domenica 20 febbraio 2011

Nuovo record di Sofia

Nuovo record: 7 passi. Adesso si alza da sola, allarga le braccia assumendo la posizione del surfista per stare in equilibrio, poi inizia con i suoi passetti incerti. Si vede che vuole iniziare a camminare. A volte sembra che pianifichi il percorso, quasi fosse cosciente che ogni 5-6 passi deve avere un appoggio. Eccola quindi alzarsi e fare tre passi, poi si appoggia al puff, poi quattro passi per appoggiarsi alla poltrona e quindi altri quattro-cinque passi sino al divano. L'unico problema è che tende, una volta quasi a destinazione, a lanciarsi sull'ultimo obiettivo. Cosa che va bene se a riceverla siamo Anette, Eleonora o io, molto più problematica quando il traguardo è la cucina giocattolo.

Sofia ha anche mostrato una nuova passione: quella per i pop-corn. Complice il "Melodifestival" (il festival di Sanremo svedese, che si svolge ogni sabato per sei serate), imperdibile visto che all'asilo di Eleonora tutte le bimbe commentano le canzoni, ecco che abbiamo un nuovo appuntamento settimanale dalle 20 alle 21.30.
La cosa in famiglia è stata trasformata in una specie di happening. Eleonora ha negoziato di poter partecipare al televoto durante la serata finale e di poter mangiare i pop-corn durante ogni serata. Sofia ha gradito molto quest'ultima decisione della sorella.

Nota: Questa mattina agli allenamenti di calcio di Eleonora parità assoluta fra papà e soccer moms (9 papà e 9 mamme). Complici forse i meno undici, quasi tutti avevamo il thermos con il caffè, qualcuno aveva anche dei biscotti, quindi a bordo campo (in palestra, al chiuso) si è svolta una specie di colazione collettiva.

sabato 19 febbraio 2011

Una punizione terribile

Pomeriggio, sole splendente, meno sette. Tutti fuori a far sci di fondo.
Una volta rientrati c'è la meritata merenda, secondo la tradizione svedese dovrebbero essere "sju sorters kakor" (sette tipi di dolcetti) fra cui la torta.
Io faccio uno scherzo ad Eleonora e le dico che purtroppo la torta non c'è.
Eleonora mi guarda e dice "se mi fai ancora uno scherzo domani niente baci!"
E come potrei farle altri scherzi oggi di fronte alla prospettiva di una punizione così?

Dev'esser proprio stata bene in questi giorni sola dai nonni

Casa dei nonni, complici i meno 15 siamo tutti in casa. Sofia gioca a ce l'hai con gatto Simon, il resto della famiglia è stato coinvolto da Eleonora in un pic-nic con le bambole (era tanto che non bevevo un tè nel servizio dei puffi). Ad un certo punto Eleonora si alza ed incomincia a saltare sempre più forte.
"Eleonora...guarda che se fai così si rompe il pavimento"
"E allora cosa succede?"
"Che i nonni non hanno più una casa"
"E dove vanno allora"
"Beh...da noi"
"Allora salto FORTISSIMO!!!"

venerdì 18 febbraio 2011

Soli con Sofia

Eleonora è ancora dai nonni, e così Sofia prova l'esperienza di avere Anette e me tutti per se. In effetti è una sensazione particolare, una specie di strano deja vù, il ritrovarsi come quattro anni fa, il concentrarsi su una bimba sola (e contemporaneamente il sentire che l'altra un po' ti manca). Sofia sembra un po' spaesata dall'assenza di Eleonora, ma sembra anche contenta di avere l'attenzione completa di entrambi. È una cosa della quale io parlo con Eleonora le rarissime volte che dice frasi del tipo "giocate solo con Sofia, è ingiusto!", le racconto di quando lei aveva l'età di Sofia e non doveva dividerci con nessuno. Così lei torna nel ruolo di sorella maggiore e rivede subito Sofia come la sorellina. Sofia...chissà quando si stuferà di ereditare alcuni vestiti della sorella e vorrà tutto il guardaroba "nuovo". Chissà se toccherà ad Eleonora fare tutte le "battaglie" per tornare a casa tardi la sera, per dormire fuori, per avere il motorino, e Sofia si troverà la strada spianata. Sono le domande futili che ci poniamo a volte, quelle del tipo "ma se con Eleonora abbiamo iniziato con la paghetta a cinque anni, dovremo fare la stessa cosa con Sofia?". A volte rido da solo pensando che un giorno magari Eleonora ci dirà "ma come, a xx anni può gia fare questo?", anche se in realtà sono convinto che saranno molte di più le volte che si alleeranno. Io aspetto con impazienza il primo giorno in cui andrò al cinema con entrambe le bimbe, mentre temo quello in cui Sofia mi dirà "posso andare in vacanza con Eleonora?"

giovedì 17 febbraio 2011

L'onestà dei bambini

Eleonora è per qualche giorno da nonna Eivor e nonno Bosse. La chiamo per darle la buonanotte.
"Ciao Eleonora, come va?"
"Ciao papà, bene grazie"
"Ti stai divertendo?"
"Si, molto"
"Giochi con il gatto Simon"
"Si, è proprio monello"
"E tu? Sei ubbidiente e fai come dice la nonna?"
"No"
"..."

mercoledì 16 febbraio 2011

Pensieri notturni

Mi piace vedere che Eleonora e Sofia sono contente quando le lascio all'asilo. Segno che si trovano bene. Mi piace ancora di più vederle ancora più contente quando vado a prenderle. Segno che a casa si trovano meglio!

Mi piace sentire che cresciamo ogni giorno di più come famiglia, vedere che Sofia ed Eleonora si sentono sorelle, vedere che cercano mamma e papà. Mi piace che nonostante si vogliano rispettare gli orari del mattino si può fare uno strappo e giocare tutti sul lettone anche di martedì.

Mi piace sentirmi chiamare papà da Sofia ed Eleonora. Mi piace anche quando lo dice Anette. Mi piace essere papà. È una responsabilità importantissima, ma anche un piacere immenso.

Mi piacciono, a dosi omeopatiche, anche i momenti come questo, le notti in cui vieni svegliato da un pianto di Sofia, la prendi in braccio, lei ti vede, ti sorride e si riaddormenta con l'espressione di chi si sente amata e sicura. Forse anche perché guardo Eleonora dormire e so che arriva il momento in cui dormono tutta la notte.

martedì 15 febbraio 2011

Ci bastan poche briciole, lo stretto indispensabile

Mamma Anette in piscina con Eleonora, io a casa con Sofia. Giochiamo insieme in sala, le leggo un libro. Ad un certo punto sembra stancarsi della lettura. Si guarda intorno. Gattona verso il ciuccio e lo mette nel carrello primi passi, poi si guarda ancora intorno, gattona fino al telefonino e mette anche quello nel carrello, perplessa continua ancora a guardarsi intorno come se mancasse qualcosa, quindi espressione contenta quando vede un peluche, gattona, lo prende, mette anche quello nel carrello e solo a quel punto si alza ed inizia a spingere con aria soddisfatta. La seguo. Fa tutta la strada sino alla cucina. Una volta arrivati mi guarda, indica la credenza e dice "kaka" (in svedese: biscotto).
Appena prima di cena forse non si dovrebbe, ma non potevo non darglielo.

lunedì 14 febbraio 2011

San Valentino secondo Eleonora

"Papà, ti voglio bene...più dell'amore!" detto con un calore che oggi potrei uscire in maglietta e pantaloncini nonostante i meno tredici...

domenica 13 febbraio 2011

Un'altra parola nuova e sempre a proposito di pari opportunità

Mentre giochiamo Eleonora mi dice "Sofia mi ha fatto lo sgamberetto".
Io: "si chiama sgambetto".
Eleonora "Ma me lo ha fatto mentre camminavo all'indietro!"

A proposito di pari opportunità, oggi una mia amica di 35 anni, mamma di due bambini ed attualmente in part-time, mi ha raccontato di essere appena diventata direttore del personale (e membro dell'alta dirigenza) della sua azienda, che è fra le prime 30 per capitalizzazione alla borsa di Stoccolma. Congratulazioni (a lei e a chi l'ha scelta!)

Bonus parità

Nel mucchio della posta c'è una busta colorata che è impossibile non notare. La apro ed è il modulo per il "bonus parità". È un modo per incentivare che entrambi i genitori prendano il congedo parentale per più del minimo. Ho quindi scoperto che in pratica, per ogni giorno che ho fatto in più dei 60 giorni riservati a me, c'è un bonus (di una decina di euro al giorno) che cresce progressivamente e raggiunge il massimo per le coppie che dividono il congedo esattamente al 50%. Ho scoperto anche che per Eleonora che il papà stia a casa è una cosa naturale. L'ho scoperto mentre stavamo (finalmente) quasi finendo la casa delle bambole che stiamo costruendo insieme. Mentre discutevamo del cosa succede nelle varie stanze lei mi ha spiegato che in una c'è Ken che gioca con i bambini. "E Barbie" e ho chiesto? "È al lavoro" mi ha risposto.

sabato 12 febbraio 2011

Segni tipici

Ci sono dei segni che rivelano la presenza di bimbi piccoli in una casa e che credo siano abbastanza tipici. Qui da noi sono:
- pezzi di lego nelle scarpe, ma in realtà anche nei posti più impensati. Sofia li nasconde come il cagnolino che sotterra i suoi ossi
- impronte delle manine sulla televisione e sui muri (viva la vernice lavabile)
- rotolo di carta igienica che parte dal bagno e si srotola per tutta la casa
- cose che spariscono per venire ritrovate dove meno te le aspetti: la cravatta che non trovi è diventata uno splendido vestito con stola per la Barbie
- la lavatrice è praticamente in moto perpetuo. Sofia ed Eleonora hanno la facoltà di sporcare i vestiti, e non solo i loro, con una dedizione quasi ammirabile
- libri, giornali e riviste lasciati a portata di Sofia vengono accuratamente masticati e strappati
- Ho ciucci nelle tasche di ogni giacca

venerdì 11 febbraio 2011

Quella luce negli occhi

Anette ha una "tjejmiddag", la classica cena sole donne. Ecco che quindi sono a casa da solo con Eleonora e Sofia. A Sofia hanno appena regalato un gioco di quelli in cui bisogna mettere il cubetto della forma giusta (dado, cilindro, ecc.) nel buco giusto. Sofia gioca. Io ed Eleonora osserviamo. Mi ero dimenticato quello sguardo di orgoglio e soddisfazione che c'è negli occhi di una bimba di 14 mesi quando "capisce" come deve fare, quando riesce in quello che fa. Io sorrido in silenzio, Eleonora fa la sorella maggiore: spiega, aiuta, incita. Faccio vedere anch'io a Sofia, mi butto nel gioco. Lei imita, poi fa da sola. Ride, si fa da sola applausi ai quali io ed Eleonora ci aggreghiamo. Quella luce negli occhi di Sofia è fantastica: autostima che si forma, orgoglio, gioia di crescere. Per un po' viviamo in una bolla fuori dal tempo fatta di cubetti e cilindrini. Penso siano passati una ventina di minuti, in realtà è passata ben più di un'ora. Mentre faccio addormentare Sofia posso ancora vedere nei suoi occhi quella luce.

giovedì 10 febbraio 2011

Quando sono le bambine a decidere

Questa mattina ero nel walk-in closet quando entra Eleonora che decide di aiutarmi a scegliere come devo vestirmi. Per sicurezza io ho scelto un abito grigio scuro, poi ho lasciato a lei la scelta di camicia, cravatta e pochette.
"Hmmm...ecco papà...come camicia questa"
"Ah...quella a quadretti rosa...va bene"
"E come cravatta...questa"
"Ah, quella rosa scura, bene...e come pochette?"
"Questa!"
"Ah, lo stesso rosa della camicia, bene, ottimo abbinamento cromatico!"

Appena indossato il tutto Eleonora ha detto estasiata "sei proprio elegante, papà". Sofia ha applaudito.

