domenica 5 febbraio 2012

Come si cambia

Leggendo i commenti al post dell'asilo di Sofia (ma in realtà tutti gli asili svedesi), per il quale è normalissimo e salutare far giocare all'aperto i bambini anche a dodici gradi sotto lo zero, mamma Anette ed io ci siamo messi a discutere di tutte quelle cose che portavo con me come bagaglio di cose che ritenevo si sarebbero rivelate una volta genitore e sulle quali invece, qui in Svezia, mi sono ricreduto.

La congestione, almeno qui, non esiste. Le famose due-tre ore fra pranzo e bagno non sanno cosa siano. Quì la gente mangia e si tuffa quando vuole. E sì che i laghi qui non sono caldi ed il mare ancor meno. E così ho dovuto cedere all'evidenza. Eleonora e Sofia mangiano e fanno il bagno senza aspettare le tre ore canoniche, anche quando fanno il bagno nel lago vicino ai nonni, quello nel quale l'acqua a 18 gradi viene qui definita "calda".

Il raffreddore, a dispetto del nome, è causato da virus e batteri, non dal freddo. E così bimbe sbracciate e senza calze in casa ogni stagione. Certo, per uscire d'inverno ci si copre (tanti strati tipo cipolla piuttosto che solo capi pesanti), e non si lasciano mai scoperti il capo e le mani, ma lì si tratta di prevenire il congelamento, non il raffreddore. E a proposito di virus, gli antibiotici servono solo contro le infezioni batteriche, ai virus gli fanno un baffo ed anzi possono fare danni, e quindi qui se ne parla solo in caso di ricetta del medico, che li prescrive se ti va bene dopo la VES, ma solitamente dopo il risultato della coltura microbiologica. Inoltre sarà che la mamma di Anette è infermiera, sarà che anche Anette è molto cauta con gli antibiotici, ma ad Eleonora sono stati somministrati solo due volte e solo dopo la certezza del tipo di infiammazione. E pensare che un tempo penso li avrei dati anche in maniera preventiva...

31 commenti:

  1. Sulla cautela nell'uso dei medicinali sono d'accordo, sulla congestione un po' meno... com'è possibile che lì non esista? Che ci svelino il mistero, qua ogni estate purtroppo qualche caso che finisce nella cronaca nera c'è sempre. :(

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    1. Ho lavorato in spiaggia per diversi anni e confermo che purtroppo la congestione esiste, e può essere fatale :( Dipende dalla differenza di temperatura fra corpo e acqua, non dal fatto in sé di aver ingerito del cibo. Il mix "teglia di lasagne" + "pennicchella al sole" + "tuffo a bomba" può essere micidiale...ma basta avere un po' di buon senso senza il "dogma delle tre ore" :)
      Scusa se faccio la precisina, e complimenti per il blog!
      Barbara

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    2. Scusate, ma come non esiste assolutamente alcuna prova medica scientifica sul "colpo d'aria", anche per la congestione siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ovunque nel mondo si fa il bagno praticamente appena finito di mangiare e senza problemi. La spiegazione fisiopatologica che viene fornita in genere è data dal meccanismo del furto: l'apparato digerente durante la digestione e l'assorbimento dei cibi ha bisogno di un flusso sanguigno maggiore per cui immersione in acqua fredda che farebbe aumentare le richieste di ossigeno e quindi il flusso di sangue verso altri distretti corporei sottrarrebbe (furto) sangue alla digestione causando il blocco della stessa con malessere vomito e perdita di conoscenza. Pero' tale spiegazione è falsa. L'immersione in acqua fredda determina una vasocostrizione corporea e non una vasodilatazione per cui il sangue a disposizione dell'apparato digerente aumenta e non diminuisce con l'immersione. Il fatto di morire in acqua gelida d'estate è causato da problemi cardiaci, ischemia cardiaca o un'infarto che sono la causa della sincope (perdita di conoscenza) e della morte. Ma questo avviene per il passaggio dal caldo al freddo, e non è legato in alcun modo al fatto d'aver mangiato. É incredibile quante dicerie si siano inculcate nel sentito comune e costituiscano un patrimonio di "conoscenze" assodate che però oltreconfine sono sconosciute.

