domenica 25 giugno 2017

Ius soli ?


In tempi di discussioni su ius soli e ius sanguinis scelgo in maniera opportunista (e probabilmente travisando un po' il senso voluto dal rapper) di seguire il testo di J-Ax in "L'Italia per me" che dice "...non conta se ci nasci, conta se la ami...". Eleonora e Sofia non sono nate in Italia, ma sono cittadine italiane. Io a loro cerco di insegnare la lingua, gli usi e i costumi che ho imparato io (e che magari non saranno più attuali nel giro di un paio di generazioni), la storia, la geografia, la cultura. Fra un paio di settimane Eleonora si metterà un po' alla prova facendo il suo primo campo estivo da sola in Italia, con bambini italiani. Al corso di vela dell'anno scorso dormiva con noi a casa. Quest'anno sarà via tutto il tempo.

Sia Eleonora che Sofia si sentono italiane, ma è un fatto che entrambe si sentono anche molto svedesi (e lo sono). Crescere in un paese, frequentarne la scuola, parlarne la lingua e, chiaramente, avere la mamma di quella nazione, sono tutti aspetti che contribuiscono a diventare parte di una società. Eleonora e Sofia mischiano: festeggiano Midsommar, ma anche la Befana, fanno il tifo sia quando vedono un atleta con le tre corone che uno in azzurro savoia, fra di loro giocano in svedese e litigano in italiano.

Se fossero nate quando abitavamo in Canada avrebbero la cittadinanza canadese. Avrebbe senso? Ma anche se io non insegnassi loro l'italiano sono comunque cittadine italiane, con diritto di voto. Ha senso anche questo? A volte credo che la scelta dovrebbe essere loro, e che dovrebbe essere basata sul ricevere dei diritti in cambio di doveri, verso lo Stato del quale vogliono essere cittadine. Una dimensione al di là del sangue e del suolo.




sabato 24 giugno 2017

Midsommar

 Midsommar è probabilmente la festa più sentita in Svezia. Noi l'abbiamo passata da nonna Eivor e nonno Bosse. E Sofia ha scoperto che una sua compagna
di classe con la quale gioca spesso ha la seconda casa a dieci minuti da dove siamo noi.


venerdì 23 giugno 2017

Messaggio bilingue

Eleonora è stata a casa per la prima volta da sola con una amica (Anette è arrivata quando stavano per andare a letto, io quando già dormivano). Si sono fatte la pasta e hanno fatto dei biscotti. Mi hanno lasciato un messaggio. Per sicurezza in due lingue!

giovedì 22 giugno 2017

Una nuova amica immaginaria

Storicamente l'amica immaginaria di Eleonora è Maria Medina. C'è dai tempi dell'infanzia. Era comunque da un po' che non si vedeva.
Ieri Eleonora mi ha detto che Maria Medina ha traslocato. Ha lasciato il posto a una nuova amica immaginaria, più adatta a una quasi adolescente ed è andata da un'altra bambina piccola.

martedì 20 giugno 2017

Il vento sulla luna

Un paio di mesi fa ho comprato i biglietti per la versione teatrale de "Il vento sulla luna" (di Linklater, libro che è piaciuto sia a Sofia che a Eleonora). Quando poi abbiamo deciso che i nonni potevano tenere Sofia per qualche giorno mi sono completamente dimenticato di vedere se quella settimana ci fossero altri impegni. Chiaramente abbiamo scelto la settimana dello spettacolo teatrale. 
E così abbiamo deciso di regalare loro i biglietti dello spettacolo in cambio dello sbattimento loro di farsi 70 km avanti e 70 indietro, cosa che hanno accettato volentieri  (o per lo meno con un sorriso e molta cortesia).
Lo spettacolo è piaciuto a tutti.
E adesso Sofia è tornata a casa dei nonni. 

lunedì 19 giugno 2017

Wonder Woman

Con Sofia dai nonni, Eleonora si gode mamma e papà tutti per sé.  Così oggi prima è venuta da me in ufficio e poi tutti e tre siamo andati al cinema a vedere Wonder Woman. Prima volta per Eleonora all'IMAX, ma più del 3D ipercoinvolgente si è goduta me è Anette facendosi coccolare per tutto il film.

domenica 18 giugno 2017

Il loro regalo

Oggi a Stoccolma c'era una tappa della Diamond League di atletica leggera.