E così sono al lavoro con camicia, cravatta e pochette rosa. Think pink!

mercoledì 9 febbraio 2011

Concerto di mezzanotte con valzer e tetris

È quasi mezzanotte, tutto tace in casa. Poi un colpetto di tosse di Sofia. Eleonora, nel sonno, "risponde" con un colpetto di tosse. Starnuto di Sofia. Starnuto di Eleonora. Lo starnuto di Sofia le ha fatto perdere il ciuccio. Inizia a piangere. Svegliata dal pianto inizia a piangere anche Eleonora. Nel frattempo mamma Anette aveva preso in braccio Sofia. Cambio, giro di valzer: io prendo in braccio Sofia e Anette consola Eleonora. Porto Sofia nel lettone e si calma subito. Anette si mette a letto con Eleonora. Dopo una mezz'oretta tornerà nel lettone dove Sofia dorme alla grande, ma rigirandosi come un pollo sullo spiedo fa di tutto affinché Anette ed io non si riesca a dormire.
Verso le quattro del mattino noto che Anette dorme con la testa al posto dei piedi ed i piedi dove di solito c'è il cuscino mentre Sofia dorme accucciata con il sedere per aria e le ginocchia sotto la pancia. Io trovo una posizione ad incastro e mi addormento. È una delle cose che ho imparato a militare, a dormire dovunque.

martedì 8 febbraio 2011

E la tartaruga come fa?

Mentre mamma Anette è in piscina con Eleonora io sono in sala con Sofia. Lei ha deciso che devo leggerle un libro. Quello con gli animali. Solo dopo qualche minuto mi rendo conto che uno che osservasse la scena da fuori vedrebbe una bambina che indica un animale, un papà che inizia ad abbaiare, miagolare, muggire, ragliare, eccetera, e quindi la bambina che inizia ad applaudire, e così il papà mette ancora più enfasi ed energia nel prossimo verso. Mi rendo anche conto che Sofia sembri un po' delusa dal fatto che io non sappia fare il nè verso della tartaruga nè quello della stella marina. Inoltre credo che forse alcuni dei suoi neuroni pensino che la medusa faccia "ahi ahi!". Però sembra veramente che si diverta.

lunedì 7 febbraio 2011

Si ricomincia

E così è finito il congedo parentale, la prova è che ho tolto la risposta automatica in Outlook.
L'inserimento di Sofia è andato fin troppo bene, visto che alla mattina quando la porto al nido cerca di saltare dalle mie braccia a quelle di Vicki. Questa mattina, segno massimo di fiducia, una volta in braccio a Vicki ha persino voluto darmi il suo ciuccio, segno che proprio si trova a suo agio.
Febbraio sarà un mese di transizione, visto che Anette lavora al 50%.
Mentre inizio a segnare sull'agenda le domeniche a calcio, i lunedì in piscina ed i martedì a danza con Eleonora, inizio veramente a comprendere quale fantastico privilegio è stato quello di poter stare a casa questi quattro mesi. Sono strafelice di aver fatto quest'esperienza. Quattro dei miei colleghi iniziano il congedo nel giro di due-tre settimane. Uno di loro farà sei mesi a casa. Tempo ben speso.

domenica 6 febbraio 2011

Vantaggi degli sport di squadra

Ci sono dei vantaggi ad avere una figlia che pratica uno sport di squadra (nella fattispecie il calcio): basta che uno si guardi intorno e spariscono molti dubbi. Si perché quando Eleonora torna dall'asilo ogni giorno con qualche livido nuovo perché "sono scivolata giocando alle winx club" o "mi sono scontrata con xyz giocando a ce l'hai" uno si preoccupa un po'...poi vedi che non c'è una delle compagne di squadra che non abbia le sue belle macchie gialle-blu (che lo facciano per patriotismo svedese?) allora ti tranquillizzi. Oppure ti chiedi se è normale che ci rimanga così male per un gol preso...poi vedi che una dell'altra squadra si mette a piangere ogni volta che subisce un gol. O ancora, a volte ti sembra un po' scoordinata, poi la vedi correre di fianco alle altre e scopri che non è assolutamente così, anzi. Fa bene anche a me come genitore, che a volte mi chiedo se sono troppo apprensivo o troppo severo o troppo permissivo, guardarmi intorno, vedere gli altri genitori, vedere come si comportano e che rapporto hanno con le proprie figlie. Ok. Sono l'unico che fa la ola...ma Eleonora ha fatto veramente un gol splendido!

sabato 5 febbraio 2011

Immagini dal futuro

Io ed Eleonora giochiamo in camera sua. È raggiante. A colazione abbiamo deciso che fra due settimane andrà a stare per un paio di giorni da nonna Eivor e nonno Bosse. Lei ad un certo punto prende un telefonino finto e simula una chiamata ad una sua amica. Le racconta della festa di compleanno a cui è stata settimana scorsa, poi inizia a fare piani per questo fine settimana. "Vieni qui a prendere un tè e poi andiamo al cinema domani?" "Ci vediamo in biblioteca oggi pomeriggio?" Ed io vedo davanti a me immagini della prima volta che avrà le chiavi di casa, di quando starà fuori a dormire, ma non sarà dalla nonna. Penso all'immagine del genitore arcere e mi chiedo se sarò capace di lasciar partire la freccia o se cercherò di tenerla ancora un pochino con la scusa che l'arco non è ancora abbastanza teso, che si, adesso lascio, sto solo prendendo la mira.
Poi penso che se sono qui, a 2000km dalla mia Milano, se questa splendida bimba e sua sorella sono nate e sono proprio loro è perché io ho avuto la fortuna di avere arceri che hanno avuto la forza di lasciar volare la freccia (perché in certi casi ci vuole molta più forza a lasciare che a tenere).
E mentre sono assorto nei miei pensieri Eleonora mi dice "papà, domani mi porti TU a vedere Rapunzel al cinema, vero?"
"Certamente!" le rispondo, e già mi pregusto le immagini di noi due al cinema con i popcorn.

venerdì 4 febbraio 2011

Fra Rapunzel e Medusa

Ad Eleonora non abbiamo mai tagliato i capelli (tranne la frangia). Ha compiuto cinque anni il novembre scorso, quindi, come si può immaginare, ha i capelli abbastanza lunghi, che se non vengono pettinati praticamente ogni giorno la trasformano da Rapunzel a Medusa.
Pettinarla la mattina può essere di tutto, da una terapia ad un piccolo inferno. Certe mattine è un piacere spazzolarle delicatamente i capelli e parlare di che cosa ha sognato o di che cosa farà all'asilo. Altre mattine, specialmente quando si ha fretta, i pensieri vanno a Sinead O' Connor.
Ci sono poi le volte in cui ti chiede la treccia o i codini o le trecce alla Pippi, che uno la guarda e sembra quasi di avere una bambina diversa ogni giorno.
Questa mattina poi c'è stato una nuova combinazione: io pettinavo Eleonora che a sua volta, contemporaneamente, pettinava Sofia, e fra la calma dei gesti e le risatine delle bimbe ho scoperto un nuovo momento di trascurabile felicità.

giovedì 3 febbraio 2011

Come giri sulla giostra

C'è nonna Eivor in visita da noi. Cosa che fa sempre piacere.
Deve far piacere anche a anche a Sofia visto che mentre è in braccio a me indica chiaramente che vuole andare in braccio alla nonna.

E una volta in braccio alla nonna dopo un po' dice "mamma" ed indica chiaramente che vuole andare in braccio alla mamma.

E una volta in braccio alla mamma dopo un po' dice "papà" ed indica chiaramente che vuole venire in braccio a me.

E così via, una volta in braccio a me dopo qualche minuto ri-indica nonna Eivor.

E noi chiaramente la accontentiamo...

Mi viene da dire "Altro giro, altro regalo!", come urlavano alle giostre quando ero bambino.

mercoledì 2 febbraio 2011

Fai come faccio io

A volte la cosa più bella è semplicemente guardare, lasciare che le bimbe facciano da sole, senza mettersi in mezzo. Ecco che Eleonora decide di insegnare a Sofia che i pastelli a cera non sono cose da mangiare ma strumenti per disegnare: "Guarda, si fa così...fai come faccio io". Sofia ha guardato attentamente per una trentina di secondi, ha anche cercato di imitare la sorella maggiore per 10 secondi...poi si è rimessa in bocca il pastello a cera.

martedì 1 febbraio 2011

Piccole soddisfazioni mattutine

Mattina lenta. Mamma Anette e Sofia dormono nel lettone (o meglio, Sofia dorme, rigirandosi e scalciando così da far sì che mamma Anette non possa dormire più di tanto). Io sveglio Eleonora che è in catalessi. Non dice nulla. Si muove come una bradipina durante tutte le operazioni di lavaggio e vestizione. Vestizione che continua mentre fa colazione, finita la quale proferisce la prima frase compiuta della giornata: "papà, fai il latte con la cioccolata più buono del mondo. Con i grumi proprio come piace a me. Sei bravissimo!".
Ed il fatto che la frase sia arrivata dopo una mezzoretta di grugnitini e silenzi non importa più!

lunedì 31 gennaio 2011

E la sauna degli uomini si colora di rosa

Il lunedì sera per Eleonora vuol dire piscina. E dopo la piscina adora fare la sauna (dev'essere la parte svedese del DNA). Ci sono due saune, una nello spogliatoio degli uomini ed una in quello delle donne. Sono sia per chi va in piscina che per chi si allena nella palestra dello stesso impianto.
Quando accompagno io Eleonora lei si cambia nello spogliatoio degli uomini. Di solito siamo sempre almeno in un paio di papà che accompagnano delle bimbe. Stasera eravamo in cinque, e tutte le bimbe hanno deciso di fare la sauna. Sauna che quindi in pochi secondi si è trasformata. Prima solo adoni con asciugamani scuri, di quelli con scritte tipo Gold's Gym. Poi, improvvisamente, un fiorire rosa di asciugamani di principesse ed Hello Kitty. Da dietro il vetro della sauna io e gli altri papà non siamo riusciti a non ridere.

Sono già passati quattro mesi...

Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...certo che passa in fretta il tempo. 123 giorni. Non sono successe cose che pensavo succedessero (ad esempio che Sofia camminasse - non la cosa mi preoccupi, anzi, ma solo perché Eleonora ad un anno lo faceva e quella era la realtà che conoscevo) e sono successe cose che non pensavo (ieri sera Eleonora ha letto una frase intera, e vedere nei suoi occhi la gioia e l'orgoglio mentre trasformava quei segni in parole è una sensazione fantastica). Mi sono anche reso conto come una delle cose che più mi permette di godermi il congedo è il supporto che mi da Anette. Stare a casa aiuta a diventare ancora di più famiglia. Aiuta a vedere le cose da un punto di vista spesso sconosciuto, e ti aiuta a capire quanto c'è che hai sempre dato per scontato ed invece è il frutto del lavoro dell'altra metà del tuo cielo.
Grazie, Anette. Il fatto che questi mesi siano un'esperienza meravigliosa è anche merito tuo. Tack så mycket.

domenica 30 gennaio 2011

Argomento delicato

Un articolo molto interessante di Enzo Baldoni che invita le mamme a parlare di pedofilia alle proprie bimbe ed un episodio successo qualche giorno fa hanno portato me ed Anette a parlare di come affrontare con le bimbe proprio il tema della pedofilia.
L'episodio si è svolto quando Eleonora ha avuto una sua compagna d'asilo qui a giocare. Ad un certo punto questa bimba si è fatta la pipì addosso ed in me è quasi scattato il panico. Davanti ad una cosa che con Eleonora ho fatto tante volte (togli gli indumenti bagnati, bidè, indumenti nuovi) ecco il timore di fare un gesto che possa venir malinterpretato, raccontato in modo strano, frainteso. Io ho preso mutande e tights asciutti e poi ho chiesto ad Eleonora di aiutarmi. Dentro mi sentivo strano. Mi dicevo "ma perché preoccuparsi? posso fare tutto proprio come fosse una mia figlia". Mi dicevo anche "fosse successo ad Eleonora a casa della sua amica certo che sarei contento se il papà dell'amica aiutasse...oppure?" Mi sono tenuto a distanza. Le bimbe hanno in pratica fatto tutto da sole. "Per fortuna hanno cinque anni e non uno o due di meno", ho pensato.
Non condivido tutto l'articolo di Baldoni. Non penso che "per qualsiasi uomo una bambina è una grande tentazione sessuale", mi lascia, forse erroneamente, un pochino perplesso l'invito alle mamme affinche il proprio uomo non dorma solo con la bimba (anche se Baldoni scrive "specialmente se non è il papà"). Condivido però pienamente l'invito di Baldoni a parlarne. Con Anette stiamo già ragionando sul come. Grazie Enzo.

sabato 29 gennaio 2011

Tutto è relativo

Anette mi dice che secondo lei Sofia ha la febbre. Io prendo Sofia, le sento la fronte e dico che a me sembra fresca. Anette, pragmatica, prende il termomero e le misura la febbre: 38.3
Poi mi guarda e misura la febbre anche a me: 38.8
Ecco perché mi sembrava fresca.

venerdì 28 gennaio 2011

Cosa resterà dei miei anni '70?