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  2. Oggi parlavo con mia mamma su skype proprio del tuo post dell'altro giorno. Mi diceva che il figlio di mia cugina è malato da tipo un mese e tachipirina a go-go (anche se lei ha provato a resistere, ma il medico non ha voluto sentire ragioni). E alla fine è stata un'altra pediatra a dirle: ma non è che l'asilo dove va non è adatto? --- in quell'asilo i bimbi sono sempre dentro, mai che gli facciano fare una passeggiata e il giardino non c'è. Ti credo che si ammalano. Qua in Slovenia la situazione è molto più simile alla Svezia. Tante ore fuori, anche in inverno, e a contatto con la natura. E non ho ancora sentito di bimbi allergici o asmatici.

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  3. Guarda, se penso che il figlio di una mia amica italiana è quasi assuefatto all'antibiotico mi viene un nervoso..
    La pediatra (tedesca) di Siegmund è del vostro stesso avviso, tant'è vero che da mercoledì gli sto facendo l'aerosol. Motivazione: "Signora, si tratta di un virus e bisogna lasciarlo fare il suo corso". E come riesco a far stare buono il piccoletto? Metto su YouTube i video del.. CUOCO SVEDESE del Muppet Show!!! (come si chiama, là, a proposito? Ho scoperto che in Germania è il cuoco DANESE, per esempio. Chissà perché..)

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  4. @Brunhilde Qui è il cuoco svedese :) Misteri del doppiaggio, come la canzone di Lilli e il vagabondo "Bella notte" che in tutte le versioni tranne quella italiana parla di "bella notte" (in italiano) e nella versione italiana dice "della notte".

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  5. I miei sono raffreddati, in questi giorni. Usciamo, andiamo a scuola a piedi perché, con le strade gelate e ancora la neve ai lati, non oso far prendere loro la bicicletta sennò sai che sgommate. Usano il cappello per evitare il mal di testa da freddo e i guanti perché giocano con la neve. Le calze alla caviglia e le maniche corte, a casa come a scuola, tre strati invece che uno, nessuna maglia di lana fuori e cotone sulla pelle e oggi abbiamo sciato a -20, con qualche lacrima ma, alla fine, sono bambini che vivono in ambienti troppo caldi per loro.
    Io sono parca con le medicine, tachipirina oltre i 38,5, antibiotici pochissimi e lascio che le malattie facciano il loro corso. Solo ai vaccini contro le malattie infettive ho detto sì, oltre a quelli obbligatori dalla legislazione italiana.
    Roberta

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  6. Mia figlia è per l'appunto malata. Da venti giorni a pensarci bene. Bronchite, quindi antibiotico dato da mercoledì scorso dalla pediatra italiana nel corso del nostro viaggio in Italia. Sono d'accordo sul limitare l'uso dell'antibiotico, ma a volte mi accorgo che con tutte le influenze che si prendono a scuola, le mie figlie senza l'antibiotico starebbero a casa per metà dell'anno scolastico.

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  7. ma la scienza medica non dovrebbe essere universale? o i medici italiani e svedesi non si parlano oppure siete (cioè sono, chè tu sei il meridionale del luogo.....) geneticamente modificati.....
    qui mi sa che ancora nel 2012 andiamo avanti a credenze popolari....(quella del bagno poi....)
    Enzo

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  8. Paola Di Giulio5 febbraio 2012 22:57

    Anch'io sono cresciuta senza tanti riguardi per la congestione e potevo fare il bagno dopo mangiato. Mia madre era di origine belga ma non credo c'entri molto. Forse dipende dalle abitudini alimentari, tipo lasagne-salsiccia-bigné anche sulla spiaggia?

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    1. No direi che dipende ESCLUSIVAMENTE da differenze culturali.

