Undici e mezzo di ieri sera. In sala con il portatile sto riguardando un documento per una riunione di oggi. A un certo punto sento dei passi sulle scale e dopo qualche secondo Sofia fa la sua comparsa sulla porta; assonnatissima, quasi confusa. La invito a venire da me, lei a passetti stanchi si porta sino al divano e mi sale in braccio. Io ero seduto sul divano, lei mi ha abbracciato, a cavalcioni petto contro petto, mi ha dato un bacio, mi ha messo la testa sulla spalla, mi ha detto fra il sussurrato e il biascicato "papà...sai una cosa?...ti voglio bene", poi si è addormentata. In pochi istanti era già tornata nel sonno profondo.
Non l'ho riportata subito nel suo letto. Invece mi sono soffermato ad assorbire tutte le sensazioni. Nel suo abbraccio e nel suo sonno tutta la tranquillità del sentirsi protetta e sicura fra le mie braccia. E in quella sicurezza e in quell'affetto io ho sentito l'essenza dell'essere padre.
Diario di un papà dopo il congedo parentale
I Post sino alla prima settimana di febbraio 2011 sono relativi al mio congedo parentale. Poi ci sono tutti quelli della normale vita di un papà italiano in Svezia fra famiglia e carriera.
mercoledì 22 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
Cose in cui non mi somiglia
Qualche settimana fa tornando da scuola con Eleonora siamo passati dal parrucchiere a prenotare per me ed Eleonora mi ha chiesto di potermi accompagnare. Non ho ancora capito se è perché le piace stare con me proprio come mentre mi faccio la barba o perché riesce sempre a farsi dare dei cioccolatini dalla parrucchiera, ma propendo per quest'ultima ipotesi.
Questa mattina entrando a scuola Eleonora ha incontrato una sua compagna che le ha chiesto se dopo la scuola avrebbe voluto andare a giocare da lei. Eleonora mi ha chiesto: "Papà, va bene se vado da lei anziché venire con te dal parrucchiere?" Ho controllato l'agenda e aveva ragione lei: oggi pomeriggio parrucchiere. Io memoria per queste cose zero, lei pieno controllo.
Inoltre non vuole proprio raccontare della recita di fine anno scolastico su Astrid Lindgren. Dice che sarà una sorpresa. Io sono pessimo a nascondere le sorprese. Ho sempre voglia di raccontare qualche dettaglio in anticipo. Eleonora invece no.
E anche se in tante cose mi assomiglia, in fondo mi fa piacere vedere che ha una personalità sua.
Questa mattina entrando a scuola Eleonora ha incontrato una sua compagna che le ha chiesto se dopo la scuola avrebbe voluto andare a giocare da lei. Eleonora mi ha chiesto: "Papà, va bene se vado da lei anziché venire con te dal parrucchiere?" Ho controllato l'agenda e aveva ragione lei: oggi pomeriggio parrucchiere. Io memoria per queste cose zero, lei pieno controllo.
Inoltre non vuole proprio raccontare della recita di fine anno scolastico su Astrid Lindgren. Dice che sarà una sorpresa. Io sono pessimo a nascondere le sorprese. Ho sempre voglia di raccontare qualche dettaglio in anticipo. Eleonora invece no.
E anche se in tante cose mi assomiglia, in fondo mi fa piacere vedere che ha una personalità sua.
lunedì 20 maggio 2013
Doppio ruolo alla recita
Eleonora si sta preparando alla recita di fine anno a scuola. Sarà basata sui personaggi di Astrid Lindgren. Lei, neanche a dirlo, sarà Pippi.
Inoltre, dopo qualche giorno di prove, le è stato assegnato anche un altro ruolo. La maestra si è accorta che Eleonora aiutava tutti quelli che non si ricordavano la propria parte visto che ha imparato a memoria tutte le battute dello spettacolo (che dura una mezz'oretta), quindi oltre che a Pippi sarà anche la suggeritrice.
