giovedì 10 maggio 2012

Sentirsi papà

Due di notte, febbricitante Sofia si sveglia, vado nella sua stanza e le do un po' d'acqua, poi l'abbraccio e mi metto nel suo letto. È calda, me la porto al petto. Lei mi abbraccia, dice "papà". Io la cullo un pochino, le sussurro che va tutto bene, che può fare la nanna. Lei sembra sentirsi più tranquilla, mi mette l'indice in bocca, socchiude gli occhi. Sottovoce le canto "carissimo Pinocchio" e gli occhi lei li chiude proprio. Smetto la ninna nanna, ascolto il suo respiro. È un po' raffreddata, ogni tanto russa un pochino. Si è riaddormentata. Esco piano piano dal letto. Mi siedo un attimo e guardo lei ed Eleonora che dormono. Dare parola alle emozioni che sgorgano dal cuore sarebbe come cercare di bere da un idrante. Non ci provo nemmeno; mi godo semplicemente il fatto di essere papà.

mercoledì 9 maggio 2012

Positivismo Eleonoriano

Da tre giorni i discorsi serali fra me e Anette sono del tipo:
"Dunque, se esco un po' prima del solito e sposto la riunione delle dieci e torno verso pranzo?" 
"Va bene, però devi essere qui al massimo alle 13, e poi chiaramente io devo stare in ufficio un po' più a lungo o collegarmi dopo cena".
"OK, io intanto anticipo anche la riunione che se dopodomani è ancora febbricitante facciamo il contrario e fai tu la mattina ed io il pomeriggio".
"Allora mando l'sms al mio collega che domani mattina vabbo".

Sofia è febbricitante da domenica sera, chiaramente nella settimana in cui i nonni sono impegnati, ci stanno facendo dei lavori in casa ed al lavoro è un periodo intenso di scadenze. 

In questo Eleonora ci vede comunque un lato positivo. Oggi mi ha detto "Mi piace quando Sofia è ammalata, perché o tu o la mamma venite a prendermi a scuola prima del solito".

martedì 8 maggio 2012

Alcune regole del primo torneo

La squadra di calcio di Eleonora (classe 2005) si appresta, fra qualche settimana, a fare il suo primo torneo, la "småtting cup" (coppa dei bambini).
Alcune delle regole prevedono che:
- Tutti i bambini giocano un ugual numero di minuti
- I genitori fanno il tifo, ma non danno indicazioni (che potrebbero essere diverse da quelle degli allenatori e metter così i bimbi in difficoltà nel "disubbidire" agli uni o agli altri)
- Non si contano i gol
- Niente classifica

Ma i bambini (...e i genitori) resisteranno davvero alla tentazione di contare i gol?

lunedì 7 maggio 2012

Colloquio con maestra ed Eleonora

Questa mattina alle 8:30 in punto ero dalla maestra di Eleonora, forte anche del fatto che mi ero preparato alla mezz'oretta di colloquio tramite il "compito a casa". Mentre entro nella stanzetta per le riunioni ecco che la maestra va a prendere Eleonora. Così ho scoperto che nel primo quarto d'ora del colloquio anche lei sarebbe stata presente (cosa in realtà anche giusta, visto che ha risposto a ben tredici domande). Eleonora ha ascoltato, commentato, partecipato, fornito dettagli, ed io sono rimasto affascinato dall'incredibile capacità di osservazione dei bambini, e da come, nonostante a volte più che distratti sembrino proprio in un mondo parallelo, sentano, ricordino ed elaborino di tutto e di più.

domenica 6 maggio 2012

Idea per gli Europei

In questi giorni a Stoccolma si gioca la prima fase dei campionati mondiali di hockey su ghiaccio, e così oggi ho convinto nonno Bosse a venire con me a vedere Italia-Danimarca e l'ho "costretto" (dandogli anche tanto di bandierina tricolore) a fare il tifo per la nostra nazionale.

Tornati a casa abbiamo dato le bandierine ad Eleonora e Sofia che hanno iniziato a sventolarle per la sala da pranzo ballando e cantando alè Italia.

Visto lo sguardo leggermente sconsolato dei nonni svedesi Anette ed io abbiamo deciso che per gli Europei di calcio di quest'estate, dove giocheranno sia l'Italia che la Svezia, compreremo una maglietta dell'Italia ed una della Svezia e le taglieremo a metà per ricucirne due, metà dell'Italia e metà della Svezia, da dare ad Eleonora e Sofia, così facciamo contente tutte le famiglie. Creatività italiana, pragmatismo svedese.

sabato 5 maggio 2012

De gustibus...