Che sensazione strana ascoltare con Eleonora le canzoni di quando ero bambino. Furia, la tartaruga, ci vuole un fiore... Guardo Eleonora e penso a quando avevo la sua età, quando ero io ad ascoltarle e chiedere a mamma o papà cosa volessero dire certe parole. Adesso lei queste canzoni le ha imparate, le canta (mischiandole agli Abba ed a canzoni dell'hit-parade più recente), qualcuna la sta facendo sua. Chissà se le insegnerà a sua volta?
Mi chiede di raccontarle di quando ero bambino e mentre lo faccio uso termini come "45 giri" e "macchina da scrivere". Lei mi guarda fra l'incuriosito e lo stupefatto, ed io mi chiedo come sarà il mondo quando sarà lei a raccontare della propria infanzia ai suoi bambini.

Frankenstein Jr.

Come massimo Sofia è arrivata a fare 4-5 passi. Adesso oramai si tira su da sola, anche senza appoggiarsi alle cose. Una volta in piedi si fa un primo applauso, poi rimane in equilibrio. Si guarda intorno, poi inizia i passetti. Per bilanciarsi apre le braccia, tenendole rigide. Anche i passetti sono leggermente rigidi. L'andatura ricorda proprio quella di Frankenstein...ma lei e decisamente più bellina!

Quella del camminare è solo una delle cose che mi sembra stia sviluppando più velocemente da quando va al nido. Ce ne sono altre. Ad esempio beve da sola dalla borraccia, cosa che prima non aveva mai fatto. Anche per il mangiare vuole fare un po' più da sola. Non so se sia autosoggezione, ma mi sembra che inizi a relazionarsi con gli altri bambini, anziché giocare da sola, inoltre indica i libri che vuole le si leggano.

Nota: A tavola al nido hanno i posti fissi. Su tre tavoli e con tutti i posti disponibili è capitata proprio davanti ad Axel.

giovedì 27 gennaio 2011

Se tutto fosse facile come la tecnologia

"Pronto"
"Pronto, buongiorno, sono la dottoressa. Sono arrivati gli esiti. Purtroppo è un infezione, quindi devo prescriverle dell'antibiotico per la bimba".
"Acc. Dannaz. Malediz. Vabbè, per lo meno sappiamo cos'è".
"Quanto pesa la bimba?"
"24 kg"
"hmm..dunque quindi la dose è questa. Bene. Metto la ricetta elettronica nel sistema. Arrivederci."
"Arrivederci".

Viva la tecnologia. In farmacia dò il numero personale di Eleonora, la farmacista verifica il mio documento, verifica il peso della bimba e dopo pochi minuti ho in mano il flaconcino. Sullo scontrino c'è scritto di tutto, persino quanto manca ai 180 euro di tetto annuali oltre i quali non si pagano più le medicine. Sull'etichetta ci sono le dosi. Quattro pillole al giorno, tre volte al giorno. Pillole... Pillole! Ma Eleonora non ha mai preso delle pillole perché odia visceralmente ingoiare le cose. "Basta un poco di zucchero" cantava Mary Poppins. Magari! Hmmm... provo con un cucchiaino di yogurt con dentro una pillola? No...non mangia lo yogurt. Mettiamo prima l'acqua in bocca e quando hai le guance a cricetino infilo la pillola? Ecco, bene, fai la fontanella che sembri un putto. Pillola nel bicchiere e manda giù tutto. Ma come? Si è attaccata la pillola al bicchiere? Ne voglio uno di teflon!
Alla fine ci siamo riusciti. Ho trovato il punto della lingua dove appoggiare la pillola senza che poi me la ritrovi sotto la lingua dopo che ha bevuto. Ah, se tutto fosse facile come la tecnologia.

Eleonora-Stefano 1-0

È successo. Non che non l'avessi messo in preventivo, ma...beh, forse non pensavo sarebbe successo così presto. E invece... in questo quarto giorno a casa con Eleonora che ha ancora un po' di febbre lei mi ha battuto ad un videogioco. Il bowling del luna park di Dora l'esploratrice, per l'esattezza. Io ho fatto uno sbaglio, lei non ha lasciato nemmeno un birillo in piedi in nessuno dei 10 frame. Quattro strike e sei spare per essere precisi. Verifico se il paracetamolo è considerato doping o accetto la sconfitta? O forse è proprio così che si insegna ai bambini che non si può sempre vincere, con l'esempio. Niente rivincita, le stringo la mano. Mi congratulo con lei...appena finisce il ballettopolo della vittoria che oramai dura da cinque minuti buoni...

mercoledì 26 gennaio 2011

Scene pomeridiane

Selezione di qualche episodio accaduto oggi dopo mezzogiorno:
- Eleonora che rovescia il mio caffè sul tappeto persiano
- Epistassi di Eleonora (non collegata all'evento di cui sopra)
- Sofia che inventa un nuovo percorso Stokke-seggiolone-tavolo della sala da pranzo
- Sofia che lacera a brandelli il quotidiano (per fortuna che c'è anche in rete...)
...e siamo solo alle 15.28...

Terzo giorno a casa con Eleonora

La febbre è scesa, ma c'è ancora qualche linea. Meglio quindi non rischiare, visti anche i -7 che ci sono fuori.
Il primo giorno è stato dedicato ai cartoni. Accoccolati sul divano dose massiccia di cartoni animati in italiano. Ieri è stato il giorno dei libri. Fiaba dopo fiaba ci siamo fatti i classici. Oggi, visto anche che sta meglio, è la giornata "attiva" del taglia ed incolla. Per il pomeriggio ha già detto che vuole costruire con il lego. Considerando che dalle due ci sarà anche Sofia prevedo un pomeriggio movimentato...

martedì 25 gennaio 2011

Inserimento riuscito

Credo si possa dire che l'inserimento è riuscito. Quando sono entrato a prendere Sofia al nido era con altri bambini in un "recinto" di gommapiuma, tutti intorno alla maestra che leggeva. Sofia mi ha visto, ha sorriso, poi uno sguardo che diceva "aspetta eh, appena finiamo gli animali della fattoria arrivo". E infatti, finiti gli animali si è tirata su alzando le braccia per farsi prendere in braccio.

Io inizio a pensare che anche per me sia ora di tornare alla vita lavorativa. Da cosa lo capisco? Mentre stendevo i panni mi sono ritrovato a canticchiare Baglioni...

A casa con Eleonora

Eleonora continua ad avere la febbre alta. Visti anche altri sintomi chiamiamo l'ambulatorio alle 8.15. Ci dicono di passare alle 9.30 per la visita e l'analisi del sangue e delle urine. Ad Eleonora non divertono proprio le punture, neanche quella sul dito per prendere un paio di gocce di sangue. La dottoressa, che è affascinata da come Eleonora si lamenti in italiano quando guarda me, ma in svedese quando guarda lei, ha una serie di trucchi per distrarla per farle il prelievo, da un dolcissimo peluche al farle scegliere in anticipo quale adesivo vorrà come premio. Mentre Eleonora addocchia l'adesivo che le interessa... pic! fatto. Il lamento di Eleonora vuol dire più "capperina me l'avete fatta" che "ahi! che male".
Sulla strada del ritorno passaggio in pasticceria visto che solo la mamma e la nonna fanno i dolcetti alla cannella meglio della Råsundabageriet, ma purtroppo la prima è al lavoro e la seconda a 70km. Mi sa che devo farmi dare la ricetta.

lunedì 24 gennaio 2011

Dalle nove alle due orario continuato

E così Sofia ha fatto il suo primo giorno dalle 9 alle 14, che è quanto pensiamo di lasciarla al nido sino al primo di marzo. Poi lavoreremo entrambi a tempo pieno quindi prevediamo di passare al lasciarla al nido dalle 9 alle 16.

Secondo Vicki Sofia ha fatto tre passi di fila. L'altro giorno davanti a me ed Eleonora ne ha fatti un paio. Mi sa che a breve inizia a camminare per davvero. Per il momento si mette in piedi e poi passa da un sostegno all'altro. Studia i percorsi guardando dove appoggiarsi come un alpinista di roccia studia dove appigliarsi: tavolo-sedia-carrello porta vivande-sgabello-davanzale. Sposta sedie e sgabelli per crearsi il percorso. "Purtroppo" il nuovo gioco preferito è quello di arrampicarsi e poi stare in equilibrio sulla Stokke. La sposta per raggiungere l'obiettivo ambito e poi ci sale. Sembra quasi una surfista. Non ci fosse la neve le metterei su i Beach Boys...

Mattina diversa

I bambini ti danno tanto. Vero. Eleonora riuscì persino a darmi qualche miliardo di virus sotto forma di varicella. Questa volta è stata Sofia che ha portato con se dall'asilo una gastroenterite (si vede che Vicki aveva riconosciuto quel simpaticone del rotavirus venerdì quando mi ha chiamato) che ha colpito tutti, ospiti compresi. Sofia e la mamma però da ieri stanno bene. Eleonora un po' meno. Ecco che quindi stamattina io sono a casa con Eleonora, mentre Anette ha portato Sofia all'asilo.
Lo so, qualcuno dice che non bisognerebbe far associare al bambino l'essere ammalati con il venire coccolati in maniera ancora più dolce. Dicono che uno guarisce prima senza le coccole extra. Io però coccolo un po' di più Eleonora mentre guardiamo Ratatouille, e mentre il topolino arriva a Parigi ecco che a me arriva l'SMS di Anette. Tutto bene. Sofia ha fatto i 10 secondi di pianto di circostanza, ma aveva smesso prima ancora che Anette fosse uscita dal cancello. Bene. Vado a prendere un biscotto per Eleonora...ed uno per me.

domenica 23 gennaio 2011

Momenti di trascurabile felicità

Secondo Francesco Piccolo sono quei momenti che possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino ad un attimo prima non avevi considerato. Sono in realtà quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio. Mi vengono in mente ad esempio:

- Quando porto Eleonora all'asilo in scooter e la sento stringersi a me un pochino più forte (e non siamo mai andati a più di 30 km/h)
- Quando ho appena comprato una sorpresa per le bimbe o per Anette (non sono capace di tenere le sorprese, basta che Anette mi guardi negli occhi perché mi chieda cosa le ho comprato)
- Quando metto un vestito ad Eleonora, e più ancora a Sofia, e mi rendo conto che è diventato troppo piccolo
- Quando Eleonora parla nel sonno e lo fa in italiano
- Quando seduto in macchina guardo la cravatta in ufficio dopo che Sofia si è preoccupata che io vestito in modo coordinato e quindi mi ha lasciato le sue impronte sia sulla cravatta che sulla pochette
- Quando sento gli altri raccontare i loro momenti e penso a quando le bimbe hanno fatto una cosa simile, o se e quando la faranno

sabato 22 gennaio 2011

Serenata mattutina

Sabato mattina. Svegli solo io e Sofia. O meglio, sveglia lei quindi sveglio anch'io. Mentre le preparo la colazione le racconto che ieri sera (e poi dicono che gli svedesi non hanno fantasia) Peter, il gestore del ristorante, saputo che era il nostro anniversario verso il momento del dolce è uscito dalla cucina con un ukulele ed è riuscito a coinvolgere i presenti ad intonare "bella notte" la canzone di "Lilli e il vagabondo". Lo ha fatto discretamente, senza dire nulla, senza neanche venire al nostro tavolo, solo qualche scambio di complici occhiate.
E mentre la imbocco e le racconto questo fatto le canto anch'io "bella notte". Sofia dev'essere ancora un po' stanca perché la canzone le fa più da ninna nanna che da serenata. La adagio sul divano e faccio un caffè.

venerdì 21 gennaio 2011

Piccolo incidente di percorso

Questa mattina prove di logistica "definitiva", complice un messaggio di ieri dove mi veniva richiesto di partecipare ad una riunione al lavoro che necessitava la mia presenza (messaggio con quasi due righe di scuse essendo noto che sono a casa in congedo), chiaramente la mattina che Anette aveva già in agenda una riunione improrogabile alle 8.15.