A noi in casa però per il momento non è dato di sentire nulla, vuole che tutto lo spettacolo sia una sorpresa. E io per precauzione ho già bloccato l'agenda da mezz'ora prima dell'inizio dello spettacolo.
Inoltre, dopo qualche giorno di prove, le è stato assegnato anche un altro ruolo. La maestra si è accorta che Eleonora aiutava tutti quelli che non si ricordavano la propria parte visto che ha imparato a memoria tutte le battute dello spettacolo (che dura una mezz'oretta), quindi oltre che a Pippi sarà anche la suggeritrice.
A noi in casa però per il momento non è dato di sentire nulla, vuole che tutto lo spettacolo sia una sorpresa. E io per precauzione ho già bloccato l'agenda da mezz'ora prima dell'inizio dello spettacolo.
domenica 19 maggio 2013
Potere del nonno
Questa mattina Eleonora aveva una partita di campionato.
Ha chiesto a nonno Carlo di venire a vederla.
Ha deciso di impegnarsi persino più del solito visto lo spettatore speciale.
Dopo tre minuti ha preso la palla a centrocampo, ha scartato due bimbe, si è involata sulla fascia e ha insaccato il primo gol.
Ha preso un palo.
Ha dispensato un paio di assist veramente belli.
Ha corso come non mai.
A partita finita aveva fatto la sua prima tripletta.
Mi sa che nascondiamo al nonno il biglietto dell'aereo per il ritorno.
Ha chiesto a nonno Carlo di venire a vederla.
Ha deciso di impegnarsi persino più del solito visto lo spettatore speciale.
Dopo tre minuti ha preso la palla a centrocampo, ha scartato due bimbe, si è involata sulla fascia e ha insaccato il primo gol.
Ha preso un palo.
Ha dispensato un paio di assist veramente belli.
Ha corso come non mai.
A partita finita aveva fatto la sua prima tripletta.
Mi sa che nascondiamo al nonno il biglietto dell'aereo per il ritorno.
sabato 18 maggio 2013
Il dna che non vorresti passare
Oggi classica giornata in cui gli impegni si sovrappongono: lezione di italiano per Eleonora, festa dei 40 anni di un amico con Anette, Eleonora e Sofia, semifinali dei mondiali di hockey su ghiaccio con nonno Carlo (i biglietti erano il mio regalo di Natale per lui).
Anette ha portato Eleonora a italiano mentre Sofia conquistava sempre di più nonno Carlo affascinato dall'energia e dalla tenacia della nipotina. Io e Sofia abbiamo poi raggiunto Anette ed Eleonora per la festa.
Mentre andavo dalla festa alla partita ecco il primo mms con foto di Eleonora triste che vuole un abbraccio via sms perché è caduta di faccia e le è uscito il sangue dal naso. Cinque minuti dopo tutto bene. Venti minuti dopo nuovo messaggio: questa volta correndo nel bosco un ramo le ha graffiato l'addome. Nuovo abbraccio via telefono e dopo poco ancora tutto bene. Ora della fine della festa è riuscita anche a farsi male a un braccio.
Alla sua età io avevo già messo i punti sul ginocchio, sotto il mento e avevo già ingessato una volta la tibia, per cui credo di sapere esattamente da chi ha ereditato la capacità di farsi male...
Anette ha portato Eleonora a italiano mentre Sofia conquistava sempre di più nonno Carlo affascinato dall'energia e dalla tenacia della nipotina. Io e Sofia abbiamo poi raggiunto Anette ed Eleonora per la festa.
Mentre andavo dalla festa alla partita ecco il primo mms con foto di Eleonora triste che vuole un abbraccio via sms perché è caduta di faccia e le è uscito il sangue dal naso. Cinque minuti dopo tutto bene. Venti minuti dopo nuovo messaggio: questa volta correndo nel bosco un ramo le ha graffiato l'addome. Nuovo abbraccio via telefono e dopo poco ancora tutto bene. Ora della fine della festa è riuscita anche a farsi male a un braccio.