Ad Eleonora i broccoli piacciono tanto, Sofia li toglie dal piatto prendendoli fra pollice ed indice con espressione abbastanza schifata, Eleonora adora le carote (a volte le vuole persino portare a scuola al posto del frutto per metà mattina), Sofia toglie dal piatto anche quelle; per contro Sofia adora gli spinaci che hanno invece il potere di far fuggire Eleonora neanche fossero kriptonite.
Eleonora beve solo acqua non gassata, per farle bere il latte ci vogliono le lotte o due cucchiaini di O'Boy (il Nesquik svedese), Sofia ride quando beve le cose frizzanti e va a prendersi da sola il latte nel frigo. Eleonora non vuole nemmeno sentire l'odore dello yogurt, Sofia di solito prima finisce il suo poi viene a rubare il mio.
Eleonora adora il Parmigiano e l'Asiago, ma non la mozzarella che invece Sofia mangia con gusto.

Entrambe però adorano la bresaola, il prosciutto (sia crudo che cotto), il salame, la pizza e, chiaramente, il gelato.

venerdì 4 maggio 2012

Nella tranquillità serale

Alle dieci e un quarto di sera, quando in teoria avrebbe dovuto essere già da tempo fra le braccia di Morfeo, Sofia si è presentata in sala con il ciuccio in una mano ed il suo gatto peluche nell'altra sfoderando il sorriso più vivace del mondo e scandendo un chiarissimo "non ho sonno!" Ogni ambizione che io e nonno Bosse avevamo di finire di vedere Svezia-Norvegia di hockey è stata messa da parte...

giovedì 3 maggio 2012

Prepararsi al colloquio a scuola di Eleonora

Maggio è periodo di colloqui con l'asilo e con la scuola. Per quanto riguarda il colloquio con le maestre di Eleonora (1a elementare) c'è un "compito a casa" da riconsegnare entro 2-3 giorni dal colloquio e che consiste in 13 domande per il bambino più una per i genitori.

Le domande sono:
1) Come ti trovi a scuola/al pre- e doposcuola? 2) Come si comportano gli adulti verso di te a scuola? 3) Come ti comporti tu verso gli adulti a scuola? 4) Come si comportano gli altri bambini con te? 5) Come ti comporti tu con gli altri bambini? 6) Cosa fai quando sei nel cortile della scuola? Hai qualcuno con cui giocare? 7) Cosa ti fa arrabbiare, preoccupare, intristire a scuola? 8) Cosa fai in quei casi? 9) Cosa ti fa felice e soddisfatto a scuola? 10) Cosa ne pensi della refezione? 11) Come funzionano le cose a ginnastica? Ad esempio la doccia. 12) Questo mi sembra difficile a scuola: 13) Mi diverto a fare questo a scuola: 14) Cose di cui penso il mio bambino abbia bisogno:

Sia io che mamma Anette siamo rimasti abbastanza affascinati dai dettagli delle risposte che Eleonora ha sviluppato. Ci ha persino spiegato che quando fa la doccia ha imparato ad aspettare sempre 2-3 secondi dopo aver premuto il rubinetto perché così l'acqua è più calda e ci ha fatto vedere come spinge il rubinetto e si sposta. Inoltre ci ha spiegato qual'è stato il suo contributo quando la sua classe ha discusso e votato i miglioramenti che i bambini, tramite due bambini rappresentanti di classe, hanno presentato al consiglio d'istituto. Lei ha chiesto che ci fossero più corde per saltare, richiesta che è stata accordata insieme ad una nuova altalena, ridipingere le linee del campo di calcetto e qualche mazza da innebandy (una specie di hockey) in più.

mercoledì 2 maggio 2012

Effetto collaterale dell'italiano?

I cinque-sei giorni passati a Milano esposta solo all'italiano sembrerebbero aver sviluppato ulteriormente, strano ma vero, anche lo svedese di Sofia. Da quando siamo tornati ha iniziato con frasi più lunghe ed articolate. Quando sono andata a prenderla all'asilo oggi la maestra mi ha detto che ha sorpreso tutti componendo una frase di cinque parole; per ribattere ad un bambino che raccontava che il fratello sapeva nuotare Sofia ha detto orgogliosa: "min storasyster kan också simma!" (anche mia sorella maggiore sa nuotare!).
Effetto collaterale dell'italiano o effetto diretto della sorellanza?

martedì 1 maggio 2012

Sapori d'Italia

Oggi primo pic-nic della stagione. L'invito ci è arrivato "inaspettato" alle nove di stamattina via sms dai nostri vicini che hanno tre bimbi in età fra quelle di Eleonora e di Sofia: "Facciamo un pic-nic ad Hagaparken?". Vista la giornata soleggiata non ce lo siamo fatti dire due volte, e visto che siamo tornati ieri dall'Italia a fare i panini c'ho pensato io: bresaola di Chiavenna, coppa piacentina, taleggio e salame di Felino. Il tutto chiaramente in dosi abbondanti visto che immaginavo, come poi è successo, che anche gli altri, sia grandi che bambini, non avrebbero resistito alla tentazione di assaggiare e piluccare certe leccornie.