Le operazioni di colazione, vestizione e trasporto ai due asili sono andate benissimo, anche grazie ad Eleonora che mi ha fatto notare che le stavo per lavare i denti prima che avesse finito tutta la colazione.

Poi l'imprevisto. Per fortuna quasi verso la fine della riunione, il telefono in modalità silenziosa mostra la chiamata che scatena sudori freddi e palpitazioni a qualsiasi genitore: "Chiamata in arrivo: Asilo Sofia"...scambio di occhiate e con flemma britannica esco dalla sala riunioni. Al telefono Vicki m'informa che Sofia non sta tanto bene e che quindi sarebbe stato bene andare a prenderla.

Per fortuna che zia Daniela è qui in visita e che ieri, in via previdenziale, l'avevo presentata a Vicki indicandola come persona autorizzata a prendere Sofia. SMS di conferma a Vicki e cambio di schema della riunione (su suggerimento del General Manager) per permettermi eventualmente di andar via prima. Mentre io finivo la mia presentazione vedo il messaggio "Presa. Tutto bene, dorme". Sospiro di sollievo e zia Daniela da santificare. In realtà due volte visto che questa serà farà lei da baby-sitter mentre Anette ed io andremo a celebrare i nostri primi 15 anni insieme. Cenetta da soli...ma solo dopo aver festeggiato tutti insieme con una mega merenda a base di semla, il dolce tradizionale di questo periodo farcito di pasta di mandorle e panna montata della quale si narra che nel 1771 il re Adolfo Federico se ne ingozzò sino a perire.

PS A chi passasse da Stoccolma e volesse provare un ristorante che è una vera perla nascosta nota quasi solo ai locali consiglio http://www.regissorsvillan.se/  DS

giovedì 20 gennaio 2011

Riposino ok!

E anche il riposino è andato bene! Secondo Vicki avrebbe anche dormito di più se la sua vicina di materassino non si fosse svegliata decidendo di cantare la ninna nanna a tutti gli altri bimbi, ottenendo però l'effetto di svegliarli tutti.

Adesso siamo a casa e sta giocando con zia Daniela. Credo stia cercando di insegnarle lo svedese essenziale e di aiutarla ad orientarsi in casa nostra visto che le dice "kaka" ("biscotto") e "där" ("lì") indicando la credenza.

Eleonora ha deciso di invitare un'amichetta a far merenda da noi dopo l'asilo per presentarle la cuginetta Ilaria. Che Ilaria non parli lo svedese non la preoccupa. Ha detto che traduce lei visto che parla "svedese, italiano ed anche un po' di hello-goodbye" (che è come lei chiama l'inglese).

Ma è nel DNA?

Mercoledì sera, due visite, una attesa ed una a sorpresa. Quella attesa è quella di zia Daniela e della cuginetta Ilaria, quella a sorpresa è quella di nonno Bosse. Per fortuna che c'è una torta allo zafferano, di quelle ricoperte con la granella di zucchero.
Premetto che se c'è una cosa che ha sempre fatto imbufalire nonno Carlo e nonna Marghe è il mio piluccare mandorle e granella di zucchero da panettoni e colombe pasquali varie. Negli anni ho sviluppato una tecnica per privare completamente il dolce dalla glassatura senza intaccarne la crosta. Questa è una cosa che Sofia però non mi ha mai visto fare. Beh, cosa succede appena Sofia dal seggiolone vede il dolce a centrotavola? Gesto inconfondibile! Datemi una fetta. Appena presa la fetta però non la mangia...non accenna nemmeno a mettersela in bocca...inizia a piluccare la granella di zucchero...granello per granello...per me glielo ha insegnato nonno Carlo durante l'ultima visita a Milano...

mercoledì 19 gennaio 2011

Per me c'è il trucco

Non ci credo. Sta andando tutto troppo bene. Per me c'è il trucco. Oggi ho lasciato Sofia in braccio a Vicki ed i secondi di lamento, non più di pianto, sono stati poco più di una decina. E quando sono tornato a prenderla era ancora a tavola e non mi ha degnato nemmeno di quel pianto "colpevolizzatore" che a volte hanno i bambini e che vuol dire "perché te ne sei andato?". Anzi, mi ha visto ed ha continuato a mangiare il suo bocconcino di pollo e verdure fritto quasi a dire "visto che me la cavo anche senza di te?".
Poi però finito il bocconcino si è tolta il bavaglio da sola, mi ha sorriso allungando le braccia verso di me e ha detto "papà!". Una volta in braccio poi mi ha dato uno di suoi bacetti sbauscetti e si è accoccolata con la testa sulla mia spalla.

Domani grande prova: il riposino dopo pranzo.

PS Una cosa bellissima di oggi è stata che un paio dei bambini più grandi l'hanno salutata con un bel "hej då Sofia" ("ciao Sofia") mentre uscivamo. DS

martedì 18 gennaio 2011

È andata meglio del previsto

Alle 11.30 Vicki mi ha dato il benvenuto con un sorriso raggiante e dicendomi che tutto era andato benissimo. Sofia ha giocato, si è divertita ed ha mangiato (in parte) da sola. Da sola?? Ma a casa non lo fa mai. Il cucchiaio per lei è un'evoluzione del pennello. Serve per spargere sui muri più cibo alla volta. Che faccia bene andare al nido piuttosto che stare con il genitore-curling che ti sta davanti con la scopetta per toglierti tutte le insidie dal cammino?

Domani si replica, per vedere se oggi è stata un'eccezione. E se tutto va bene giovedì si ferma anche a fare il riposino.

Una sensazione nuova

Mattina che è iniziata con me che mi sveglio con entrambe le bimbe nel lettone e con il profumo di caffè che mi ha fatto Anette. Lei dice che non lo fa per me, che lo fa per se stessa, perché sono intrattabile sino a che non ho bevuto il caffè, ma mentre lo dice negli occhi le si leggono sia l'umorismo che tanto amore. Venerdì sono 15 anni che siamo insieme.

La sensazione nuova oggi è quella di essere a casa poco dopo le nove...da solo. Lasciata Eleonora all'asilo ho portato Sofia e la maestra mi ha detto di provare a salutarla subito dopo averle tolto la tutona e che ci vediamo alle 11.30 quando i bambini avranno finito il pranzo. Sofia ha accennato un pianto, ma dal parcheggio ho visto che già sorrideva.

Mi godo il silenzio della casa. Domani sera arrivano da Milano zia Daniela e la cuginetta Ilaria. Eleonora questa mattina era raggiante. Adora giocare con la cuginetta nonostante Ilaria sia già in terza media. Io guardo Ilaria e penso a come sarà Eleonora a 13 anni. Siamo già quasi a metà strada...

lunedì 17 gennaio 2011

30 secondi

Trenta secondi. Non uno di più, non uno di meno. È stato il pianto di Sofia oggi quando l'ho salutata per lasciarla "da sola" all'asilo. Ed era passato solo un quarto d'ora da quando eravamo arrivati.  Avevo letto solo poche pagine del libro quando Vicki mi ha detto che potevo salutare e andare. Ma come? Di già? Il fatto poi che Sofia abbia pianto così poco mi ha sorpreso ancora di più, ma mi ha fatto anche molto piacere.
Vicki mi ha poi chiamato dopo un'ora abbondante (anziché l'ora e un quarto patuita) per dirmi che Sofia si stava addormentando e che era meglio se passavo a prenderla un po' prima. Insomma, l'inserimento procede bene.

Domani grande passo: Sofia si ferma a mangiare.

E un altro grande passo, nel vero senso della parola, lo ha fatto domenica. Si è alzata da sola e ha fatto un passo "vero" rimanendo poi in equilibrio. Adesso quando la si mette in piedi rimane in piedi stabile. Fa anche dei piegamenti sulle gambe. Poi si rimette in piedi, stabile. Quindi si fa degli applausi da sola. O forse invita gli altri ad applaudire?

domenica 16 gennaio 2011

La dura legge del gol e quella della chimica applicata al bilinguismo

Domenica mattina. È ancora un po' scuro, siamo sotto zero e nevischia. Uno vorrebbe stare in casa, ma oggi ricominciano gli allenamenti di calcio di Eleonora. Al semaforo scambio di sguardi con il papà nella macchina di fianco. Un tempo uno poteva ricevere sguardi di sfida del tipo "facciamo a chi arriva prima al prossimo semaforo?", adesso ci si scambia sguardi di solidarietà del tipo "ti capisco, fratello".
In macchina parlo con Eleonora. Parliamo italiano, ma occasionalmente lei infila un'espressione svedese. Una parola. Un verbo. Io ripeto la frase interamente in italiano, lei mi spiega che lo sa, ma che con la parola che ha scelto lei "è più veloce". Ecco la sua logica. Proprio come i sistemi chimici che tendono al minimo dell'energia. Perché dire "lavare i piatti" quando si può dire "diskare" ("diska" in svedese vuole appunto dire "lavare i piatti") oppure "tirare lo sciacquone" quando si può dire più semplicemente "spolare"? La cosa interessante è che coniuga e declina correttamente il verbo svedese in italiano. Ridiamo insieme mentre siamo arrivati al campetto (al coperto) per gli allenamenti. Le bambine ci sono tutte. Si ricomincia. "Codini" contro "trecce". Forza AIK!

sabato 15 gennaio 2011

Lezioni mattutine di italiano (con imprevisto)

"Porta, Sofia, questa è una porta...porta"
"aperta...chiusa...aperta...chiusa"

"e questo è un cassetto...cassetto"
"aperto...chiuso...aperto...chiuso"

"e questa è una lampada...lampada"
"accesa...spenta...accesa...spenta...acce... fulminata!"

PS Adesso quando sente la parola "biscotto" Sofia indica l'antina dove ci sono i biscotti e se presa in braccio la apre. Guardo fra l'affascinato e lo spaventato come sposta sedie e sgabelli per creare sentieri che la portino dove vuole. Mi sa che è meglio farle vedere che i biscotti non sono più così in alto DS

venerdì 14 gennaio 2011

Tre minuti

Tre minuti. Centottanta secondi. Tanto è durato il pianto di Sofia dopo che l'ho salutata e, per la prima volta, l'ho lasciata con le maestre e gli altri bambini per "andare via" (cioé nascondermi nella saletta dove le maestre di solito fanno la pausa).
La sentivo piangere e guardavo la lancetta dei secondi dell'orologio. Il pianto che si calma e diventa singhiozzo. Il singhiozzo che piano piano diventa silenzio. Poi ancora silenzio. Poi la sento ridere. Annika viene dopo qualche minuto a dirmi che le hanno dato uno spicchio di mela, che Sofia se l'è sgranocchiato con gusto, e che adesso sta giocando con Lilly.
La sento giocare, sento che è tranquilla. Prendo quindi il libro e mi sdraio sul divanetto a leggere. Dopo una mezzoretta sento che i bambini vogliono cambiare stanza. Vedo Vicki danzare con Sofia in braccio. Con un abile giravolta fa sì che Sofia mi dia la schiena proprio mentre passano davanti alla porta della saletta dove sono. Non si è accorta di me. Passa un quarto d'ora ed è ora di andare a casa. Entro nella stanzetta, Sofia mi vede, gattona verso di me e mi fa un super sorriso. Una volta in braccio inizia a fare ciao ciao a tutti.

Lunedì proverà a stare sino al momento del pranzo. Dopo il fine settimana, dice Vicki, meglio non strafare. Poi martedì proveremo a farla stare anche per il riposino.

Dopo il nido abbiamo incontrato una mamma italiana appena trasferitasi qui con suo marito ed il loro splendido piccolo G di 20 mesi. Siamo andati all'asilo aperto. Sofia fra poco non ci andrà più. Il piccolo G credo proprio di si. Mentre lo vedevo prendere i giochi e salire sullo scivolo mi è quasi sembrato di passare il testimone.

