lunedì 13 aprile 2015

Ridurre lo zucchero?

Dopo aver letto un po' di articoli (seri) sugli effetti dello zucchero (o meglio, del troppo), specialmente sui bambini, con Anette abbiamo iniziato a leggere le etichette degli alimenti che compriamo per capire quanto zucchero aggiunto ci sia nei vari prodotti che consumiamo regolarmente. Zucchero raffinato che si va ad aggiungere ai vari zuccheri normalmente presenti negli alimenti, che quindi in realtà non avrebbero bisogno di venir ulteriormente edulcorati.

L'idea che ci era venuta inizialmente era quella di provare a evitare completamente (per una settimana) lo zucchero aggiunto. Missione non impossibile, ma veramente difficile: anche in molti di quei prodotti che vogliono presentarsi come "salutari" lo zucchero aggiunto spesso abbonda (i corn flakes "Special K", che le bimbe adorano, contengono il 17% di zucchero, cosa che verosimilmente spiega perché piacciano tanto a entrambe). Inoltre molte delle cose che mangiamo, tipo la marmellata che mettiamo sulle frittelle (nell'impasto delle quali non mettiamo lo zucchero, a differenza di quelle che si comprano già fatte), contengono molto zucchero. È anche se è vero che sulle frittelle di solito ne mettiamo poca, per cui sul totale della porzione la percentuale di zucchero è minore, l'idea di evitarlo completamente è un po' troppo complicata.

Alla fine quindi abbiamo deciso, nonostante l'ingegnere in entrambi, di evitare il discorso percentuale (tipo comprare prodotti con al massimo il 10% di zucchero aggiunto), ma comunque di prestare attenzione allo zucchero aggiunto, evitando i prodotti che ne hanno troppo e sostituendo alcuni di quelli che si sono rivelati delle bombe zuccherine.

Vediamo se noteremo delle differenze.

29 commenti:

  1. Una gran bella cosa. Tutti dovrebbero, almeno, leggere gli ingredienti. Sapere di cosa è composta la benzina che forniscono al proprio organismo.

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  2. Francesca (che sta a Francoforte)13 aprile 2015 22:19

    da intollerante al fruttosio (e lattosio) so bene di che cosa parli! Come per tante cose è questione di abitudine e si può cambiare, più facile se si fa tutti insieme in famiglia :-)

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    1. Considerando che è un componente essenziale del metabolismo umano, il termine "intolleranza al fruttosio" mi lascia piuttosto perplesso.

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    2. L'unico zucchero indispensabile al metabolismo umano è il glucosio, tutti i vari zuccheri vengono trasformati in glucosio prima di poter essere utilizzati dalle cellule. Si parla infatti di glicolisi. L'intolleranza al fruttosio mi dispiace ma esiste.

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    3. Francesca (che sta a Francoforte)14 aprile 2015 09:20

      dispiace anche a me che esista! ;)
      Non solo esiste, ma si distingue in due possibilità: intolleranza genetica e malassorbimento. Consiglio sempre di informarsi presso il sito dell'OMS per informazioni precise e attendibili. Ciao!

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    4. Che peccato che il glucosio venga metabolizzato a fruttosio e derivati nell'assorbimento e durante il metabolismo cellulari. Basta consultare qualsiasi testo di biochimica a livello universitario.

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    5. Riguardo al post delle 18:16 ho postato senza limare il tono - mi dispiace.

      Comunque, Giuls, la glicolisi che giustamente citi, ha come intermedi il fruttosio-6-fosfato e il fruttosio-1,6-fosfato; per quanto il glucosio sia il substrato generalmente di partenza, senza di essi, la glicolisi non procede. (Non avendo voglia di tornare sui miei tomi universari di trent'anni fa, sono andato a controllare su wikipedia; per queste cose è abbastanza affidabile.)

      Però, essendo il glucosio lo zucchero fatto circolare in tutto il corpo a livello di organismo, può effettivamente darsi che un eccesso di fruttosio extracellulare libero abbia effetti tossici - se è così, il termine "intolleranza" non è forse sufficientemente preciso o descrittivo.

      Francesca di Francoforte: che esistano delle reazioni al fruttosio non lo metto in dubbio; non è detto che il termine "intolleranza" descriva cosa stia succedendo.

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    6. Si, hai ragione io e la biochimica abbiamo avuto un rapporto conflittuale ehehe. Ciò non toglie che l'intolleranza al fruttosio esiste, e se si chiama così non ci posso fare niente, non sonk io che decido i nomi delle malattie XD

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    7. puoi partire da qui, se vuoi approfondire, e poi passare a "fructose malabsorption", un'altro tipo di reazione diagnosticabile tramite breath test
      http://en.wikipedia.org/wiki/Hereditary_fructose_intolerance

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    8. Francesca, già che c'ero avrei potuto controllare su wikipedia anche le due malattie. In ogni caso, grazie della pungolata.

      E infatti, come dice Giuls, non siamo purtroppo noi a dare i nomi a queste cose - l'intolleranza "propria" è in realtà un difetto genetico del metabolismo, che l'hanno chiamata "intolleranza" prima di sapere cos'è, La cosa però strana è che non viene detto cosa succede a ingerire un eccesso di glucosio.

      Vabbé - sono partito con un'obiezione e ne son tornato con parecchie domande....

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    9. Francesca (che sta a Francoforte)15 aprile 2015 09:50

      è vero che i nomi possono ingannare ed è ancor più vero che ultimamente fioriscono finte intolleranze a qualunque cosa, diagnosticate da personaggi che tutto sono fuorché medici... quindi lo scetticismo ci sta sempre!
      Ciao!