Questa sera poi, per rimanere in tema di sapori italiano, sono passati a trovarci Anna (svedese) e Roberto (pugliese d.o.p.) che l'anno scorso si sono trasferiti dall'Italia al centro-nord della Svezia e che hanno fondato una piccola azienda (Apuliens smak - sapore di Puglia) che importa, soprattutto nel nord della Svezia, prodotti pugliesi. Mi sa che per celebrare un buon connubio italo-svedese in settimana farò a moglie e bimbe delle orecchiette al ragù di renna!

lunedì 30 aprile 2012

Tornati in Svezia

Nell'immaginario collettivo gli svedesi sono un popolo freddo, distaccato, che non mostra i propri sentimenti.

Per far cambiare idea a chiunque lo pensi credo basterebbero i sette minuti di abbracci sbaciucchiosi e coccolosi di mamma Anette con Sofia ed Eleonora appena uscite dagli arrivi all'aeroporto di Arlanda oggi.

domenica 29 aprile 2012

Ai giardinetti

Ultimo giorno di Milano prima del ritorno "morbido" (ossia con 1 maggio di festa) a Solna. Entrambe le bimbe hanno esatto di andare ai giardinetti, Sofia per giocare con l'oramai amichetta del cuore Giulia (appena si sono viste si sono corse incontro ed abbracciate ed hanno giocato insieme tutto il tempo) ed Eleonora per giocare un po' con tutti.

Zia Daniela ci ha raggiunti ed ha portato con sè alcuni giochi di quando era lei ad avere bimbi piccoli: pentole, posate, frutta e verdura di plastica e compagnia bella. Eleonora e Sofia hanno deciso di coinvolgere tutti nel gioco e nel giro di pochi minuti una decina di bimbi stavano giocando insieme. Chiaramente i genitori non sono rimasti impassibili e si sono fatti coinvolgere anche loro. Penso che se i bimbi se ne fossero andati per giocare a qualcos'altro i genitori avrebbero continuato a giocare fra di loro...

sabato 28 aprile 2012

Sabato meneghino

Continua la full immersion di Milano e di italiano per Eleonora e per Sofia che piano piano, nonostante cerchi sempre prima di esprimersi in svedese, inizia ad usare un pochino di italiano quando capisce che con lo svedese non viene capita.

Dopo il tradizionale appuntamento con i giardinetti quindi oggi prima tappa al San Vittore per il "playbrunch" dove si mangia (bene) e dove per i bambini c'era una animatrice che, visto il nome del locale, io pensavo incatenasse i bimbi, ed invece li intrattiene facendo figure con i palloncini, dipingendogli braccia e viso e facendogli giochi di magia, mentre per i genitori la magia più grande sembra essere quella di riuscire a fare un pranzo tranquillamente.

Dopo l'altrettanto oramai tradizionale gelato (Eleonora è tornata ai classici cioccolato-vaniglia-fragola) spettacolo dei tre porcellini al Teatro Smeraldo, dove i bravissimi artisti della Casa delle Storie trasformano tutti in "spettattori" ed hanno pensato ruoli proprio per tutti, e quindi mentre Eleonora si è trovata fra i porcellini io e Sofia siamo finiti a fare le rape. L'esperienza a Eleonora è piaciuta talmente tanto che quando ha sentito che il 5 maggio faranno il brutto anatroccolo ed il 6 maggio faranno cappuccetto rosso mi ha chiesto se potevamo prolungare il soggiorno a Milano!

venerdì 27 aprile 2012

48 ore

Nelle ultime 48 ore Eleonora ha rincontrato nonno Carlo, nonna Marghe, zia Dani ed il cugino Manuele, ha fatto nuove amicizie in almeno due diversi giardinetti (ed è riuscita a guadagnarsi il rispetto di due bimbi di 7 anni che prima non volevano farla giocare a calcio con loro visto che è una femmina, ma quando poi non sono riusciti a toglierle la palla dai piedi hanno litigato per potersela prendere in squadra), ha visto tutti gli animali della cascina Campazzo, è andata da sola con nonna Marghe a comprare dei giocattoli ed a farsi una meringa gigante, ha rincontrato le sue amichette Gaia e Letizia con le quali è riuscita a fare scambio di figurine "Amici cucciolotti" (che in Svezia non ha nessuno e quindi le doppie si accumulavano) e con loro ha mangiato la pizza, ha rincontrato il (bis)nonno Floro, si è goduta alla grande le giostre e l'iperscivolo gonfiabile che c'è in questi giorni di fianco alla Esselunga di via dei Missaglia, ha fatto con me il budino al cioccolato.