Pensieri notturni

Scrivo con in braccio Sofia che si rifiuta di addormentarsi anche se è quasi l'una di notte. Penso ad un passo dell'articolo della Aspesi citato dalla Lipperini: "...il babbo resta, e avendo imparato a cambiare i pannolini e a preparare il biberon, diventa troppo mamma per esercitare il ruolo paterno...". Non posso esercitare il ruolo paterno perché ho imparato a cambiare i pannolini? E lo scrive proprio adesso che Eleonora riprende gli allenamenti di calcio e le volevo insegnare a tirare i rigori ed a simulare di aver subito un fallo come solo noi italiani sappiamo fare? Scherzi a parte, a me sembra il contrario. L'esser stato a casa on Eleonora prima e l'esserlo con Sofia adesso mi insegna proprio ad essere padre. Cambiare i pannolini o dare il biberon (come ho appena fatto) aiuta a creare un legame, una parte di quel rapporto profondo che è necessario per esercitare il ruolo di genitore. Insegna a dare attenzione e protezione, ad amare, ad essere un punto di riferimento nella vita. Uno di quei punti di riferimento che le aiuteranno ad orientarsi. Il primo pannolino, poche ore dopo il parto, l'ho cambiato io, sia a Eleonora che a Sofia. Entrambe le volte mi sono sentito molto sia uomo che padre. È stato quasi un segnale per entrare nel ruolo.

Mentre scrivo Sofia mi guarda, poi sorride e dice "papà". Le sorrido. È ora di tornare a nanna, che poi ci aspetta un altro capitolo dell'inserimento.

PS Nell'articolo della Aspesi, che tocca anche dei punti interessanti sul chi non vuole aver figli, scrive anche che "...magari i bambini anelerebbero a un bel ceffone rassicurante...". Tranquille Eleonora e Sofia: qui niente ceffoni. Non solo perché in Svezia è illegale, ma perché ogni forma di violenza e maltrattamento è assolutamente sbagliata. DS

giovedì 13 gennaio 2011

Se la qualità sta nei dettagli (terzo giorno)

Terzo giorno di inserimento, ne approfitto anch'io per osservare.
Appena arrivati e tolta la tutona Sofia gattona da sola verso una delle tre stanze del suo gruppo. Buon segno. Noto che il suo armadietto e la scatola per i vestiti di ricambio sono di fianco a quelli di Axel.
Vicki, una delle maestre, mi viene incontro, saluta e si scusa che purtroppo oggi deve avere con se il celluare acceso visto che il figlio è a casa da scuola leggermente febbricitante. Anche questa cosa mi piace. Entrata nella prima stanza Sofia va subito verso Axel...hmmm... vabbè, sorride, e la cosa mi piace davvero.
Nel frattempo Vicki mi spiega che nel gruppo c'è anche una bambina di poco più grande di Sofia e che ha appena finito l'inserimento. Piange ancora un po' quindi hanno preferito farla giocare in un altra stanza affinché Sofia abbia solo immagini positive durante i suoi primi giorni. Interessante.
Poco dopo arrivano anche Annika (un'altra maestra) con altri quattro bimbi. Sofia li segue spontaneamente nella stanza adiacente e Annika inizia a giocare con Sofia per farla abituare ad un'altra delle maestre.
Dopo un'oretta tutto ancora bene. Sofia è da cambiare. Lo faccio io e nella stanzetta apposita noto che hanno già predisposto su una mensola il posto per i pannolini e le pomate di Sofia. Tornati nella stanza laboratorio Vicki mi dice che dopo un paio di minuti prenderà in braccio Sofia e la porterà nella terza stanzetta con gli ultimi bimbi del gruppo. Così fa. Sofia accenna un minipianto, ma sento che si calma subito. Dopo cinque minuti arriva Annika che mi dice che tutto va bene e che Sofia sta giocando serena. Anche questo feedback diretto mi piace. Dopo poco più di un quarto d'ora tornano da me Vicki e Sofia. Il terzo giorno è andato bene. Domani, mi dice Vicki, proveremo con me che saluto e vado via. Mentre usciamo Vicki mi fa notare che sul muro c'è scritto "benvenuti" nelle lingue dei bambini che frequentano l'asilo quindi domani avrò il compito di scriverlo in italiano. Sofia intanto fa ciao ciao con la manina. Ci vediamo domani.

mercoledì 12 gennaio 2011

Secondo giorno dell'inserimento

Una nuova nevicata coi fiocchi ha dato il benvenuto al secondo giorno d'inserimento.
La nuova routine mattutina sembrava già funzionare, ma non avevo fatto i conti con Eleonora che al momento di uscire mi ha chiesto di farle la treccia, che nella logistica mattutina equivalgono a due minuti di penalità. Fai la treccia e poi via! Sofia ed io siamo comunque arrivati al nido giusti giusti alle 9.

Al nido ci attendevano Vicki e tre bambini. È nato subito un flirt fra Sofia ed Axel (due anni, biondo, jeans e camicia da fighetto). Sofia, che di solito all'asilo aperto passa il tempo a rubare i giocattoli ai bambini, ha persino dato ad Axel un dinosauro rosso. È la prima volta che la vedo dare spontaneamente un giocattolo a qualcuno.

Comunque, dell'ora in programma, tutto bene per i primi 45 minuti, poi Sofia si è dimenticata di non saper camminare ed ha accennato un paio di passi cadendo. Triste e sconsolata si è calmata solo con le coccole del papà che nel frattempo era riuscito a leggersi un po' di pagine dell'ultimo libro di Kristina Kappelin.

Domani si aumenta. 90 minuti.

PS Dopo il nido siamo passati dall'asilo aperto e Sofia è tornata quella che prende i giocattoli ai bambini. Mi sa che con Axel gatta ci cova. Io già me lo vedo in futuro in motorino sul vialetto di casa...  DS

martedì 11 gennaio 2011

Primo giorno di inserimento al nido!

E così è arrivato anche il primo giorno per Sofia al nido. Oggi un'ora. Sofia, mamma Anette ed io con Vicki, una delle maestre. Vicki ci ha spiegato la filosofia educativa ed ha risposto al nostro milione di domande mentre Sofia rovesciava ogni scatola dei giochi. Non ne ha lasciata a posto una.
Se la prima impressione è quella che vale siamo molto contenti, ci ha veramente impressionati in maniera favorevole. Sofia sarà la più piccola del gruppo, con età che vanno dai suoi 13 mesi a poco più di 4 anni.
Verso la fine dell'ora sono arrivati i suoi compagni di classe che erano a giocare in giardino. Sembravano tutti positivamente attratti dalla nuova amica.
Domani ancora un'ora, poi giovedì 90 minuti. Il mio ruolo sarà semplicemente quello di essere nella stanza. Poi si vedrà. L'inserimento dovrebbe durare due settimane. Non so cosa sarà più difficile, se per Sofia adattarsi al nido o per me tornare al lavoro...(mi sa che per me ci vorrà l'inserimento all'ufficio).

Dopo il nido siamo passati dalla pediatra che voleva pesare Sofia visto che al controllo dei dodici mesi era, secondo lei, sottopeso. Sarà che da quando ha scoperto la bresaola Sofia se ne fa scorpacciate pantagrueliche, sarà che adesso a metà mattina si divora un'arancia, ma tutto è tornato regolare. La dottoressa soddisfatta ci ha detto che adesso le basta vederla al controllo dei 18 mesi. Dalla gioia Sofia le ha fatto la pipì sul pavimento. Fragorosa risata della dottoressa quando le ho chiesto se avesse voluto ripesarla viste le dimensioni del laghetto. Anche gli svedesi hanno il senso dell'umorismo :-)

PS Questa mattina Eleonora mi ha svegliato portandomi la colazione a letto. Mi ha fatto lei la spremuta di arance. Troppo tenera! DS

PS2 Le barriere degli 80 cm e dei 10 kg sono state infrante visto che Sofia adesso è alta 80 cm e pesa 10,360 kg DS2

lunedì 10 gennaio 2011

Ritorno alla (quasi) normalità

Finite le feste eccoci tornati alla routine prenatalizia, che durerà poco visto che domattina Sofia inizia l'inserimento.

Il freddo di oggi dopo un paio di giorni sopra lo zero ha fatto si che strade e marciapiedi siano diventati lastre di ghiaccio. Andando all'asilo aperto oggi mi sentivo come bambi, con la difficoltà del dover guidare il passeggino. Sofia ha riso divertita per tutto il tragitto, non so se perché si sentiva su una specie di slitta o per le mie facce mentre cercavo di tenere l'equilibrio.

All'asilo aperto, forse perché oggi sono andato a quello della chiesa svedese, un mezzo miracolo. La mamma di Wilma (una compagna d'asilo di Eleonora), che gestisce una scuola di danza alla quale abbiamo iscritto Eleonora da fine gennaio, mi dice che nel gruppo prima di Eleonora ci sono sia Wilma che un'altra loro compagna d'asilo, per cui se vogliamo si occupa lei di prendere entrambe le bimbe e portarle a danza ogni martedì. Io mi sono inginocchiato come John Belushi nei "Blues Brothers" gridando "io ho visto la luce!". Parlando poi abbiamo anche scoperto che il suo figlio più piccolo va allo stesso asilo dove domani inizia Sofia. Credo proprio che nei giorni in cui Eleonora andrà a danza il minimo che potremo fare è passare a prenderli entrambi per poi "scambiarci" i figli dopo la danza.

domenica 9 gennaio 2011

Ci vuole un fisico bestiale

Domenica di sole. Ecco che quindi chi abita a queste latitudini non può perdere l'occasione di stare all'aperto. Guidati e motivati da Anette tutti fuori, Eleonora con gli sci da fondo (con Anette di fianco) ed io in slitta con Sofia. I quattro gradi sopra lo zero rendono l'aria quasi croccante, la neve si è un po' compattata, ma si affonda che è un piacere. Chiaramente dopo un po' anche Eleonora vuole andare in slitta e basta trascinarla per mezza salita per pensare all'armata italiana in Russia.
Uno spererebbe che dopo la neve subentri la stanchezza e che quindi le bimbe vogliano dedicarsi ad attività ludiche tranquille, ma così non è. Appena rientati in casa infatti ecco che Eleonora dice che vuole andare in piscina. Gliel'avevo promesso e visto che ho l'abbonamento annuale non ci sono scuse.

Per fortuna che per recuperare le energie Anette ci ha concesso di mangiare la casetta di pan pepato (che in teoria avrebbe dovuto rimanere intatta sino a giovedì - tjugondag Knut, l'ultimo giorno del Natale nordico).

sabato 8 gennaio 2011

Nuovi animali

Leggo con Eleonora un libro di Barbapapà come storia della buonanotte. È quello in cui la barbafamiglia costruisce un'arca. Guardiamo gli animali.
Io: "Eleonora cos'è questa?"
Eleonora: "Una mucca"
Io: "E come si chiama il suo cucciolo?"
E: "Vitellino"
Io: "E questa cos'è?"
E: "Una pecora"
Io: "E come si chiama il suo cucciolo?"
E: "Agnellino"
Io: "E questo cos'è?"
E: "Un orso polare"
Io: "E come si chiama il suo cucciolo?"

E: "Orso polarino"

Mamma mia dammi cento lire

Eleonora ci ha chiesto la prima paghetta. Non so se ne abbia sentito parlare all'asilo da qualcuno, magari con fratello o sorella maggiore, o se magari provenga da qualche cartone animato. Fatto sta che ci ha chiesto di avere la paghetta settimanale. Così ci siamo messi a discutere di cosa siano i soldi (uno dei regali di Natale più apprezzati da Eleonora è stata una cassa giocattolo tipo supermercato con scanner e lettore (finto) di carte di credito), di come si guadagnano, del valore delle cose nonché della necessità a volte di dover fare scelte. È veramente interessante rendersi conto di come una bambina di cinque anni partecipi attivamente ad una discussione simile sia con domande "intelligenti" che con opinioni proprie.

Alla fine ci siamo accordati per una mancia settimanale di 10 corone (poco più di un euro) che lei può spendere liberamente in ciò che vuole senza bisogno di chiedere il permesso a noi genitori in cambio del fatto che lei metta in ordine ogni sera sia la sua stanza che la stanza dei giochi. Vista la sua propensione alla negoziazione mi chiedo già quando arriverà a chiedere il primo aumento.