Alla sua età io avevo già messo i punti sul ginocchio, sotto il mento e avevo già ingessato una volta la tibia, per cui credo di sapere esattamente da chi ha ereditato la capacità di farsi male...
venerdì 17 maggio 2013
Nonno Carlo
Sofia questa mattina ha voluto che anche lui la accompagnasse all'asilo, ed è entrata nel cortile tenendolo per mano e camminando a testa alta. Eleonora vuole che domenica mattina venga a vedere la partita di calcio. Ogni tanto, senza apparente motivo, sia Eleonora che Sofia partono e se lo coccolano: un baciotto, un abbraccio, o solo un saluto. Anette gli ha fatto il salmone al forno ed è andata a cercare gli asparagi italiani come contorno. Nonno Carlo è qui da noi per qualche giorno, e fa un grande piacere a tutti condividere con lui i momenti della nostra quotidianità.
E domani pomeriggio, con la scusa delle semifinale dei mondiali di hockey, sarò io a godermelo un po' da solo.
E domani pomeriggio, con la scusa delle semifinale dei mondiali di hockey, sarò io a godermelo un po' da solo.
giovedì 16 maggio 2013
Tracce di bambini... e di nonni
Gli asili del nostro quartiere oggi avevano organizzato, come ogni anno, "tracce di bambini", una mostra di lavori fatti dalle varie classi. Ogni asilo ha esposto i propri lavori, compreso quello di Sofia, che quindi ha fatto da cicerone a me, Anette ed Eleonora sulle cose fatte e apprese; così abbiamo scoperto dei vari lavori fatti su riciclaggio e natura. L'evento si è svolto in uno dei giardinetti pubblici più grandi della città e ha attratto oltre ai genitori dei bambini anche parenti e tanti curiosi. E da questa sera, per qualche giorno, quì c'è anche nonno Carlo :-)
mercoledì 15 maggio 2013
Primo e-mail
Era da un po' che ne parlava, non so se a causa di qualche amica o delle lezioni di informatica a scuola. E così questa sera abbiamo deciso di crearlo. Eleonora adesso ha un suo indirizzo di posta elettronica.
Il suo primo messaggio è stato per me.
Non ha voluto che vedessi mentre lo scriveva.
Quando ho controllato la posta ho trovato una splendida dichiarazione d'amore e il ringraziamento per averla aiutata, con più emoticons che errori di ortografia.
Chissà che fra poco non voglia anche il proprio indirizzo skype...
Il suo primo messaggio è stato per me.
Non ha voluto che vedessi mentre lo scriveva.
Quando ho controllato la posta ho trovato una splendida dichiarazione d'amore e il ringraziamento per averla aiutata, con più emoticons che errori di ortografia.
Chissà che fra poco non voglia anche il proprio indirizzo skype...
martedì 14 maggio 2013
Piccole cose
Credo che una delle cose belle dell'avere figli sia il fatto che ogni giorno succedono delle piccole cose che ti strappano un sorriso. Ad esempio tornando a casa oggi pomeriggio siamo passati davanti a casa dei vicini mentre i loro bimbi giocavano in giardino. Il più grande è un maschio di qualche mese più piccolo di Eleonora (ma che basta affinché lei sia una classe avanti). Le ha fatto vedere la sua collezione di pupazzetti della Lego, e poi, quasi timidamente, le ha prestato R2-D2 (il robottino di Guerre Stellari), del quale pare sia altrimenti particolarmente geloso. Sembrava quasi arrossire e la cosa è stata molto dolce.
Arrivati a casa ho detto a Sofia che per merenda le avrei fatto un panino con il formaggino, del quale è sempre stata golosa. Lei con tono serio mi ha guardato e mi ha detto:"Papà...sai una cosa...il formaggino è per i bambini piccoli...ma io sono grande... allora da oggi non lo voglio più".