Oltre alla coppa, i primi sei classificati di ogni gruppo alla "minimaran" avevano ricevuto anche due biglietti d'ingresso per la tappa odierna della Diamond League. E così, visti il secondo è il sesto posto, sia Eleonora che Sofia avevano la propria coppia di biglietti.  Hanno così deciso di portare nonno Bosse e nonna Eivor a vedere la competizione. Invitarli, con i biglietti che avevano vinto loro, ha voluto essere un loro regalo.

E una volta tornate a casa Sofia è andata dai nonni dove andremo a riprenderla venerdì.

sabato 17 giugno 2017

Giochi di una volta

Oggi festa a casa di amici. Tema: giochi di una volta, compresa una "gara" di barche intagliate nella corteccia. Come spesso succede in queste situazioni non si capisce se l'attività sia per i bambini o per i genitori. Si capisce benissimo invece quali sono i genitori ingegneri... :-)

venerdì 16 giugno 2017

Segnali d'estate

Eleonora è andata in piscina con il "tempo libero" della scuola 4 giorni su 5 questa settimana.
Sofia per due giorni di fila alla piscinetta del parco.
All'ingresso della scuola il cartello più grande è quello che ricorda di portare la crema solare.

giovedì 15 giugno 2017

Cuore ingrato

Martedì mattina ero partito per tre giorni in quel di Praga. Ero uscito alle cinque di mattina quando tutti dormivano.
Oggi ho deciso di andare a prendere Sofia arrivando direttamente dall'aeroporto.
Sono entrato in aula.
Lei mi ha visto.
Con la mano mi ha fatto cenno di aspettare.
Ha fatto una cosa con le sue amiche e solo a quel punto è partita di corsa per saltarmi in braccio.
Sorridendo le ho chiesto cosa fosse stato così importante da farmi aspettare.
Lei mi ha fatto vedere che stavano giocando a carte e mi ha detto: "avevo una buona mano".

lunedì 12 giugno 2017

Correndo sotto la pioggia

Oggi per Eleonora e Sofia era il primo giorno delle vacanze estive. Niente scuola, solo divertimento con gli amici nei locali della scuola sotto l'attenta guida del personale del doposcuola.
Il tempo però ha deciso che al posto di un bel solleone ci dovevano essere 16 gradi e piovaschi.
Mentre tornavamo a casa c'era il sole, ed Eleonora mi ha detto che pensava di andare a correre.
Non appena si è cambiata è iniziato a piovere.
"Che sfortuna" le ho detto io. E lei: "Perché? Potrebbe piovere anche il giorno della prossima gara. Mi alleno lo stesso!"
Così è uscita. Ha fatto prima il riscaldamento, poi una decina di intervalli in salita, e quindi ha finito con due giri del quartiere.
È tornata a casa completamente fradicia e con un sorriso solare.

E secondo la legge di Murphy, appena si è tolta i vestiti per andare a fare la doccia ha smesso di piovere.

domenica 11 giugno 2017

Fra Billy Elliot e Anna dai capelli rossi

Oggi siamo andati a vedere il musical "Billy Elliot", nella versione svedese. Bellissimo. Anche a Sofia ed Eleonora è piaciuto tantissimo. Eleonora aveva visto il film in inglese, a scuola, durante le lezioni di inglese. Sofia non conosceva la storia.
Ne sono nate discussioni interessanti su miniere, scioperi, libertà di seguire il proprio io. Vale veramente la pena di vederlo.