PS Anette ed io mettiamo ogni mese il "barnbidrag" (contributo statale di poco più di 100 euro al mese che ogni famiglia riceve per ogni figlio, indipendentemente dal reddito) in un fondo d'investimento che daremo alle bimbe il giorno del loro 18esimo compleanno. Speriamo che nel 2023 e 2027 non ci siano crisi finanziarie... DS

venerdì 7 gennaio 2011

A volte fa male essere genitori

"Sofia dov'è il naso di papà?"

"Ahi! No, Sofia, quello è l'occhio"

"Ed i capelli di papà? Dove sono i capelli ?"

"Ahi! Si...si, sono questi, ma non tirarli così forte"

"Ecco, brava, dammi una carezza...carezza...ahi! no, non sberla, carezza, carezza"

"Facciamo che l'italiano continuiamo ad impararlo un altro giorno?"

giovedì 6 gennaio 2011

Un patto segreto

Credo che Sofia e Simon (il gatto di nonna Eivor) abbiano stipulato un'intesa. Lui si fa inseguire, prendere, "accarezzare" e stropicciare a patto che lei continui a far cadere dal seggiolone un terzo di ciò che dovrebbe mangiare. La cosa sembra anche funzionare. Appena lei lo vede lo indica e poi lo insegue e lui ogni tanto si fa anche raggiungere. Poi, appena lei è pronta per mangiare, lui inizia a girare intorno al seggiolone come uno squalo e lei, ad intervalli regolari, fa cadere parte di ciò che sta mangiando. E da quando abbiamo mangiato il merluzzo al forno avvolto nella pancetta l'amicizia sembra ancora più forte.

Oggi è l'Epifania. Con Eleonora, per rimanere in tema, leggeremo "la freccia azzurra" di Gianni Rodari. Splendido anche il cartone con le voci di Lella Costa per la Befana e di Dario Fo per Scarafoni.

mercoledì 5 gennaio 2011

Attimi d'eterno

Sofia si è addormentata in braccio a me. La guardo, affascinato. Le sue manine, così piccole, così perfette. Quei piedini che ti viene la tentazione di mordicchiarli. Le coscette "burrosette" che ancora non la fanno camminare da sola, ma che diventano sempre più forti giorno dopo giorno. Dorme. Sogna. Lo si vede dalle espressioni del viso. Sorride mentre il suo corpicino si rilassa ancor di più ed è oramai privo di ogni tensione. Guardo i dettagli del suo viso, i capelli che crescono giorno dopo giorno ed hanno lo stesso colore castano-rossiccio dei miei quando avevo la sua età. Le guanciotte. Il nasino. Oramai dorme profondamente ed ha aperto le labbra facendo cadere il ciuccio. La bocca è socchiusa, si vedono i dentini. Tenerla così in braccio è una terapia. Mi rilasso anch'io. Il tempo sembra fermarsi. Attimi d'eterno.

martedì 4 gennaio 2011

Ad ovest di Paperino

Ieri tutti al Globen, il palazzetto multifunzionale a forma di sfera, a vedere Disney on ice. Visto che il tema dello spettacolo era Disneyland abbiamo iniziato il pomeriggio con un giro da Pizza Hut, che fa molto nordamerica e ricorda ad Anette e me di quando vivevamo a Montreal. Poi lo show. Eleonora, reduce dallo spettacolo Disney di Milano, sfoggiava un cerchietto per capelli con fiocco di Minnie che si illumina che le invidiavano tutte le bambine visto che qui non si vendeva.
I nostri dubbi erano per Sofia. Le piacerà? Si spaventerà? Sono bastati pochi minuti di spettacolo per avere la risposta. Sarà il fascino senza tempo di Topolino, sarà che i pattinatori e le pattinatrici erano veramente bravi e le coreografie molto coinvolgenti, ma sotto le sue cuffie per proteggerla dal suono troppo forte, e coadiuvata dai popcorn, Sofia ha ammirato lo spettacolo, composta all'inizio, poi sempre più partecipe, sino alla seconda metà quando si è tolta le cuffie ed ha iniziato a saltellare e ballare in braccio alla mamma, fornendo uno spettacolo nello spettacolo. Credo poi sia rimasta affascinata dalla presenza nello spettacolo di Jack-Jack (il bebè de "Gli Incredibili"), in forma di bambola, ma con suoni e vagiti da bebè. Secondo me i nostri vicini hanno visto che anche Sofia, come Jack-Jack, può trasformarsi in una diavoletta!

PS A chi passa da Stoccolma consiglio veramente la salita sul tetto del Globen con lo Skyview. Vista unica! DS

lunedì 3 gennaio 2011

Nel covo dei pirati

Io ed Eleonora abbiamo un nuovo momento insieme: alcuni giochi online per imparare l'italiano. È del materiale didattico fatto proprio bene. Lei si diverte un mondo, io mi rendo conto che impara ed entrambi ci sentiamo veramente vicini. È bello poi quando a distanza di qualche giorno lei collega quello che ha imparato al computer con il mondo circostante. 

Un'altra cosa che le piace tantissimo è guardare insieme a me i cartoni in italiano su YouTube, compresi quelli che guardavo io da bambino. Questa cosa non solo le permette di sviluppare la lingua, ma permette anche a me di raccontarle di quando io ero bambino, facendole poi vedere in pratica di cosa si parlava. Non so chi li posti, chi si prenda la briga di registrarli per poi caricarli sul proprio sito. Credo che nella maggior parte dei casi sia pirateria, ma devo ammettere che è benvenuta. Ogni volta che siamo in Italia facciamo incetta di dvd, e nonno Carlo passo dopo passo ci sta creando la videoteca dei classici Disney, ma è proprio comodo anche l'avere Topo Gigio, la Pimpa, Heidi, Lady Oscar, i Barbapapà, le canzoni dello Zecchino d'Oro, tutto a distanza di un click. Non so se questo faccia anche di noi dei pirati, nel caso la prossima volta guarderemo i video indossando una bandana e la benda sull'occhio, ma so che dopo aver guardato diversi spezzoni per molte volte adesso Eleonora canta e balla tutta "fatti mandare dalla mamma". 

Devo dire comunque che leggiamo anche tanti libri insieme e che guardiamo siti "ufficiali" come quello della RAI (anche se è farcito di pubblicità che per me fa poco "public service") e della Disney. Però devo proprio ammettere che per me genitore all'estero il lavoro dei "pirati" è molto utile. E allora, all'arrembaggio!

domenica 2 gennaio 2011

Sentimenti

Sofia ha un nuovo libro preferito, si chiama "i sentimenti" e raffigura, in foto a tutta pagina, bambini piccoli che esprimono ad esempio gioia, rabbia, tristezza, sorpresa, voglia di coccole...ed alla fine c'è uno specchio dove il bambino può fare facce ed esprimere sentimenti. Sofia è veramente affascinata dal libro. Lo sfoglia da sola, vuole che glielo si legga, guarda con stupore e partecipa. Non so cosa la affascini di più, se le foto dei bambini o la partecipazione che tutti noi ci mettiamo mentre glielo leggiamo. Era uno dei libri preferiti anche di Eleonora, ed in parte lo è ancora, e lei partecipa molto attivamente all'insegnare alla sorellina quando ci si arrabbia e quando si ride. Credo inoltre che Sofia sia affascinata dalle due lingue. L'italiano "arrabbiato" in svedese diventa un quasi onomatopeico "arg" ed il viso della mamma si illumina davvero quando dice "glad" (contenta) con la "a" lunga che allarga ancora di più il sorriso. Nella pagina delle coccole poi c'è scritto "voglio un bacio papà", e Sofia alla parola bacio porta in fuori le labbra ed inizia a fare "baaaa" per simulare lo schiocco del bacio. A quel punto è impossibile non trasformarsi in Topo Gigio e cantarle "strapazzami di coccole!".

sabato 1 gennaio 2011

Come cambiano i tempi

C'era un tempo in cui San Silvestro significava festa fino a tardi e la mattina del primo la sveglia veniva data dal concerto di capodanno. Brunch a letto e ci si alzava quando l'orchestra suonava la marcia di Radetzky. Adesso i tempi sono cambiati, la festa è stata sostituita da una cenetta da amici con bambini (ognuno cucinava una portata, a noi è toccato il piatto principale, quindi vai con risotto al barbera e alce al forno con salsa al barbera) e la mattina di riposo...beh, per quella aspettiamo che le bimbe diventino più grandi. Infatti Sofia ed Eleonora ieri si sono date i turni, quindi Eleonora sveglia sino ai fuochi d'artificio per poi crollare proprio mentre si svegliava Sofia. Per fortuna che i nostri amici abitano vicini per cui siamo tornati a casa, poco dopo le due, spingendo Sofia (sveglissima) nel passeggino e trascinando un'Eleonora semiaddormentata nella slitta in una città completamente ovattata dai 10 cm di neve che sono scesi durante la sera.
Chi sperava che Sofia dormisse più a lungo del solito è rimasto deluso...stamattina alle 7.45 era vispa come una tarantella ed ha iniziato a dare segni di cedimento solo quando si è svegliata Eleonora! (Per me si mettono d'accordo...).
Il 2011 sarà ricco di novità: Sofia al nido fra meno di due settimane, un nuovo lavoro per Anette fra due mesi, Eleonora a scuola da dopo l'estate...e queste sono solo quelle che già conosciamo. Si parte!

venerdì 31 dicembre 2010

Esordio di Sofia in slitta

Vista la bella giornata (-7) ed il fatto che i giornali avvertono che nei prossimi giorni arriverà il freddo vero ne abbiamo approfittato per andare ai giardinetti dove c'è la discesa per slittini ed affini. Che ad Eleonora piacesse andare veloce lo avevamo già scoperto, adesso sappiamo che piace anche a Sofia! Sicura fra le braccia della mamma prima, e della sorella poi, si è divertita un mondo. Un ottimo modo per dire ciao ciao all'anno che sta finendo. Con l'anno finisce anche il mio terzo mese a casa, oramai ne manca solo uno. Il tempo passa veramente veloce, meglio godersi ogni attimo. Buon 2011!

giovedì 30 dicembre 2010

Meno di due settimane all'inserimento

Con una lettera tutta cuoricini e disegnini di bambini contenti il comune ricorda a mamma e papà che fra meno di due settimane Sofia è la benvenuta al nido. Nella busta, piccolo aiuto per il tetris dei genitori, c'era anche l'elenco dei giorni in cui l'asilo avrà orari di chiusura diversi da quelli validi per tutto il comune.
L'inserimento, due settimane, lo farò io. Lo feci anche con Eleonora. Periodo interessante ed emozionante allo stesso tempo. I primi due giorni di solito si sta in classe con i bimbi. Poi ci si inizia ad allontanare, prima mettendosi con gli altri genitori nella cucinetta a bere il caffé, poi verso il decimo giorno a portata di cellulare. Ricordo il magone la prima volta che la sentii piangere mentre mi allontanavo, e ricordo anche la "delusione" quando già al terzo giorno non pianse nemmeno una lacrima. Ma come?  Si è accorta che non sono più nella stanza? Non le manco di già??

E se ieri Sofia mi sembrava così grande adesso, davanti a questa lettera, mi sembra così piccola! Forse perché ancora non cammina, o forse, giustamente, perché in effetti non ha nemmeno13 mesi.
Per fortuna che Anette farà l'ultimo mese di lavoro al 50% prima di cambiare azienda così Sofia a febbraio farà solo mezze giornate.