Arrivati a casa ho detto a Sofia che per merenda le avrei fatto un panino con il formaggino, del quale è sempre stata golosa. Lei con tono serio mi ha guardato e mi ha detto:"Papà...sai una cosa...il formaggino è per i bambini piccoli...ma io sono grande... allora da oggi non lo voglio più".
lunedì 13 maggio 2013
Fuga per la vittoria
È accaduto tutto in un minuto di orologio o poco più.
È accaduto all'ora nella quale la maggior parte dei genitori vanno a prendere i propri figli all'asilo.
È accaduto nel cortile posteriore dell'asilo, che è grandicello e non facile da tener tutto d'occhio.
Sofia ha approfittato dell'uscita dall'asilo di una sua amica per scappare.
È uscita dal cortile grande sul retro dell'asilo per andare in quello piccolo dove c'è l'ingresso principale.
Alla mamma di un'altra bimba che l'ha vista e le ha chiesto come mai fosse lì ha persino risposto che gliel'aveva detto la mamma, lasciandole intendere che mamma Anette fosse lì nei paraggi.
Una delle maestre si è accorta subito della sua scomparsa e ha fatto di corsa il giro dell'asilo, trovandola quasi immediatamente.
Quando Anette è andata a prenderla c'è stata una lunga discussione con un maestro e una maestra.
Loro riguarderanno le procedure, perché queste cose non possono e non devono succedere.
Sofia era mortificata, conscia dello sbaglio e triste.
Per fortuna è andato tutto bene.
È accaduto all'ora nella quale la maggior parte dei genitori vanno a prendere i propri figli all'asilo.
È accaduto nel cortile posteriore dell'asilo, che è grandicello e non facile da tener tutto d'occhio.
Sofia ha approfittato dell'uscita dall'asilo di una sua amica per scappare.
È uscita dal cortile grande sul retro dell'asilo per andare in quello piccolo dove c'è l'ingresso principale.
Alla mamma di un'altra bimba che l'ha vista e le ha chiesto come mai fosse lì ha persino risposto che gliel'aveva detto la mamma, lasciandole intendere che mamma Anette fosse lì nei paraggi.
Una delle maestre si è accorta subito della sua scomparsa e ha fatto di corsa il giro dell'asilo, trovandola quasi immediatamente.
Quando Anette è andata a prenderla c'è stata una lunga discussione con un maestro e una maestra.
Loro riguarderanno le procedure, perché queste cose non possono e non devono succedere.
Sofia era mortificata, conscia dello sbaglio e triste.
Per fortuna è andato tutto bene.
domenica 12 maggio 2013
Mi ritorna in mente quando ero bambino io
Anche oggi una bella giornata di sole. Oramai le giornate sono calde e lunghe, con luce sino quasi alle nove e mezza di sera. Sofia pronti via questa mattina ha visto il figlio dei vicini (poco più grande di lei) giocare a pallone e si è fiondata nel suo giardino a giocare con lui, mentre le figlie dello stesso vicino venivano da noi assieme ad altre due bimbe. La cosa è continuata così praticamente per tutto il giorno, con i vari bambini di tutta la via a girare da un giardino all'altro, un gruppone di bambini dai tre ai nove/dieci anni che a volte si divideva a seconda delle età e a volte giocava compatto.
Il pranzo si è svolto in maniera molto rapida, con gli occhi delle bimbe rivolti verso il piatto e le loro orecchie tese a sentire se gli altri avevano già finito. A cena poi abbiamo mangiato in giardino e quindi abbiamo visto subito chi e quando ha finito di mangiare, con una delle bambine dei vicini che si è presentata in giardino da noi con l'hula hoop, cosa che ha fatto sì che Eleonora scattasse da tavola praticamente ancora con il boccone fra i denti.
Mi è tornato in mente quando ero io così, quando con gli amici si passavano le giornate al campetto dalla mattina presto alla sera tardi e a casa ci entravi come un razzo solo per rifocillarti. Chissà quando proferirò la mitica frase "Questa casa non è un albergo!"...
