alla paternità" che vige in Italia rispetto alla Svezia. Se non ti spiace ora link anche questo post...

    RispondiElimina
  9. @La Zingara Linka pure :)

    @Teresa Io spero che prima o poi ci si arrivi. Quello che mi fa "arrabbiare" qui è vedere come non sia così difficile.

    Alle 18.10 Sofia è quasi sfebbrata e corre allegra per la casa

    RispondiElimina
  10. Ma il punto non è la differenza con cui vengono trattati i padri o i genitori in Italia e in Svezia. La maternità e/o paternità è solo la punta dell'iceberg di un problema ben più grosso.
    Il punto è quanto è diverso il modo di lavorare. Perché finché ci sono donne che si fanno mettere in maternità a rischio mentre aspettano che compaiano le linee sul test, che passano i successivi nove mesi tra shopping massaggi divano sole e mare, che attaccano alla maternità obbligatoria la facoltativa e le ferie più un po' di malattia ed il primo giorno in cui tornano al lavoro dopo due anni ti chiedono "posso avere il part-time?" è ovvio che non ci sarà tutela per la figura del genitore. Perché è così che va quando ognuno guarda al suo comodo, quando invece che lavorare uno cazzeggia su internet, prende un caffé all'ora, flirta col postino o con quello della scrivania di fronte.
    In Svezia non funziona così, negli USA non funziona così, ed in generale se uno si sbatte trova chi crede in lui.

    Il problema è che in Italia c'è proprio poca gente che ha voglia di sbattersi.

    RispondiElimina
  11. Discussione complessa... In Italia vive male chi rispetta le regole perchè in troppi non le rispettano . Paghiamo troppe tasse perchè non tutti le pagano , le assicurazioni auto costano tanto perchè troppi furbi si fanno pagare per finti incidenti, chi vuole vedere tutelati i suoi diritti di maternità / paternità viene guardato male anche (ma non solo ) perchè c'è anche chi di questi diritti ne approfitta... Triste ma dobbiamo cambiare noi per primi se vogliamo che questo paese cambi. Sono contenta che Sofia stia meglio.
    Samantha

    RispondiElimina
  12. Samantha, è esattamente quello che dico io.

    RispondiElimina
  13. Sono d'accordo in linea generale sulla discussione, mi sento solo di sottolineare un fatto: la Svezia poco più di 9 milioni di abitanti, l'Italia oltre 60 milioni. Inoltre l'evoluzione culturale e storica del nostro paese sono molto articolate e stratificate e le persone e le identità si incontrano su un territorio geograficamente piccolo e anch'esso problematico e variegato. Non che questo sia una giustificazione, anzi, ma credo che gestire l'Italia non sia facile, quello che servirebbe in primis sarebbe una classe dirigente ben costruita. Non credo che il cambiamento potrà arrivare dal governo, potrà cambiare qualcosa in Italia quando si muoveranno i grandi industriali e i dirigenti dell'economia; solo in seguito la politica, e quindi la popolazione cambieranno. Mi fermo qui, per non diventare prolissa. grazie Fefo e a tutti per questa possibilità di confronto.

    RispondiElimina
  14. che maleducata che sono stata. Buona guarigione alla bimba, mi raccomando. vabbare è bello, ma non vabbare è meglio: vuol dire che le pupe stanno bene! :)

    RispondiElimina
  15. @Marina Condivido. La classe dirigente è tutto, che si parli di politica, di aziende, di sport, di scuola

    RispondiElimina
  16. Allora, vado a letto tranquilla, la piccola è sfebbrata . . . tutto bene! Buona notte! R

    RispondiElimina
  17. L'altro giorno mi chiedevi via mail perchè non commentavo più.
    Fefo, se leggo che lo stato svedese ha un sussidio per i genitori che rimangono a casa dal lavoro dipendente o autonomo perchè il figlio è malato, e penso che qui mi hanno dato appena 3600 euro di indennizzo maternità forfettario e che lo stesso ente, in meno di 2 anni, mi ha chiesto indietro una cifra ben più alta dichiarando ciò che ero, disoccupata, mi viene solo da piangere e meditare non tanto l'espatrio quanto il colpo di stato.
    E poi il parlamento sarà all'interno dell'Ikea di San Giuliano.

    RispondiElimina
  18. Lisa mamma di IrisDarioViola9 maggio 2012 23:35

    Il commento che volevo scrivere io è paro paro quello di Roberta67... e tra l'altro, tra varicella x 2, febbri x 3, virus intestinale (per ora) x 1, sono 2 mesi infernali e molto poco retribuiti!!!

    RispondiElimina