Da poco Netflix ha iniziato con la serie televisiva di Anna dai capelli rossi. Li guardiamo tutti insieme. Io ho trovato su YouTube anche i cartoni animati. Li guardavo da bambino. Adesso li guardano Sofia ed Eleonora  (che ne sta anche leggendo il libro).

venerdì 9 giugno 2017

Ultimo giorno di scuola

E così fra canzoni, discorsi della direttrice, poesie, torte fatte in casa e condivise nelle aule con gli altri compagni di classe e con i loro genitori, con una festa nel parco e con tanti tanti abbracci si è concluso anche questo anno scolastico. Per Eleonora inizia un ciclo nuovo. Prima però c'è una estate da godersi!

giovedì 8 giugno 2017

Futuro splendente

Sofia: "Papà, domani per la fine della scuola metterò questo vestito. Per fortuna domani non... ska regna"

Io: "Sofia, qual'è il futuro di piovere?"

Sofia: "Arcobaleno!"

mercoledì 7 giugno 2017

Cosa c'è in una coppa

Domenica. Tornavamo dalla gara di corsa di Eleonora e Sofia. Eleonora camminava un po' davanti a noi. In mano aveva la coppa. Un paio di volte l'ha guardata e ha sorriso, un sorriso di gioia sua, vera. Ricordo l'anno scorso quando aveva corso quella gara per la prima volta. Era arrivata decima. Sulla strada del ritorno mi disse che la prossima volta sarebbe tornata a casa con una coppa. Io le dissi che ci sarebbe voluto un allenamento costante.
Mentre la guardavo mi chiedevo perché io fossi contento, per il mio orgoglio di genitore o per lei. Quest'ultima dovrebbe essere l'unica ragione.
Ricordo quando dopo l'estate le arrivò la lettera di una prestigiosa società di atletica. Avevano visto il suo tempo, avevano visto che non faceva parte di nessuna società sportiva e quindi le chiedevano di allenarsi con loro, cosa che abbiamo fatto sino a quando non mi hanno rubato la moto. Dopo gli allenamenti parlavamo di perché si fa sport e di perché si compete, dello sport come scuola di vita per gli allenamenti e l'impegno, ma anche per il rispetto dell'avversario, per l'imparare sia a vincere che a perdere, per porsi obiettivi individuali che non sono necessariamente un primo posto, ma sono una vittoria personale.
Le ho chiesto una volta arrivati a casa il perché di quei sorrisi speciali guardando la coppa, Le ho chiesto se sapeva che l'amore mio e di Anette verso di lei non hanno nulla a che vedere con il suo piazzamento (mi ha detto che lo sapeva). E così mi ha raccontato che quella coppa per lei era un simbolo. Il simbolo delle volte che siamo andati a correre insieme, ma anche delle volte in cui lei è andata a correre da sola. È la sua riprova che l'essere tornata dagli allenamenti di orientamento di corsa (circa 3 km dopo averne fatti altrettanti nella foresta a trovare i controlli) le è servito. Quella coppa era il suo obiettivo, per se stessa. Il suo premio per gli allenamenti fatti, per aver trovato la costanza. Quando ha superato sul rettilineo finale la ragazza che le stava davanti e poi l'ha vista piangere disperata dopo il traguardo era consapevole che anche quella ragazza si era allenata, e che su quel rettilineo aveva dovuto trovare tutte le energie. Era consapevole che anche lei avrebbe pianto nello stesso modo, e che io e Anette le saremmo stati molto più vicini.
Quella coppa non l'ha vinta per fare contenti noi genitori. L'ha vinta per se stessa. E adesso è lì, in camera, a ricordarle qualcosa di diverso da una gara di corsa. Dice che è proprio come i voti di certi compiti in classe. Sono la prova di aver lavorato bene.

Tornando da scuola oggi mi ha detto che pensava di andare a fare il suo giro di 5 km. Io le ho consigliato di godersi qualche giorno di meritato riposo.