domenica 21 novembre 2010

Lo "scontro" delle civiltà

Mentre do da mangiare a Sofia ripenso alle tecniche d'imboccamento, ad alcuni dei commenti ricevuti, e mi rendo conto che sembrano esistere due scuole di pensiero: quella svedese, capitanata da Anna Wahlgren (http://www.annawahlgren.com/index.php), che nel suo libro, presente in praticamente ogni famiglia svedese, promuove la routine ed i ritmi fissi comprese porzioni di cibo sufficienti ("... likaväl som fasta och tillräckliga måltider..."), e quella italiana, quasi di ispirazione Montessoriana, per la quale è il bambino che decide se e cosa mangiare, quando dormire, eccetera.
Per la mamma svedese è quindi più che accettabile ricorrere a piccoli espedienti vari affinché il bimbo mangi un minimo ad ogni pasto (ad orari prestabiliti), cosa che molte mamme italiane sembrano invece aborrire. Anette ed io ci siamo ripromessi di insegnare alle bimbe entrambe le lingue (svedese ed italiano) e trasmettere entrambe le culture, senza però forzare nulla, ma anzi lasciando a loro la possibilità di scegliere e mischiare per potersi creare una propria identità. Aspetto con ansia di diventare nonno per vedere quale scuola di pensiero sceglieranno per quanto riguarda l'imboccamento dei propri figli!

Nota domenicale: questa mattina all'allenamento di calcio di Eleonora c'era solo un allenatore e quindi ho avuto l'opportunità di diventare "vice-mister" ed aiutare ad allenare. Divertentissimo!

2 commenti:

  1. faranno un mix come ho fatto io oggi: per pranzo piselli e wuestel (un classico della cucina di sopravvivenza scout, ma non ho mai conosciuto bambino che li rifiutasse) presentati sul tavolino da bimbi apparecchiato alla solita ora. Ha scelto di mangiare i wuerstel assaggiando qualche sporadico pisello. Domani poleptte ai piselli.

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