domenica 1 marzo 2015

Un ottimo investimento

L'ho visto in uno scaffale vicino alla cassa e l'ho preso senza esitare: il gioco della tombola per i viaggi in macchina. Due cartelle magnetiche, al posto dei numeri tante cose da cercare durante il viaggio: cartelli stradali, roulotte, animali.
Sofia ed Eleonora hanno iniziato a giocarci appena partite. Le ha tenute impegnate per oltre 250 km, più di metà del viaggio.
Fra i cinque euro meglio investiti nella vita... :-)

sabato 28 febbraio 2015

Esperimento sociale 2.0

Domani si parte per la settimana bianca (sportlov). Quest'anno, per la prima volta, anziché sospendere le lezioni durante una sola settimana, la scuola ci ha dato la possibilità di scegliere fra la settimana 9 e la 10; così mentre alcuni hanno fatto vacanza settimana scorsa Eleonora ha fatto lezione.

Vista l'esperienza positiva precedente, e visto che entrambi non avevamo ancora prenotato nulla, ripeteremo l'esperimento sociale e condivideremo un piccolo chalet con la famiglia di amici che abita nella nostra stessa via. Gli stessi di Capodanno.

L'abitazione è un po' più piccola di quella della volta scorsa.

Se continuiamo di questo passo mi sa che prima o poi condivideremo una barca a vela...

venerdì 27 febbraio 2015

Piccole pietre miliari

Sofia è tornata a casa dopo quattro giorni dai nonni.
Ha un dente da latte che le balla. Il primo. Un incisivo inferiore.

Anche Eleonora è tornata. Da scuola. Da sola. Per la prima volta con le chiavi di casa, mentre sia io che Anette eravamo al lavoro.
La decisione l'ha presa Anette questa mattina. Io ero già uscito, e sapeva che sarei tornato tardi. Mentre stava per uscire per accompagnare Eleonora a scuola Eleonora le ha chiesto se avesse potuto prenderla un po' prima del solito. Anette le ha risposto che purtroppo aveva una riunione nel tardo pomeriggio; poi ha colto la palla al balzo, le ha dato le proprie chiavi e le ha detto che avrebbe potuto uscire prima dal doposcuola. Da sola. Eleonora era raggiante!

Adesso dobbiamo farle il suo mazzo di chiavi.

giovedì 26 febbraio 2015

Rosso, nero o viola?

Sofia è ancora dai nonni, tornerà domani.
Oggi era il turno di Anette di esser quella che alle sei e qualche cosa era già in strada verso l'aeroporto.
Io, al momento di uscire dall'ufficio, ho deciso di chiamare Eleonora e chiederle se avesse voglia di fare da sola la strada per casa, cosa che la rende sempre contenta.
Una volta arrivata a casa era raggiante. Non so se fosse per il fatto che questa settimana ci siamo visti proprio poco, se per la fiducia di farla venire a casa da sola, o una combinazione di queste e altre cose, ma una volta arrivata a casa mi ha detto di sedermi sul divano, che aveva di raccontarmi un sacco di cose, ma che prima voleva farmi un caffè.
Le piace farmelo con la macchinetta con le capsule. Mi ha chiesto quale colore volessi.
Ho pensato che prima o poi le insegnerò a farlo con la moka. Però non gliel'ho detto. Invece mi sono proprio goduto quello che mi ha fatto lei, e nel frattempo ci siamo raccontati di tutto e di più.

mercoledì 25 febbraio 2015

Educazione sessuale, la tv svedese la fa così


https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=KMMYKWOgjcY

Se sei un re puoi abitare in un castello, se non lo sei abiti magari in una casetta modesta, se sei uno spermatozoo abiti in un testicolo, ma se sei un ovulo abiti in un ovaia... Inizia così il cartone animato del programma Bacillakuten della tv di stato svedese SVT che sul canale per bambini Barnkanalen ha affrontato il tema del come nascono i bambini.

È uno dei programmi preferiti di Eleonora e Sofia.

L'accostamento "nuotatori durante la gara di nuoto" e "spermatozoi" mi farà guardare le gare di triathlon con occhi nuovi...

martedì 24 febbraio 2015

Un po' di qua un po' di là

Io in Polonia. Sofia da nonna Eivor e nonno Bosse. A casa Anette ed Eleonora. In questi giorni siamo una famiglia un po' sparsa.

lunedì 23 febbraio 2015

Piccole donne crescono

La notizia è arrivata oggi pomeriggio, sia a me che ad Anette, via sms e tramite posta elettronica. Un messaggio che in sostanza diceva: "Il comune offre a Sofia un posto nella scuola elementare che avevate indicato, si prega di confermare la scelta al link allegato." E poi c'era il link.

Mancano poco più di cinque mesi.
Da agosto Sofia inizierà le elementari.
Quella stessa Sofia che quando ho iniziato a scrivere questo blog ancora non sapeva camminare e non andava ancora all'asilo.
Mi sembra ieri.

domenica 22 febbraio 2015

Meglio un principe o del marzapane?

A Eleonora che stava baciando una ranocchia di marzapane: "La baci così diventa un principe?"

Risposta: "Bleah! E che me ne faccio?"


sabato 21 febbraio 2015

Mello

Mello è il nomignolo che si usa per indicare Melodifestivalen, il "Festival di Sanremo" svedese, giunto quest'anno alla 55esima edizione. Diversamente dal festival italiano, il Mello ha un formato di un'ora e mezza per sera il sabato sera alle 20; le sei serate totali, sono divise in quattro di qualifica (le migliori due canzoni vanno direttamente in finale, la terza e quarta al ripescaggio), una di ripescaggio dove le migliori terze e quarte si contendono gli ultimi due posti, e la finale.