E così mentre andavamo in macchina verso l'ipermercato per fare un po' dei classici acquisti da emigranti che riempiranno le nostre valigie, quando ha visto l'sms di mamma Anette ed ha realizzato che qui ci sono oltre 10 gradi in più che ha Stoccolma, ha aperto il finestrino della macchina e gridato "adoro l'Italia!".

giovedì 26 aprile 2012

Nonna e nipote

Questa mattina, mentre io, nonno Carlo e Sofia andavamo a fare un paio di commissioni, nonna Marghe ed Eleonora per la prima volta sono andate in giro da sole. Sono state via un paio d'ore. Al ritorno Eleonora era tutta contenta. Sono andate, parole di Eleonora, "prima in un bellissimo negozio di giocattoli e poi a mangiare la meringa più grande del mondo". Quando poi siamo andati alla cascina Campazzo per far vedere a Sofia che anche a Milano si possono vedere le mucche e le galline, Eleonora ha voluto raccogliere un mazzetto di margherite da portare alla nonna "perché si chiamano come lei".

Sarà che a volte lo stare a duemila km da nonno Carlo e nonna Marghe si fa sentire, ma a me questa cosa che si stiano creando un rapporto loro piace tantissimo.

mercoledì 25 aprile 2012

L'idea era un'altra...

L'idea di questi 5-6 giorni a Milano era di far praticare l'italiano alle bimbe, specialmente a Sofia che capisce tutto, ma risponde per lo più in svedese.

Ero quindi tutto contento quando zia Daniela si è messa a giocare con Sofia...ma quando mi sono messo ad ascoltarle ho sentito che era zia Daniela che diceva "nej" (no), "napp" (ciuccio), "tack" (grazie).

L'idea portandole qui era che la zia insegnasse l'italiano a Sofia, NON Sofia lo svedese alla zia...

martedì 24 aprile 2012

Un'ora per fare la valigia...

Domani toccata e fuga a Milano dai nonni. Solo io e le bimbe. Lunedì saremo già di ritorno. Pensavo quindi che preparare la valigia sarebbe stata una cosa velocissima...ma non avevo fatto il conto con Eleonora e Sofia.

Hanno voluto prima decidere (anche Sofia!) e poi provare i vestiti. Chiaramente non è bastato il semplice metterseli e guardarsi allo specchio, hanno proprio voluto sfilare.

Pensavo che ci avrei messo al massimo venti minuti. Ci è voluta più di un'ora...

lunedì 23 aprile 2012

Scenette da una cena normale

Ho raccontato ad Eleonora che quando avevo la sua età regolarmente veniva a trovarci la zia Anitala. Questa zia quando entrava si presentava come "il castigamatti" e, fra le altre cose, essendo una amante delle buone maniere riusciva ad inventarsi cose come quella di farmi mangiare facendomi tenere dei libri sotto le ascelle così da dover mantenere una posizione composta con i gomiti vicini al corpo.

Questa cosa ha fatto talmente divertire Eleonora che ha voluto provare anche lei.
Solo che non avevamo fatto i conti con Sofia, che ogni 30 secondi rubava i libri da sotto le ascelle di Eleonora...

domenica 22 aprile 2012

Sofia sente di crescere

Sofia, in pieno periodo "jag kan" - "io so farlo" (sottinteso, da sola), da qualche giorno quando uno meno se l'aspetta se ne esce con la frase: "jag är inte bebis, jag är barn" - "io non sono bebè, sono bambino*".

* = in svedese la parola "barn" è di genere neutro ed indica sia il bambino che la bambina

sabato 21 aprile 2012

Che storia!

Sia Eleonora che Sofia sembrerebbero essere entrate in un periodo particolare per quanto riguarda le favole. Sofia vuole che vengano cambiati in maniera speciale i personaggi di ogni storia che leggiamo insieme: i personaggi dobbiamo sempre essere io e lei, anche quando nei disegni della storia ci sono ad esempio una mamma con un bambino.

Con Eleonora invece siamo nella fase del "cambia e inventa": le favole vengono modificate e vengono aggiunti e tolti fatti e personaggi. La nostra storia è che il libro delle favole è caduto, le pagine si sono sparpagliate e poi sono state messe a posto alla rinfusa. E così stasera ad esempio un po' io ed un po' lei ci siamo inventati che il lupo cattivo soffiava invano sulla casa di marzapane della nonnina di Hansel e Gretel per poi andare a cercare di mangiare i sette capretti che abitavano insieme a Biancaneve, e così via...