Ma forse queste sono preoccupazioni inutili. I bambini si adattano e tanto si diverte all'asilo aperto tanto si divertirà al nido. Sotto sotto sono sicuro che tutto andrà bene. Mi sa che forse l'inserimento lo fanno più per noi genitori che non per i bimbi.

mercoledì 29 dicembre 2010

Parte integrante della famiglia

Sofia è ogni giorno di più parte integrante della famiglia. Non che prima non lo fosse, ma adesso sembra proprio finita la fase infante. Adesso è presente, si fa sentire, partecipa più "attivamente" alla vita familiare. Indica cosa vuole assaggiare (e cosa no...), saluta chi entra ed esce, si fa inseguire e ti porta ai suoi giochi. Cerca anche di comunicare con embrioni di parole e frasi. La "frase" più ricorrente sono tre suoni "a e e" interpretabili come "va(d) ä(r) de(t)?" ("che cos'è?") pronunciata indicando cose di cui sembra voler sapere il nome, e siamo convinti che il suo "e-o-a" indicando la sorella volesse proprio dire Eleonora (nome che Eleonora non deve aver apprezzato quando all'asilo hanno imparato a scrivere il proprio nome visto che l'amica Lo (lince) se l'è cavata con due lettere e Saga con quattro...Eleonora deve aver terminato di scrivere il proprio a merenda oramai finita).
A poco più di un anno sta veramente diventando una persona. E pensare che nelle foto di Natale scorso era un fagottino. Affascinante.

martedì 28 dicembre 2010

Il tetris delle agende

Mattinata con passaggio veloce al lavoro per inscatolare tutte le cose che andranno traslocate visto che al mio ritorno avrò un nuovo ufficio. Mi sono portato dietro Eleonora mentre Sofia è rimasta a casa con la mamma. Per Eleonora il mio ufficio è quel posto simpatico dove c'è la macchinetta che ti dà la cioccolata gratis e dove si possono guardare i film sul megaschermo in sala conferenze (abbiamo qualche dvd per intrattenere i bambini, e se li hanno già visti basta collegarsi a youtube e cercare qualcosa di divertente, oppure c'è la stanza dove può mettersi a colorare). Il passaggio in ufficio mi ha fatto pensare che manca solo un mese alla fine del mio congedo parentale ed a quel punto, con entrambe le bimbe all'asilo e le varie attività, inizierà il tetris dell'incastrare le agende per decidere chi lascia, chi prende, chi porta alle varie attività, eccetera. Credo opteremo per la soluzione più classica delle settimane alterne con uno che esce presto una settimana e l'altro che lo fa la successiva. Facile a dirsi, ma difficile da realizzarsi visto che riunioni fuori sede e viaggi di lavoro hanno una strana tendenza a spuntare proprio nelle settimane in cui uno dovrebbe uscire prima. Inoltre Anette cambierà lavoro dal 1 marzo, nuova azienda, maggiori responsabilità, quindi sicuramente le sue prime settimane saranno pienotte. Per fortuna che tutti ti capiscono quando dici "jag måste hämta barnen" ("devo prendere i bambini"). Nei miei anni in consulenza strategica la Svezia è stato l'unico paese dove abbiamo anticipato una presentazione al gruppo dirigente di una società quotata in borsa perché il responsabile delle finanze doveva uscire prima per andare a prendere il figlio all'asilo.

Al ritorno sono passato a fare la spesa ed ho avuto un'altra prova che Sofia sta crescendo: nuova taglia dei pannolini!

lunedì 27 dicembre 2010

Cosa cucino stasera?

All'inizio di questo congedo parentale ero abbastanza ambizioso sul come avrei usato il mio tempo e cosa avrei dato da mangiare alle bimbe. La mia idea era quella di cercare di fare il più possibile in maniera "casalinga", ingredienti genuini, cibi sani. Ricordo di aver preso la pasta buona, i broccoli da agricoltura biologica ed usato solo l'olio extra vergine umbro, che ci manda nonno Carlo, per fare la pasta con i broccoli che a Sofia piace tanto, e ne avevo fatto l'omogeneizzato (che in effetti Sofia aveva divorato).
Poi ti fermi una volta in autostrada e scopri che Sofia mangia con gusto il cheeseburger di McDonald's. Chiedi ad Eleonora cosa voglia di cena e, nonostante mangi di gusto sia gli spaghetti al salmone che la sogliola al burro, ti dice quasi sempre "polpette con il ketchup" o "Falukorv", il salsiccione di Falun fatto alla piastra, anche quello rigorosamente servito con ketchup (con la quale le disegno sul piatto cuori, fiori o faccine). Per variare, a volte, chiede anche le frittelle e le cialde, che mamma Anette fa in maniera spettacolare ed accompagna con la marmellata di ribes rosso di nonna Eivor. Qui, accompagnate dalla zuppa di ceci, sono il cibo tipico del giovedì. Qualsiasi ristorante svedese di giovedì serve proprio "ärtsoppa och pannkakor". Occasionalmente chiede gli spaghetti al burro.
Cosa fare allora? Mettere da parte le mie ambizioni di cucina genuina o imporle? Io applico un po' di diplomazia svedese e mischio, alternando menù che decido io alle scelte "facili". Aspettando il giorno in cui le bimbe mi chiedano spontaneamente di fargli il vitello tonnato secondo la ricetta di nonna Marghe.

PS Le cialde me le ha fatte Anette questa mattina, per inaugurare la cialdiera doppia ricevuta come regalo di Natale e per coccolarmi per una notte un po' insonne. Confermo, fa le cialde più buone al mondo! DS

domenica 26 dicembre 2010

Fra "Hoa-Hoa" Dahlgren ed Ibrahimovic

Mi è stata spedita una foto della campagna fatta da Försäkringskassan (il Servizio Sanitario Nazionale svedese) nel 1978 per invitare i papà a prendere il congedo parentale. Come testimonial c'è Lennart "Hoa-Hoa" Dahlgren, 11 volte campione svedese di sollevamento pesi. Nel 1974 solo il 2,5% dei papà prendeva il congedo parentale, ora siamo sopra il 70% e dei 480 giorni ne vengono presi dai padri più di un quinto, quindi ben oltre quei 60 "riservati" ai papà, che altrimenti vanno persi. Anche le aziende svedesi sembrano aver cambiato opinione visto che, se nel 1990 solo il 3% erano apertamente positive al congedo parentale per i papà, ora solo il 4% sono negative al fatto che i padri stiano a casa mentre più del 33% sono positive ed hanno politiche aziendali che lo incentivano.
Chissà cosa direbbero i tifosi se Zlatan, uno di quei calciatori che trova il tempo di andare a prendere i figli all'asilo, si prendesse qualche mese di congedo parentale? So che Teddy Lucic, medaglia di bronzo ai mondiali di calcio del 1994 lo ha fatto, anche se solo quando era oramai a fine carriera.
Credo Sofia sia contenta che il mio apice sportivo sia stato arbitrare in serie A di hockey su ghiaccio, così ho potuto intreprendere una carriera che mi permette di stare a casa con lei. E credo ne sia contenta anche Eleonora, visto che ha portato su dalla cantina i pattini. Per fortuna che la temperature è passata dai meno 26 degli ultimi giorni ai meno cinque, così possiamo trovare un laghetto per pattinare!

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale - God Jul

Eccoci tornati a casa nostra a Solna dopo qualche giorno da nonno Bo e nonna Eivor...che comunque ci siamo portati dietro, così passeranno il Santo Stefano qui con noi.

La macchina, non so come, ma è stata più carica al ritorno che all'andata, si vede che abbiamo ricevuto più regali di quanti ne abbiamo fatti. In effetti le bimbe sono state coperte di doni. Tra i più contenti anche gatto Simon al quale non sembrava vero poter giocare con tutta quella carta e quel nastro. Fra lui e Sofia fanno proprio una bella coppia. Sono anche diventati amici "nonostante" le "carezze" di Sofia non sempre morbidissime. Credo sia perché Simon ha capito che stare sotto il seggiolone di Sofia durante i pasti significa farsi una bella scorpacciata.
L'arrivo di Babbo Natale, alla fine inpersonato da Anette, è stato accolto con gioia da Eleonora e con stupore misto a titubanza da Sofia, che appariva molto sorpresa davanti a quello strano essere con la barba foltissima che quasi non proferiva parola. Eleonora, che l'anno scorso a momenti scopriva il travestimento di zia Helena, ha comunque mangiato la foglia.

Purtroppo è venuta a mancare la bisnonna, nonna Lina, che per fortuna avevamo visto durante i giorni trascorsi a Milano qualche settimana fa. In questi giorni rileggerò ad Eleonora "Addio Signor Muffin", poi le racconterò che è successo.
Ci sono tanti aspetti positivi ad essere qui in Svezia, ma ci sono anche giorni in cui è più pesante abitare così lontani da una parte della propria famiglia. Oggi è uno di quei giorni. Ciao nonna Lina.

venerdì 24 dicembre 2010

Colazione tradizionale e rime baciate

Mattinata in attesa del tradizionale cartone animato delle ore tre e dell'arrivo di Babbo Natale (ancora da decidersi chi lo farà, se nonno Bosse, zia Helena o mamma Anette). Sofia è vestita anche lei da Babbo Natale in un simpaticissimo completino rosso e bianco con cappellino e pon-pon che tiene in testa al massimo 30 secondi, poi se lo toglie e lo lancia per dare la caccia al gatto Simon (che si tiene a debita distanza dalla cucciola d'uomo).

La colazione tradizionale con risgryngröt (riso cotto prima per 10 minuti nell'acqua, poi lentamente per un oretta nel latte e quindi servito con zucchero e cannella) e prosciutto di Natale con senape dolce servito su pane scuro fatto da nonna Eivor è stata accompagnata dalla curiosità di Eleonora per le rime. Si, perché qui in Svezia è tradizione scrivere in rima il biglietto d'auguri che accompagna il regalo e quindi Eleonora, una volta capito il concetto di rima, ha iniziato a dire parole e cercare parole che facessero rima. Incredibilmente, da brava bilingue, è riuscita persino a trovare rime fra parole italiane e svedesi!

Mi sembra un lusso, dopo i giorni a casa fa solo, avere intorno Anette, zia Helena e nonna Eivor nonché nonno Bosse, anche perché zia e nonna fanno a gara per prendersi cura delle bimbe, proprio come a Milano nonna Marghe, nonno Carlo e zia Daniela. Viva la famiglia!

giovedì 23 dicembre 2010

Sorelle monelle

Sofia mostra sempre più una vera e propria adorazione per la sorella maggiore. Ripete ad esempio qualsiasi cosa che Eleonora faccia, dal battere le mani al cantare (anche se a modo suo...). La cerca sempre, vuole giocare con lei. E quando Sofia è triste basta dire ad Eleonora di ridere un po' per vedere il viso di Sofia illuminarsi immediatamente. Tutto ciò è bellissimo...ma mi vengono anche un po' di sudori freddi a pensare come saranno da adolescenti. Cosa farò quando Eleonora mi dirà che vuol fare il suo primo Inter-rail e Sofia dirà "vengo anch'io!!"? Che poi lo sappiamo come vanno a finire certe cose (io incontrai Anette su un treno fra Göteborg e Stoccolma proprio durante un mio Inter-rail, tre ore di chiacchere, poi ci scambiammo gli indirizzi, ed eccoci qua).

A proposito di sorelle monelle e di come siano simili, l'albero di Natale è pronto e si notano due caratteristiche: dopo un primo "errore" palline e decorazioni varie sono appese ad altezza di sicurezza per Sofia, ossia dove non può raggiungerle; dopo un altro primo "errore" anche i dolcetti che decorano l'albero sono ad altezza di sicurezza, ossia dove Eleonora non può raggiungerli (per lo meno per un paio di giorni ancora...). In questo Eleonora è tutta suo papà! :-)

mercoledì 22 dicembre 2010

10 consigli (in ordine sparso) tra il serio ed il faceto per godersi il congedo parentale

Qualche tempo fa mi è stato chiesto dalle simpaticissime mamme dietro il sito "moms in the city" di elencare 10 consigli per godersi il congedo parentale. Devo premettere che sono riflessioni fatte in base alla mia esperienza qui in Svezia, anche se credo la maggiorparte valgano anche in altre realtà.
1.Passa molto tempo con il bambino/la bambina – Non ho mai sentito nessuno dire che “i miei genitori passavano troppo tempo con me”, ma ne ho sentiti tanti dire il contrario

2.Non calcolare se conviene economicamente – Parafrasando la pubblicità di una carta di credito: non ha prezzo. Certe cose non si possono comprare

3.Goditi ogni istante – Il tempo passa velocissimo

4.Goditi i contrasti – Quando gattonano desideri che imparino a camminare presto. Appena imparano a camminare ti manca quando non lo sapevano fare. Stessa cosa per il parlare…

5.Riscopri il bambino che c’è in te – ma non rubargli tutti i pezzi del lego…

6.Fallo per la carriera – si impara a prendere decisioni veloci (finisco di leggere il giornale o salvo la bambina dal mettere le dita nella presa della corrente) a comunicare decisioni “difficili” in maniera efficace (non si dice “vuoi i broccoli?”, ma “vuoi i broccoli o gli spinaci?”) ed a gestire conflitti (e se riesci a far andar d’accordo tre bimbi che litigano per una paletta gestire un consiglio di amministrazione è facilissimo…quelli almeno non ti tirano la sabbia in bocca)

7.Fallo per te – che sia solo un cambiare pannolini e consolare il bimbo che piange di continuo è una bugia inventata dalla lobby delle tate e delle nonne per divertirsi solo loro con i bimbi

8.Scrivi un blog o comunque tieni un diario – sarà divertente rileggerlo con il bambino fra molti anni (e se tieni un blog si conoscono tante persone stupende)

9.Usa il bimbo come allenamento – puoi sollevarlo per allenare braccia e spalle, fare lunghe passeggiate con il passeggino per migliorar la condizione…e dargli in mano qualcosa di fragile per allenare i riflessi

10.Se vuoi sapere cosa possono essere certe macchioline rosse sulla pelle non usare internet – potresti credere che tuo figlio ha una rarissima malattia tropicale quando erano solo spruzzi di ketchup!

martedì 21 dicembre 2010

La casetta di pan pepato

Uno dei vantaggi del cenare presto (verso le 18.30) è che si riesce a fare qualcosa insieme alle bimbe fra la cena ed il momento della nanna.
Eleonora ha quindi suggerito di fare una casetta di pan pepato usando l'impasto dei biscotti allo zenzero.
Mamma Anette ha subito preso le redini del progetto e disegnato una casetta con tanto di orangeria.