Per Eleonora e Sofia è un appuntamento imperdibile, una mini festa. Di solito ci si inventa sempre qualcosa, dal guardarlo con degli amici a qualche snack particolare. Questa sera toccherà alla fonduta di frutta, marshmallow e mini meringhe (da pucciare nel cioccolato fuso). Inoltre alle bimbe piace sempre vestirsi un po' da dive.

venerdì 20 febbraio 2015

Ha cambiato idea

Eleonora è al terzo giorno di febbre.
Il primo giorno è stata contenta di stare a casa. Riposo, libri, tablet: una pacchia.
Il secondo giorno ha iniziato ad annoiarsi. Leggere, guardare film, giocare, tutte cose divertenti, ma iniziavano a mancarle l'azione e gli amici.
Questa sera a cena lo ha comunicato ufficialmente. Ha detto: "Basta, non mi piace essere ammalata".
Conoscendo la sua forza di volontà non mi sorprenderei se si autoguarisse...

giovedì 19 febbraio 2015

Piccole Donne

Questa mattina è stata a casa Anette con Eleonora che è ancora leggermente febbricitante.
Ci siamo dai il cambio all'ora di pranzo. Anette questa sera tornerà tardi.

A metà pomeriggio sono andato a prendere Sofia all'asilo. Le ho detto che più tardi sarei andato a prendere nonna Eivor che domani ci darà man forte con Eleonora.

Io: "Sofia, vuoi venire con me a prendere la nonna che oggi arriva con la corriera?"
Risposta: "No papà, è meglio che stia a casa. Qualcuno deve fare da baby sitter a Eleonora".

Nota: Quando io e nonna Eivor siamo entrati in casa, erano le 20:01, Sofia si era già addormentata sul divano...

mercoledì 18 febbraio 2015

Come diceva il titolo di un libro qualche anno fa...

Lunedì è stato il turno di Sofia. Nel primo pomeriggio del quale poi arrivò a casa anche Anette, che si infilò subito nel lettone.
Martedì sera poi è iniziato il turno di Eleonora, che è arrivata a casa da scuola con 38,5 di febbre.
È stata a casa oggi, ma non è ancora sfebbrata,anzi.
Io?
Io, speriamo che me la cavo...

martedì 17 febbraio 2015

Bimba premurosa e previdente

Questa sera sarà una vicina di casa ad accompagnare a danza Sofia (assieme a sua figlia).
Questa mattina dopo aver lasciato Sofia all'asilo mi sono ricordato di non aver detto nulla al personale.
Ho quindi chiamato:
"Buongiorno, sono Stefano, volevo dire che questo pomeriggio..."
"...sarà la vicina che verrà a prendere Sofia, si grazie, Sofia ce lo ha comunicato." ha finito la frase, sorridendo, la maestra.

lunedì 16 febbraio 2015

"Vobba"

In svedese l'indennita per stare a casa con i bambini per curarli, VAB, ha creato il neologismo "att vabba", cioè il verbo che indica che si è a casa a curare un bimbo. Noi italiani che abitiamo qui abbiamo adottato e trasformato il neologismo nella forma italiana "vabbare", quindi è normale per un italiano che abita in Svezia declinare il verbo come se fosse un verbo italiano. Io oggi ho vabbato e un collega mi ha detto che lui domani vabberà.

In svedese lavorare si dice "arbeta" o anche "jobba" (pron. iobba).

Unendo "vabba" e "jobba", nel linguaggio comune è stata creato il verbo "vobba", per indicare il cercare di lavorare quando si è a casa a curare un bambino.

Io oggi ho un po' vabbato e un po' vobbato, cioè, dopo aver giocato con Sofia e letto con lei un libro, mentre lei si sparava tre-quattro episodi in fila di "Sofia la prima" io ho risposto a un po' di e-mail. Poi è seguito questo dialogo.

Io: "Sofia, come va? La gola?"
Sofia: "Bene. Tutto bene".
Io: "Ah, perché sai, altrimenti quando uno ha la gola infiammata si può lenire il fastidio con del gelato".
Sofia, forzando dei colpi di tosse: "Sai" *tosse* "a pensarci bene" *tosse* *tosse* "la gola" *tosse* "mi fa ancora un po' male" *tosse*

domenica 15 febbraio 2015

Una piccola baritono

Causa un piccolo male di stagione Sofia ha da ieri sera una voce da baritono. È abbastanza strano vedere la solita bimba, ma sentire uscire dalla sua bocca una voce roca e di qualche ottava inferiore al solito. Ricorda quasi Vasco Rossi.

VAB, vård av barn (cura del bambino) è l'indennità che viene data a chi lavora e deve stare a casa dal lavoro per prendersi cura del proprio figlio. Corrisponde all'80% dello stipendio sino a ca. 3700 euro lordi al mese. Molti datori di lavoro poi hanno regole per, ad esempio, coprire la stessa percentuale (o anche più elevata) anche per stipendi superiori.

Febbraio in svedese si dice februari. Visto che è statisticamente il mese in cui il numero di pagamenti di VAB è il più alto dell'anno, il mese viene anche chiamato vabruari.

Domani alimenteremo la statistica.

PS: VAB vale sino ai 12 anni. Dai 12 ai 16 anni per avere l'indennità è necessario che il medico certifichi che c'era bisogno che il genitore rimanesse a casa/accompagnasse il figlio a fare la visita medica. Sino ai 12 anni il certificato medico è necessario solo se si sta a casa per più di otto giorni di fila.

L'indennità copre anche porzioni di giornata lavorativa, vale per al massimo 120 giorni all'anno e può essere trasferita a terzi (se ad esempio nessuno dei genitori può stare a casa, ma può farlo la zia, il nonno o il vicino che però così facendo perdono la giornata lavorativa).