lunedì 9 febbraio 2015

Lo spalmaburro è quasi pronto

Oggi colloquio a scuola di Eleonora. Sono passato a prenderla mentre era nel laboratorio di artigianato/falegnameria. Stava facendo un coltello per spalmare il burro. Il manico ha deciso di farlo terminare con il muso di un gatto, con le orecchie appuntite, che poi decorerà con il pirografo. Quando sono entrato io stava facendo una parte del lavoro di fino per smussare una parte che l'insegnante le aveva consigliato di fare più sottile. Dovrebbe finirlo durante la prossima lezione, poi potrà portarlo a casa.

Quello che fu fatto da Anette e che usiamo regolarmente presto avrà un concorrente...

24 commenti:

  1. Quando leggo questi tuoi post sulla scuola delle bimbe mi vengono in mente solo due opzioni:mi strappo tutti i capelli o mi trasferisco in Svezia!!!

    Complimenti per Eleonora è una donnina dai mille talenti è molto bello che abbia l'opportunità di coltivarli e sperimentare tante diverse cose.

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    1. Grazie! Come va con la Bai jia bei ?

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    2. Ops...cucio un quadrato ogni due settimane, ma per fortuna o purtroppo per ora ho ancora un po di tempo a disposizione, diciamo che ho ancora molti quadrati liberi!!!

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  2. Cosa sta usando - una raspa o un microplane?

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    1. No, sono serio. Mi dicono che il microplane sia stato inventato per uso di falegnameria e che sia stato cooptato in cucina in seguito.

      Dalla fotografia non è chiaro cosa Sofia stia usando.

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    2. Eleonora sta usando una raspa. Ne hanno anche un modello che è un mix di raspa e rasoio (tipo quello che qui si usa per il formaggio).

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    3. Ci credete se dico che in mancanza di raspa abbiamo limato il nuovo ripiano per la cucina con una grattuggia da formaggio ed ha funzionato alla grande?

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    4. Infatti, sono andato a controllare sia su wikipedia che sul sito di Microplane - sembra davvero che abbiano cominciato a produrre attrezzi per lavorare il legno che poi si sono rivelati utilissimi in cucina.

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  3. Mizzica, voglio queste cose anche nelle scuole italianeeeeeee!!!!!!

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    1. Mi ricordo i tristi lavoretti con le mollette e i rotoli di carta igienica. Perfettamente inutili, tutti cestinati negli anni. E' come se nella scuola italiana si volesse far perdere tempo agli alunni, senza lasciargli niente di spendibile nella vita.

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  4. Mi viene voglia di tornare a scuola e fare questi lavoretti *.*

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  5. SupermammaIrene10 febbraio 2015 22:32

    Davvero meraviglioso tutto quello che racconti della scuola Svedese.

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  6. Ciao, io capito qui da un giro di blog.
    Il tuo diario è super bello, ma permettimi di spezzare una lancia a favore della scuola italiana.
    Io ho fatto la scuola pubblica dalle elementari al liceo in Italia, mi sono poi laureata sempre in Italia e ho poi lavorato in Svezia per quattro anni. Lavoravo in una grande azienda farmaceutica. Siamo stati assunti insieme in cinque. Tre svedesi, io, e una ragazza danese. Partiti pari livello, dopo due anni io ero diventata la loro coordinatrice. Dopo altri due anni ho ricevuto una promozione e sono diventata il loro "responsabile". Io non sono affatto ambiziosa, ma sono riuscita a andare più avanti di loro perchè ero più preparata nella mia materia (sono laureata in CTF). I nordici erano molto più abili di me con la tecnologia, ma di sicuro molto più carenti in chimica. Questo per dire che ogni scuola ha i suoi pro e i suoi contro. E anche i diritti dei lavoratori, o meglio la loro possibilità di esercitarli (part-time, orario flessibile etc) dipendono molto dall'azienda. Svedese o Italiana che sia. Di sicuro un'azienda pubblica svedese e una privata nella mia esperienza non erano ugualmete flessibili. Poi io sono ritornata in Italia per amore. Ho un ricordo splendido. Ma non mi sento affatto di dire che la scuola svedese prepari di più di quella italiana. Solo è diversa. Come gli italiani sono diversi dagli svedesi.
    Grazie e un abbraccio, Elisheba

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    1. Ciao. Condivido. In Italia puntiamo più sullo studio individuale, nozionistico, grandi moli di lavoro. Quì molto più lavoro di gruppo e didattica diversa. Entrambi con pro e contro. Preparano in maniera diversa, e i risultati dei test PISA lo dimostrano.
      Io, laureato in ingegneria al Poli a Milano, completato poi con un MBA, all'estero ho sempre avuto solo esperienze positive.

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  7. Fa strano vedere una bimba con attrezzi da falegname, noi in Italia non ci siamo rprio abituati! Anzi, è comune l'idea che per natura una bambina non può essere attratta da cose "da maschio" e viceversa. Ed è molto bello sapere che non è una cosa recente da voi che anche le bambine possano svolgere questo tipo di attività, visto che l'ha fatto in passato anche tua moglie. Complimenti!

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    1. C'era una foto, tempo fa su questo blog. L'ingegnera/architetta di famiglia era Anette, quale che sia la grafia.

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    2. nel post però si capisce che lei abbia fatto falegnameria alle elementari. Il bello è proprio questo: da grande sarai un ingegnere o una parrucchiera, non importa, la possibilità di provare a realizzare oggetti di legno e magari anche altre attività pratiche viene data a tutte, fin dalle elementari e quindi non dipende da indirizzi tecnici intrapresi come può accadere in Italia (dove comunque le ragazze che frequentano istituti tecnici industriali sono pochissime) È una cosa che mi ha colpito moltissimo, in positivo ovviamente, visto che molte mie conoscenti non sanno neanche come si usa un cacciavite!

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    3. Pensa che nell'altra aula di artigianato maschi e femmine stavano facendo taglio e cucito, cosa che io imparai agli scout.

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    4. Anette è ingegnere gestionale e prima aveva fatto il triennio di specializzazione un istituto tecnico a indirizzo informatico dove di ragazze ce n'erano tante, ma era una scuola alla quale si accedeva solo per merito, per cui con una percentuale maggiore rispetto agli istituti tecnici "normali".

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    5. Grazie per la spiegazione, comunque io mi riferivo agli istituti tecnici italiani, dove in genere ci sono classi completamente maschili o al massimo una o due ragazze. Mi sembra chiaro che in Svezia non ci sia tutta questa divisione dei compiti tra i due sessi. È una cosa risaputa ma, come ho scritto precedentemente, constatarlo direttamente con una foto per esempio,quella che tu hai postato, fa stupore, perchè ciò che da voi è normale qui non lo è

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  8. Mi hai incuriosito sui test PISA di cui avevo sentito parlare recentemente in radio. Che sorpresa per Italia e Svezia, risultati poco lusinghieri. Dal mio punto di vista, bene per la Svizzera dato che mia figlia andrà presumibilmente a scuola qui. Non avrei creduto dato che qui i bambini iniziano la scuola solo a 7 anni. Dopotutto forse un'idea non malvagia..

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  9. Che bello vedere una scuola aperta a tutto...agli ultimi colloqui con le insegnanti,la maestra di scienze si è lamentata perché mia figlia è troppo avanti rispetto agli altri e quindi secondo lei non devo alimentare la sua curiosità e voglia di scoprire,perché altrimenti"la bambina in classe si rifiuta di lavorare",parole sue....ah,ovviamente le ha messo 10 a tutte le verifiche e 9 in pagella...

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