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  9. Io sono cresciuta facendo il bagno nei laghi e mari del nord. Nessuno mi ha mai detto di aspettare. Mia zia che è infermiera dice che solo i cani hanno problemi se non si riposano dopo aver mangiato. Sarà anche appunto che noi abbiamo sempre mangiato solo panini prima...

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  10. Sorrido perchè pare che l'Italia sia anche l'unico paese dove esiste il colpo d'aria;)
    Anche io sono contro l'antibiotico a gogo nei casi non necessari.

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  11. Come scrivevo l'altro giorno nel blog di Silvia e Gabriele anche noi pochissimi antibiotici, il piccolo addirittura li ha presi solo 2 volte e sempre per punture di zecca. In quel caso la pediatra è stata categorica. Invece in un periodo che la grande soffriva di mal d'orecchie mi consigliò di non farla uscire con la berretta ed effettivamente il mal d'orecchie passò! (non era comunque un'otite...)I miei figli sono nati tutti e due in ottobre e li ho sempre portati fuori fin da piccolissimi, anche con la nebbia che regnava sovrana, coperti bene e via....un giorno al mercato una signora mi ha apostofata "povera piccola, credo non sia d'accordo di trovarsi qui!" notare che la povera piccola dormiva beata!!
    Abitando poi al mare per noi l'abitudine era arrivare in spiaggia alle 11, portare la pappa nel thermos e pranzare in spiaggia, rimanere fino alle 19/20 con bagni a gogo e l'unico inconveniente è stato riabituarli a pranzare al chiuso quando arrivava la brutta stagione!
    Io però sono nata in campagna ed ho vissuto una vita molto libera fino ai 10/11 anni, forse le mie abitudini derivano dalla mia infanzia.
    Una cosa invece mi lascia perplessa, il fatto che dicevi di andare tranquillamente al bar e lasciare le bimbe nel passeggino addormentate...non avete paura che le bimbe spariscano??

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  12. Da piccola dovevo aspettare 4(QUATTRO!) ore prima di poter fare il bagno dopo pranzo, ma a pensarci bene era un pranzo "pranzo" allo chalet dello stabilimento. Quando sono cresciuta, ho iniziato ad andare in vacanza da sola e a pranzare con un panino o un gelato in effetti tanti problemi non me li sono più fatti. A volte mangiavo direttamente a mollo!!! Certo, con un piatto di spaghetti con le vongole magari evito di buttarmi subito, ma generalmente dipenda da come mi sento: se lo stomaco è "pesante" aspetto, altrimenti...SPLASH!
    Comunque, doversamente da quanto dice Paola, secondo me è anche una questione di mentalità. Da bambina andai all'isola del Giglio con mia madre e una sua amica tedesca. Era il ponte del primo maggio, acqua intorno ai 15°. L'amica si butta, io a ruota, mia madre se ne guarda bene ma mi lascia andare. Freddo era freddo, ma non mi è successo nulla (l'amica di mia madre invece il giorno dopo aveva la febbre!).

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  13. @Daniela (e anche @La Zingara che aveva lo stesso commento sul fidarsi del lasciare i bimbi nel passeggino) È vero che l'occasione fa l'uomo ladro, ma si tratterebbe di sequestro di persona, un reato veramente grave. Comunque si tende a lasciarli dove si riesce a vederli, anche perché quando si svegliano li porti dentro.

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  14. Buongiorno, mio marito mi ha mandato questo splendido link; ci sono tanti argomenti in gioco.
    1) In Italia non esistono le vaccinazioni obbligatorie, ogni genitore è libero di vaccinare o meno secondo coscienza, Vi suggerisco al proposito gli scritti del Dott. Gava e Dott. Serravalle; in Italia si danno troppe medicine e si inventano malattie per vendere i medicinali; per fortuna che le medicine e gli ospedali ci sono ma vanno utilizzati se strettamente necessari e con parsimonia; le malattie servono a far progredire il sistema immunitario dei ns figli; mia figlia gattona sempre scalza sul pavimento di granito...e appena infilo i calzini se li toglie.. cosa vorrà dirmi? Inoltre è intrattabile se nn passa almeno 1 h al giorno all'aperto con qualsiasi tempo!!!
    Anche con questa neve. Ciao. Licia

