giovedì 8 settembre 2016

Riflessioni sulle merende

Oggi ho portato Eleonora e Sofia agli allenamenti di orientamento. Mentre facevamo il percorso scuola-casa abbiamo visto che il nostro baretto preferito era aperto. È il magazzino di uno svedese geniale che vende caffè e macchine per caffè ai ristoranti, ma che due pomeriggi alla settimana è aperto al pubblico. Fa un cappuccio strepitoso. Lui è un vero nerd del caffè. È talmente bravo che regolarmente va in Italia a fare ai baristi italiani i corsi di analisi sensoriale del caffè. Morale, la merenda da lui è stata dolce (ha degli ottimi pasticcini giganti).
Durante l'allenamento ho notato come Eleonora, finita la carica dello zucchero, fosse molto più irritabile di quando fa merenda con pane integrale e formaggio. È una cosa che seguo dai tempi in cui la allenavo a calcio (e che quindi dovrei avere imparato...): merenda ricca di zuccheri = picco glicemico con grande carica e crollo appena finisce lo zucchero; merenda con fibre e meno zucchero = energia e continuità per tutto l'allenamento.
In entrambi casi poi non va dimenticato il bere.
Aggiorno l'agenda e nel promemoria dei suoi allenamenti ne metto uno per me sulla merenda.

6 commenti:

  1. Fefo sei il babbo perfetto!

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    1. Fuori del Granducato lo chiamano "papà".

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  2. Anche in Emilia Romagna si dice "babbo" come sinonimo di papà (come nel Pinocchio di Collodi). Ma so che in Sicilia è un insulto :)

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    1. Confermo: sono palermitana e babbo si usa come insulto :)

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