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  3. Da alcuni anni sono diabetica di tipo 2. Sono molto attenta alle etichette e all'alimentazione, riesco a compensarmi abbastanza bene e le pillole sono ridotte all'osso. Nelle marmellate lo zucchero è il componente principale purtroppo, senza zucchero infatti non si mantengono (parlo di quelle fatte in casa, senza aggiunta di additivi chimici) e ho risolto preparandomi delle "composte" alle quali non aggiungo zucchero, deperiscono in pochi giorni, ma risolvono la colazione per un paio di mattine. Quando mi capita di mangiare un dolce "normale" spesso lo trovo troppo dolce e stucchevole, é la disabitudine al dolce....

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  4. Io riesco a fare delle marmellate ottime aggiungendo molto molto meno zucchero di quelle commerciali. Tempo di cottura 20 minuti, il sapore della frutta rimane integro e si conservano a lungo. Aggiungo pectina che è comunque un prodotto naturale ricavato dalle mele. E alla fine sono davvero molto più buone di quelle commerciali, è come mangiare albicocche o pesche o fragole in pieno inverno.

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  5. anche noi abbiamo ridotto drasticamente lo zucchero, e le cose molto dolci non mi piacciono più, fatta qualche eccezione

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  6. Zucchero di cocco al posto di quello raffinato bianco o di canna. O anche semplicemente miele.
    Lavorando con i diabetici ho scoperto che ci sono diversi sostituti dello zucchero anche a dei costi "umani". La stevia non la prendo neanche in considerazione per esempio, costa una fortuna.
    Ma mi sembra di aver capito che il punto non sia lo zucchero assunto nelle cose preparate da voi, ma nei prodotti preconfezionati: ecco, in quelli è davvero davvero difficile evitarli. Come in tutto, la cosa importante è sempre l'equilibrio. Le vostra bimbe per esempio sono dei vulcani di attività e mi sembra di aver capito che lo stile di vita della vostra famiglia non è certo sedentario in generale :)

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    1. In realtà è proprio uno dei rischi che voglio evitare, il far assumere loro "calorie vuote" come quelle dello zucchero perché "tanto si muovono e corrono molto".

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    2. Giustissimo, evidentemente mi sono spiegata male io.
      Intendevo dire che non sono una sostenitrice delle eliminazioni di categorie. Per me il niente sale o niente zucchero o niente grassi è piuttosto insensato. Preferisco di gran lunga l'equilibrio, che tiene conto di tutti gli aspetti della vita di una persona e non soltanto della alimentazione. La settorialità difficilmente è produttiva in un sistema complesso come quello umano...

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  7. Ciao Stefano, gli articoli che hai letto sono in svedese o in italiano? Sarebbe interessante leggerli! Rita da Dublino

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    1. Ciao. Io li ho letti in svedese. Che invia a link in inglese c'è questo articolo.
      http://uk.businessinsider.com/effects-of-eating-too-much-sugar-2014-3?r=US

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    2. Grazie Stefano. L'ho letto e lo trovo molto interessante. In bocca al lupo con la revisione della dieta.... :)

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  8. Molto è questione di abitudine. Dopo una visita da una nutrizionista qualche anno fa io e mio marito abbiamo ridotto drasticamente il consumo di zucchero. I cereali, tipo gli special o sono i peggior 'nemici'. Noi li abbiamo sostituiti con orzo e avena al naturale (io li mangio con lo yogurt, altrimenti sono gli ingredienti del grot) e adesso fatico a mangiare special k o simili. Troppo zucchero toglie il sapore vero dei cibi

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  9. Condivido: lo zucchero nasconde il sapore vero dei cibi e, se un alimento ha un buon sapere al naturale, perché coprirlo?

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  10. Per le composte o la marmellata potete risolvere comprando marche biologiche : )

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  11. La STEVIA esiste anche in pianta!!! Si può tranquillamente coltivare sul balcone! Al momento giusto si raccolgono le foglie, si fanno essiccare, si triturano....e dura una vita visto che ne basta pochissimo. E si risparmia un sacco perchè sì, quella già pronta in bustine-pillole ecc. costa un patrimonio!

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  12. Io sono una rogna alimentare ambulante, ho a turno reazioni allergiche a praticamente ogni tipo di alimento che non sia la verdura, che fino ai 19 anni non mangiavo se non passata. Una tecnica che potreste usare se alle bimbe piacciono le sfide è vedere quanti pasti di seguito riuscite a fare senza zuccheri aggiunti, sperimentando ricette alternative. Per me è un modo per rendere divertente l'eliminazione dalla dieta, a turno, di pomodoro, lattosio, mais (e sono anche celiaca) mais e dolci. In questo modo ho anche alleggerito un sacco di ricette!

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  13. Anonimo delle 15.01.....ma biologico non vuole dire senza zucchero!!

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    1. Spesso ce n'è di meno

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  14. Sono passati due mesi.... si vede qualcosa? :-)
    Da diabetica 1 (da adulta pero') e intrippata ho imparato molto a leggere le etichette. Il segreto alla fine sta nel mangiare pochissime cose "pre-preparate". Per quanto riguarda i cereali ci sono "equivalenti" di specal k (ovvero riso e frumento) a marchio coop o di lidl che contengono mooolto meno zucchero. Infatti ora gli special k li trovo disgustosi. Bisogna guardare la tabella nutrizionale.

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