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  15. Molto interessante.
    Io sono praticamente cresciuta in campagna, giocando all'aperto tutto l'anno, senza sciarpe o cappotti, e non mi sono quasi mai ammalata. Ho anche sempre fatto il bagno in mare dopo mangiato, tra le facce stupite dei bagnanti. Pensa che il mio ragazzo invece solo da qualche mese (finalmente sono riuscito a convincerlo che non succede niente)ha capito che si può fare la doccia (calda) dopo mangiato! :D
    Anche il colpo d'aria è una cosa davvero misteriosa, dell'abitudine di tenere abiti pesantissimi anche se fa caldo e si è tutti sudati per evitare il famoso colpo d'aria. Credo che solo noi italiani siamo così ipocondriaci :(

    Mae

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  16. uffa, non conosco un popolo più esterofilo degli Italiani. in svezia dove la sanità pubblica funziona così bene, gli antibiotici non vengono dati troppo spesso per risparmiare. e quando vengono prescritti, la farmacia rilascia solo il fabbisogno necessario non una confezione intera.
    certo che l'antibiotico viene dato solo a fronte di infezioni batteriche ma anche per scongiurare eventuali complicanze da virus resistenti. mio figlio ha 5 anni e avrà preso al massimo 3 volte gli antibiotici. l'anno scorso a fronte di una quasi bronchite il pediatra ci ha raccomandato di non farlo uscire per evitare shock termici. 10 gg a casa e ne è uscito benissimo senza bisogno di antibiotici ma certo se fosse uscito non so come sarebbe finita.
    non so quale motivo ci sia di far dormire i bambini imbacuccati fuori sul balcone. me lo dite, per favore? non sarà che in svezia il poco sole che c'è deve essere preso mentre noi in Italia non abbiamo questo problema?
    basta per carità. mi risponderete che se mi danno fastidio questi contenuti dovrei smettere di leggere il blog ma io questo blog lo adoro ma detesto questo modo tutto Italiano di dare addosso a noi stessi!
    ciao a tutti

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  17. @Anonimo Il farli dormire (e giocare) fuori non ha (solo) a che fare con la luce. Ci sono molti studi e statistiche che provano che quei bambini stanno meglio, si ammalano più di rado, eccetera.
    Per me non si tratta di essere esterofili, si tratta di osservare tutto il mondo e "rubare" le idee che possono aiutarci, SENZA dimenticare chi siamo e di eventualmente adattarle alla nostra realtà. Se pensi che i metodi educativi degli asili qui si chiamano, fra l'altro, Montessori e Reggio Emilia è perché anche gli svedesi fanno lo stesso: si guardano intorno, prendono ciò che sembra migliore, lo adattano e lo fanno proprio.
    Grazie per i complimenti sul blog e sullo stimolare una discussione. Altrimenti sai che noia :)

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  18. Paola Di Giulio6 febbraio 2012 15:07

    Quella delle medicine dosate per il fabbisogno è una abitudine diffusa in diversi paesi, e mi sembra giusto, dato che molte scatole da noi poi scadono ed è veramente uno spreco ( e indovinate chi ci guadagna?). Anche il discorso sui medicinali da banco nei supermercati, ha una sua 'interpretazione' all'estero: ad esempio l'aspirina ha un dosaggio anche 3 volte inferiore a quella che troviamo noi in farmacia. Però la trovi ovunque.