Eleonora si è occupata delle decorazioni mentre il mio compito era di far si che Sofia non fosse troppo d'intralcio, cosa che mi ha fatto notare sia quanto Sofia sia veloce a scappare appena ti distrai, sia che oramai siamo nella fase durante la quale tutto ciò che sta su un tavolo o un mobile va messo abbondantemente lontano dal bordo. Infatti, non so come, ma le sue manine sembra riescano a raggiungere oggetti posti ben più lontani che la lunghezza del suo braccio ed a momenti si tira sul tavolo con la sola forza delle braccia come uno scalatore di roccia.
Comunque alla fine l'impegno di tutta la famiglia è stato premiato e siamo riusciti a realizzare la casetta che adesso, secondo tradizione, aspetterà l'epifania per essere mangiata. Eleonora ha già prenotato il tetto dell'orangeria!

lunedì 20 dicembre 2010

Parole, parole, parole

Sofia sta iniziando a mostrare molta curiosità per le parole, così questa mattina all'asilo aperto mi ha affidato il ruolo di suo lettore ufficiale. Il mio compito era di stare fermo e leggere tutto quello che lei mi portava. Lei gattonava sino alla mensola dei libri, ne sceglieva uno e me lo portava. Finito il libro ne andava a prendere un altro o ne sceglieva uno di quelli già letti.
Il più popolare è stato il "libro ad immagini per bambini più fini", credo più a causa della rilegatura elegante e della copertina in velluto morbidissimo che delle parole contenute, che sono del tipo: "champagne", "fuoriserie", "jet privato" e "gioielli".

Ho capito comunque che agli svedesi piace veramente il suono della lingua italiana visto che dopo un po' intorno a me non c'erano solo bambini, ma anche qualche genitore che mi ascoltava e si prodigava di complimenti sul quanto il nostro idioma sia melodico ed affascinante.

domenica 19 dicembre 2010

Piccole donne crescono

Sofia cresce. Alcuni dei vestitini che le andavano bene all'inizio del mio congedo parentale meno di tre mesi fa ora le vanno piccoli. Mamma Anette ha quindi messo ordine nel guardaroba di Sofia, rispolverato alcuni dei vestitini che furono di Eleonora (taglia 86) e messo via quelli che non vanno più. Credevo che per chi ha una persona quotidianamente davanti agli occhi certi cambiamenti fossero quasi invisibili, ed invece mi rendo conto di quanto Sofia stia crescendo e queste piccole cose come il cambio di vestiti rendono la crescita ancora più evidente.

Anche Eleonora cresce, lo si capisce dai suoi ragionamenti. Ieri mentre facevamo una passeggiata parlavamo del fatto che in Svezia il Natale si festeggia il 24 dicembre (alle tre del pomeriggio, dal 1960, tutti a vedere lo stesso cartone animato di paperino) mentre in Italia festeggiamo il 25. Con logica ineccepibile Eleonora mi ha spiegato che se Babbo Natale, che parte dalla Lapponia, deve dare i doni a tutti i bambini, è chiaro che prima li consegni qui in Svezia e poi continui verso l'Italia.
Mi chiedo se in Sudafrica si festeggi il 26...

sabato 18 dicembre 2010

Nuove parole

Sabato mattina, tutta la famiglia si accoccola per un momento sul divano.
Eleonora se ne esce con un "papà, voglio abbaciare Sofia".
Io le dico: "Ella, si dice abbracciare"
Eleonora: "Ma io voglio sia abbracciarla che baciarla!"

Qui quando ne l'italiano ne lo svedese bastano si inventano nuovi vocabili :-)

venerdì 17 dicembre 2010

Come Re Julien XIII re dei lemuri

Questa mattina superconcerto de "la pattuglia della musica", ossia una selezione di 6-7 classi di asili di Solna fra cui anche quella di Eleonora. È da ottobre che si esercitano ogni venerdì mattina e oggi c'era il saggio aperto alle famiglie, così ho scoperto che:
- La danza del serpente che vien giù dal monte per ritrovare la sua coda esiste anche in svedese, così come esiste la canzone degli elefanti che si dondolavano sul filo della ragnatela.
- Le mamme mussulmane con tanto di velo sorridevano e facevano foto mentre i loro figli e/o figlie cantavano sia Santa Lucia che una canzone su Gesù salvatore. Anzi, in mezzo agli svedesi composti erano quelle che applaudivano più fragorosamente.
- Se la porti a vedere un centinaio di bambini che cantano Sofia saltella come Re Julien (quello del cartone Madagascar). Saltellava e rideva talmente che un paio di foto le hanno fatte anche a lei!

Inoltre saltellava e si divertiva anche ieri mentre io cercavo di fotografare il fatto che ha imparato a prendere la forchetta con il cibo e portarla alla bocca. Io ho provato a dirle di star ferma che volevo farle una foto, ma appena le mettevo il boccone sulla forchetta lei se la portava alla bocca prima che io riuscissi a scattare la foto (che volevo mandare alla mamma come mms). Ho rinunciato al sesto tentativo!

giovedì 16 dicembre 2010

Biscotti e decorazioni

Con il Natale che si avvicina è facile coinvolgere le bambine in attività prettamente natalizie come il fare i biscotti allo zenzero (a casa, con Eleonora) ed il creare decorazioni per la casa (all'asilo aperto, con Sofia). È interessante vedere come Eleonora sia ugualmente precisa quando gioca a creare immagini con le perline e quando taglia i biscotti. Anche Sofia dal canto suo si è data da fare. È stata lei a dirmi quali decorazioni mettere sul pane secco e dove. Lo ha fatto a suon di sorrisi e versi. Io indicavo alcune delle possibili decorazioni (caramelle, fettine di arancia essiccate, cannella, nocciole, muschio,...) e lei applaudiva o meno a seconda che la decorazione fosse di suo gusto. Inoltre mi ha indicato a suon di smanacciate (e smorfie di disappunto quando non capivo) dove sul pane secco voleva io mettessi la decorazione scelta.

Entrambe le sorelle hanno inoltre mostrato di avere una caratteristica in comune, quella di voler sbocconcellare ed assaggiare gli ingredienti durante il lavoro. Credo che i nonni paterni possano testimoniare da quale genitore hanno preso quella sequenza del DNA...

PS La ricetta dei biscotti allo zenzero la metto come commento a questo post DS

mercoledì 15 dicembre 2010

Il fascino del proibito e delle nuove sfide...

Vista la propensione di Sofia al salire le scale nonostante si regga a malapena in piedi abbiamo deciso di mettere dei cancelletti ad entrambe le estremità delle scale di casa nostra per evitare spiacevoli incidenti. Non l'avessimo mai fatto! Se prima Sofia sembrava interessarsi alle scale solo ogni tanto adesso ogni occasione è buona per andare verso i cancelletti e tirarsi in piedi guardando le scale con malcelata attrazione. Non importa in che stanza siamo, dopo un po' parte e va verso il cancelletto. Una volta in piedi poi di guarda con quello sguardo furbetto di chi pensa che prima o poi ti dimenticherai di chiuderlo quel cancelletto. L'unico aspetto positivo è che adesso è facile trovarla se la si perde di vista per un momento!

Stamattina altra "prova di fiducia" richiesta da Eleonora. Mentre andavamo all'asilo mi ha chiesto di poter prendere un'altra strada che prevede di salire una lunga scalinata, cosa che io con il passeggino non posso fare. Significa anche perderla di vista per un po' più di mezzo minuto, poco a dirsi, tantissimo per chi lo vive.
Io ho acconsentito e lei è andata per la sua strada. Devo dire che la felicità e l'orgoglio nel suo sguardo quando ci siamo ricongiunti erano impagabili! Mentre spingevo il passeggino per gi ultimi metri della salita l'ho vista salire gli ultimi gradini (tenendosi al corrimano come da accordo visto che la scalinata era innevata ed un po' ghiacciata) e poi cercarmi con lo sguardo mentre la sua bocca prendeva la forma di un sorriso di chi ha acquisito ulteriore fiducia e stima in se stessa.

martedì 14 dicembre 2010

Sul mare (ghiacciato) luccica, l'astro d'argento...

Credo che il PIL della Svezia abbia subito una flessione ieri pomeriggio, visto che come ogni Santa Lucia tutti gli asili hanno organizzato il concerto dei bambini, e non c'è genitore che voglia mancare l'evento. Io e Sofia siamo arrivati presto per goderci l'arrivo della sfilata dei bambini, la maggiorparte dei quali vestiti da Lucia con il tradizionale abito bianco, la cintura rossa e la corona di candele sulla testa. Non mancavano però babbi Natale vari e omini di pan pepato. Davanti al cancello dell'asilo molti genitori con il telefonino sbrigavano telefonate di lavoro. Dentro aspettavano, come da tradizione, glögg e biscotti allo zenzero preparati dai bambini. Nell'attesa di mamma Anette e dell'inizio del concerto Sofia si è pappata almeno 3-4 biscottini. Alle 15.30, puntuale, è partito il canto dei bambini. Sofia non voleva essere da meno ed ha gorgogliato in diverse occasioni. Poi, al momento dell'ultima canzone "nu tändas tusen juleljus" (adesso si accendono mille luci di Natale), è bastato un gesto della maestra affinché anche tutti i genitori iniziassero a cantare la splendida melodia. Non so quanto le esplosioni di sabato scorso abbiano influito (inevitabilmente tutti ne parlano), ma c'era veramente voglia di stare uniti ed in pace.

lunedì 13 dicembre 2010

Minimalismo svedese

Una delle cose che apprezzo del design scandinavo è spesso la capacità di unire forma e funzione negli oggetti di uso comune. Succede poi che a volte venga tralasciata l'estetica a puro vantaggio della funzione. Per chi viene dalla culla del rinascimento e dalla terra del "bello" possono quindi risultare anche un po' bruttine certe soluzioni svedesi a problemi di ogni giorno, c'è però da dire che molto spesso sono essenziali ed efficaci. Sono cose che magari non noti sino alla mattina in cui vai in giro con Sofia nel passeggino e ne scopri l'utilità. Basti pensare alla soluzione per permettere a chi è in sedia a rotelle, chi va con il deambulatore o al papà in congedo parentale che spinge il passeggino di salire le scale. Due travi di metallo, zigrinate per migliorare l'attrito, poste a distanza tale da coprire il passo standard della maggiorparte delle sedie a rotelle, dei deambulatori e dei passeggini.
Sofia sembra divertirsi più a scendere che a salire e spesso solleva le mani come fosse su uno scivolo.
Ben vengano gli ascensori, le scale mobili e le piattaforme scorrevoli (che ci sono anche qui), ma è troppo utopico auspicarsi che un giorno ogni stazione della metropolitana a Milano abbia una soluzione del genere?