Il pranzo si è svolto in maniera molto rapida, con gli occhi delle bimbe rivolti verso il piatto e le loro orecchie tese a sentire se gli altri avevano già finito. A cena poi abbiamo mangiato in giardino e quindi abbiamo visto subito chi e quando ha finito di mangiare, con una delle bambine dei vicini che si è presentata in giardino da noi con l'hula hoop, cosa che ha fatto sì che Eleonora scattasse da tavola praticamente ancora con il boccone fra i denti.
Mi è tornato in mente quando ero io così, quando con gli amici si passavano le giornate al campetto dalla mattina presto alla sera tardi e a casa ci entravi come un razzo solo per rifocillarti. Chissà quando proferirò la mitica frase "Questa casa non è un albergo!"...
sabato 11 maggio 2013
Nel mezzo del nulla

Per molti svedesi la seconda casa è l'occasione di fuga dallo stress della città. Il luogo ideale è quindi un posto isolato, come una delle migliaia di isolette dell'arcipelago o l'aperta campagna, quella circondata solo dai boschi e dove la casa più vicina dista molte centinaia di metri, meglio ancora qualche chilometro. Proprio in un posto così, in quella bella regione poco a sud di Stoccolma chiamata Södermanland, hanno preso la casa in campagna dei nostri amici che siamo andati a trovare ieri. Nel mezzo del nulla, dove all'ora di colazione ti ritrovi un bel branco di 7-8 cerbiatti a un centinaio di metri da casa e dove durante una passeggiata nei boschi hai occasione di far vedere alle bimbe tracce inequivocabili di alci, cinghiali e cerbiatti. E mentre passeggiavo con loro ho pensato che mi fa piacere vedere che saranno pure bimbe di città, ma sia Eleonora che Sofia amano l'avventurarsi nella natura.
venerdì 10 maggio 2013
La gita fuoriporta che non trovi nelle guide

Una sessantina di km a sud di Stoccolma c'è Taxinge Slott (il castello di Taxinge). Ci si arriva comodamente sia in macchina che con il battello (quello per Mariefred). Il "castello" in se non è nulla di particolare, ma è famoso per una cosa che ha raccolto il consenso sia di Eleonora che di Sofia: il buonissimo e molto vasto buffet di torte, dolci e pasticcini artigianali da mangiare godendosi il panorama. In coda al buffet le bimbe hanno discorso di tattica: concentrarsi sulla torta preferita o massimizzare il numero delle cose da assaggiare?
giovedì 9 maggio 2013
Dinamiche di gruppo
Oggi giornata di vacanza (Ascensione) e di bel sole con oltre 20 gradi.
I figli di un paio di vicini hanno deciso di venire a giocare da noi, e quindi per tutto il giorno abbiamo avuto costantemente fra i quattro e i sette-otto bambini fra casa e giardino (a un certo punto, visto che avremmo avuto ospiti a cena, mi sono rifugiato per un paio d'ore al supermercato).
Vedere come un gruppo di bambini di età fra i tre e i nove anni si autogestisce è affascinante. La teoria delle dinamiche di gruppo di Bruce Tuckman parla di quattro fasi: Forming - storming - norming - performing, ossia creazione del gruppo, conflitto, creazione di regole e quindi gruppo efficiente. I bambini riescono a passare attraverso queste fasi nel giro di un quarto d'ora: tranquilità, capriccio e litigata, regole e quindi gioco perfetto...sino alla decisione di un nuovo gioco che fa sì che ripassino ancora attraverso tutte e quattro le fasi nel giro di una decina di minuti. Fra le dieci del mattino e le sei di sera hanno giocato a: playmobil, lego, ristorante, ce l'hai, principi e principesse, Simon dice, bandiera, kubb, negozio, designer di moda. Durante gli ultimi due giochi niente conflitti. Per oggi il gruppo era creato e compatto. Sarà così per tutto il fine settimana?
I figli di un paio di vicini hanno deciso di venire a giocare da noi, e quindi per tutto il giorno abbiamo avuto costantemente fra i quattro e i sette-otto bambini fra casa e giardino (a un certo punto, visto che avremmo avuto ospiti a cena, mi sono rifugiato per un paio d'ore al supermercato).