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  19. "Il colpo d'aria non esiste" questo mi ha detto una volta uno dei pediatri dei miei figli. E sì, perchè mica ne ho uno solo.Tutti, per fortuna, contrari all'abuso di antibiotici. Il primo figlio, infatti, non li ha mai presi.
    Tuttavia, a 20 giorni di vita il mio secondo bimbo è stato ricoverato per una sospetta bronchiolite: un semplice raffreddore che gli aveva passato il fratello maggiore lo ha portato in ospedale. Lì sì che gli hanno dato gli antibiotici, potevo dargli torto? Direi di no. Il risultato di tutto ciò è che ora li ho tutti e due a casa, il grande non andrà al nido fino a marzo per evitare che passi altro al fratello (su consiglio del pediatra) e io ho, per questo motivo, dovuto prolungare il mio congedo per maternità.
    Sono favorevole a tutti i vaccini, al primo li ho fatti TUTTI con il secondo credo farò lo stesso. Ma sul discorso della congestione ci andrei cauta. Perchè rischiare?
    Ah! E oggi io e Zorro (il primo) siamo finalmente usciti al freddo e al gelo.
    ps: i miei bimbi si passano un anno e mezzo, non riesco ancora a uscire con entrambi perchè il primo è ancora ingestibile senza passeggino... e sulla pedana che si attacca al passeggino del grande non ci vuole stare.COME FACCIO??? Si accettano consigli :D

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    1. Abbassa totalmente lo schienale e li fai stare seduti schiena contro schiena, dando i turni per far vedere loro davanti. Oppure se il piccolo ci sta ancora, marsupio o zainetto. Ma se non ci vuole stare sulla pedana, perché non lo fai camminare tra te e il passeggino spingendolo "insieme"?
      Anche io lascerei spesso fuori i bambini che dormono infagottati. Portarli dentro, nei luoghi caldi, senza svestirli "per non svegliarli" è molto peggio. E poi si sa che al chiuso i microbi si passano meglio l'un l'altro.
      Roberta

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    2. passeggino doppio, non gemellare, ne esistono di comodissimi

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    3. Conosci Phil & Teds?
      http://philandteds.com/en/products/push
      Potrebbe essere una soluzione :)

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    4. @Roberta: mmm la vedo dura la tua soluzione, il grande non ha ancora 2 anni e il piccolo non ancora 4 mesi...
      Col marsupio ci ho già provato ma è da spezzarsi la schiena se lo si fa abitualmente
      @Anonimo: credo che alla fine dovrò cedere proprio a quello anche se fino alla fine cercherò una soluzione alternativa (che non c'è!)
      @Stefano: no, non conoscevo :D

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  20. Capita spesso anche a me di pensare ad alcuni luoghi comuni italiani che qui a Chicago non pare trovino riscontro...in particolare qui porto in giro mio figlio Piero (7 mesi) anche con -20...

    Questa vignetta forse ti fara' ridere: http://amaggese2012.wordpress.com/2012/02/06/neve/

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  21. Io sono una mamma degenere per quasi tutti quelli che conosco: porto e ho portato i bimbi fuori con ogni tempo (forse con il vento ci vado cauta), aspetto un paio di gg per chiamare la pediatra in caso di malanni, cerco di curarli a timo-echinacea ecc, non mi preoccupo se sudano-corrono-si sporcano, li ho allattati entrambi per quasi 2 anni e se qualcuno (fosse medico o normale cittadino) osava dirmi qualcosa, ringhiavo...
    ecco forse sul bagno al mare dopo pranzo ho un po' di remore...
    ma nessuno è perfetto..

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    1. Siamo in due. Sul bagno al mare, opto per un paio d'ore. Ma solo perché tanto io crollo per il "riposino". Io.
      Roberta
      p.s.: bella discussione!

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    2. Scusa se sono brutale, ma sono 2 ore assolutamente inutili. La congestione non esiste, e se la temperatura dell'acqua è adatta a fare il bagno, non occorre aspettare nulla.

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  22. un mio carissimo amico franco/spagnolo, che con i suoi 63 anni ha un fisico e salute che io non avevo nemmeno a 20 anni, dice sempre che gli antibiotici non si devono prendere MAI. quando stai male due aspirine e una bella dormita sono le cose migliori! la natura deve fare il suo corso!

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