lunedì 13 dicembre 2010

Minimalismo svedese

Una delle cose che apprezzo del design scandinavo è spesso la capacità di unire forma e funzione negli oggetti di uso comune. Succede poi che a volte venga tralasciata l'estetica a puro vantaggio della funzione. Per chi viene dalla culla del rinascimento e dalla terra del "bello" possono quindi risultare anche un po' bruttine certe soluzioni svedesi a problemi di ogni giorno, c'è però da dire che molto spesso sono essenziali ed efficaci. Sono cose che magari non noti sino alla mattina in cui vai in giro con Sofia nel passeggino e ne scopri l'utilità. Basti pensare alla soluzione per permettere a chi è in sedia a rotelle, chi va con il deambulatore o al papà in congedo parentale che spinge il passeggino di salire le scale. Due travi di metallo, zigrinate per migliorare l'attrito, poste a distanza tale da coprire il passo standard della maggiorparte delle sedie a rotelle, dei deambulatori e dei passeggini.
Sofia sembra divertirsi più a scendere che a salire e spesso solleva le mani come fosse su uno scivolo.
Ben vengano gli ascensori, le scale mobili e le piattaforme scorrevoli (che ci sono anche qui), ma è troppo utopico auspicarsi che un giorno ogni stazione della metropolitana a Milano abbia una soluzione del genere? 

10 commenti:

  1. Se è utopia a Milano... figuriamoci a Roma!!!!

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  2. Io non faccio testo, vivo in svizzera e qui ci sono ovunque, anche piu' facile trovare nei paesini sperduti fuori zurigo dove sto io delle vere e proprie salite quindi da una parte scala e dall'altra parte la rampa per i passeggini, poi qui i treni hanno tutti la pedanina per il passeggino e per quelli vecchi c'è sempre chi aiuta a tirarlo su, tanto che anche io ormai vedo mamma+passeggino e gia' mi preparo ad aiutare, è automatico.

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  3. quando ho iniziato a portare mio figlio in carrozzina/passeggino ho davvero capito quanto deve essere difficile la vita per un disabile nelle nostre città. prima di recarsi in un qualunque posto bisogna chiedersi se ha le scale, i marciapiedi sono molto spesso impraticabili, le auto parcheggiate selvaggiamente e in modo da impedire a qualunque essere più largo di 20 cm di passare...
    conosco molto bene sia Stoccolma che Zurigo e ricordo che in entrambe le città mi era capitato di vedere persone disabili totalmente autosufficienti.

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  4. ANch'io quando torno a Milano (che continuo a amar appassionatamente, anzi con quel pizzico di nostalgia che me la rende più desiderabile) maledico i tram, le strade con le buche, i bus assolutamente inaccessibili e in generale la città che è nemica dei bimbi e dei genitori passeginomuniti (e anche dei disabili ovviamente). In Svizzera-devo ammetterlo- in confronto è un sogno. Mi ripropongo sempre di far foto di confronto tra qui (basel, svizzera) e lì (Milano) e postarle, ma poi non torvo mai il tempo. Mi piacerebbe che i genitori ( e i nonni e tutti i cittadini sensibili) risucissero a far un po? di pressione tipo lobby, nel senso buono del termine e che qualche giunta si decida a far dei passi avanti in tal senso...

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  5. Lavoro nell'ufficio invalidi civili di un'agenzia INPS.
    Lo sportello è al primo piano.
    Le sedie a rotelle non entrano nell'ascensore.
    E ho detto tutto.

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  6. nella capitale l'utopia lascia il posto solo al sogno dell'utopia stessa...
    non succederà mai nulla del genere...

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  7. Lisa mamma di IrisDarioViola02 maggio 2012 09:46

    Per la serie: preferisco andare a vivere in un posto civile e rimpiangere Roma da lontano (forse).
    Durante le mie maternità ho fatto le peggiori litigate con gli automobilisti e il sangue più amaro che nel resto della vita.
    Quindi non solo la disorganizzazione o, chiamiamolo pure col suo nome, disinteresse per gli svantaggiati nella mobilità, ma anche la prevaricazione, l'arroganza dell'automobilista italico medio.
    Viva la funzionalità svedese! E l'educazione degli abitanti ancora di più!

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  8. A quel paese l'estetica! Viva la funzionalità!

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