Vedere come un gruppo di bambini di età fra i tre e i nove anni si autogestisce è affascinante. La teoria delle dinamiche di gruppo di Bruce Tuckman parla di quattro fasi: Forming - storming - norming - performing, ossia creazione del gruppo, conflitto, creazione di regole e quindi gruppo efficiente. I bambini riescono a passare attraverso queste fasi nel giro di un quarto d'ora: tranquilità, capriccio e litigata, regole e quindi gioco perfetto...sino alla decisione di un nuovo gioco che fa sì che ripassino ancora attraverso tutte e quattro le fasi nel giro di una decina di minuti. Fra le dieci del mattino e le sei di sera hanno giocato a: playmobil, lego, ristorante, ce l'hai, principi e principesse, Simon dice, bandiera, kubb, negozio, designer di moda. Durante gli ultimi due giochi niente conflitti. Per oggi il gruppo era creato e compatto. Sarà così per tutto il fine settimana?
mercoledì 8 maggio 2013
Colloquio a scuola di Eleonora
Il documento con il giudizio scritto per prepararsi era arrivato qualche giorno fa. Oggi era il giorno del colloquio con le maestre e con Eleonora: un'ora tutta dedicata al quadrimestre trascorso e a cosa succederà il prossimo anno. Entrambe le maestre hanno contribuito, ma buona parte del colloquio ha coinvolto direttamente Eleonora, alla quale è stato chiesto di fare riflessioni e commenti.
Una delle maestre ha poi tirato fuori il compito in classe svolto ad aprile e ci ha raccontato che è una prova che viene fatta a livello nazionale per quanto riguarda la comprensione dei testi. Sette minuti, venti testi a difficoltà crescente. Eleonora era stata la terza a finire, prima della fine dei sette minuti. Non tutti i bambini finiscono la comprensione delle venti frasi. Nel suo caso ha risposto correttamente a tutte e venti le domande, risultato statisticamente raggiunto solo dal quattro per cento degli scolari.
Per quanto riguarda matematica la maestra mi ha detto che a volte si sente in colpa, perché Eleonora è veramente portata e lei non sempre riesce a darle degli esercizi individuali più avanzati per stimolarla abbastanza (a volte le da esercizi per bambini di una classe in più ed un paio di volte le ha dato esercizi che rientrano nel programma che andrà fatto fra due anni). Non risponde sempre correttamente a tutto, e fa qualche errore di distrazione, ma la maestra ha detto che è una delle scolare più intelligenti che lei ha incontrato durante la sua carriera...e ha oltre sessant'anni.
Come genitore da un lato mi sono sentito molto contento, dall'altro sento la responsabilità di aiutarla a coltivare queste sue capacità.
Una delle maestre ha poi tirato fuori il compito in classe svolto ad aprile e ci ha raccontato che è una prova che viene fatta a livello nazionale per quanto riguarda la comprensione dei testi. Sette minuti, venti testi a difficoltà crescente. Eleonora era stata la terza a finire, prima della fine dei sette minuti. Non tutti i bambini finiscono la comprensione delle venti frasi. Nel suo caso ha risposto correttamente a tutte e venti le domande, risultato statisticamente raggiunto solo dal quattro per cento degli scolari.
Per quanto riguarda matematica la maestra mi ha detto che a volte si sente in colpa, perché Eleonora è veramente portata e lei non sempre riesce a darle degli esercizi individuali più avanzati per stimolarla abbastanza (a volte le da esercizi per bambini di una classe in più ed un paio di volte le ha dato esercizi che rientrano nel programma che andrà fatto fra due anni). Non risponde sempre correttamente a tutto, e fa qualche errore di distrazione, ma la maestra ha detto che è una delle scolare più intelligenti che lei ha incontrato durante la sua carriera...e ha oltre sessant'anni.
Come genitore da un lato mi sono sentito molto contento, dall'altro sento la responsabilità di aiutarla a coltivare queste sue capacità.
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